Agroalimentare a Palazzo. Retorica e dintorni

retorica

La retorica riveste più accezioni.

In termini filosofici è l’arte o la tecnica di persuadere per mezzo di strumenti linguistici verbali o scritti. Della retorica fu uno dei fondatori, Gorgia di Leontini (l’odierna Lentini) vissuto nel quinto secolo avanti Cristo e al quale Platone ha intitolato uno dei suoi Dialoghi.

Socrate che interroga con il collaudato metodo maieutico l’autorevole sofista, discepolo di Empedocle, perviene a una serie di affermazioni e definizioni. Tra le prime delle quali ultime: “La retorica è (…) una di quelle arti che fanno un uso particolarmente largo della parola” e tra le seconde: “La retorica è (…) artefice di persuasione che porta a credere ma che non insegna circa il giusto o l’ingiusto”.

Osserva acutamente Maurizio Ferraris in Dizionario filosofico, che “la retorica apparve a Platone, più vicina all’arte culinaria che alla medicina: più diretta ad appagare il gusto che a migliorare la persona”.

Il vocabolo, per dilatarne il significato, sta anche tout court a indicare eloquenza o stile ricercato.

A leggere i Proverbi toscani, risalenti al 1853, ecco la voce dell’esperienza: “L’amore, l’inganno e il bisogno insegnano la retorica”.

E veniamo all’uso spregiativo del termine, quando denota come si rincorra, nel parlare o nello scrivere, effetti affatto esteriori, buoni per costruire espressioni enfatiche ove trionfa il luogo comune, tanto per épater le bourgeois.

Così pure la retorica altro non è che esaltazione enfatica e acritica di asserzioni, scarse o prive di riferimenti alla realtà.

Dalle parti della retorica intesa in senso deteriore stanno le giornate dedicate a qualche evento più o meno rilevante.

Rimaniamo nel recinto di casa nostra e richiamiamo l’attenzione su quanto attiene all’agroalimentare e all’ambiente quando presenta ricadute negative sui frutti eduli della terra.

Distinguendo tra jus conditum e jus condendum.

Sul piano normativo in vigore ricordiamo un decreto presidenziale e due leggi.

Con Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1981, n. 50 fu autorizzata per quell’anno l’emissione di carte valori postali celebrative e commemorative. Con tale DPR si diede luogo, tra l’altro, all’emissione di carte valori postali, consistenti in francobolli celebrativi della Prima giornata mondiale dell’alimentazione.

“Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”: è il titolo della legge 14 giugno 2011, n. 101, contenente una riflessione specifica sulle conseguenze dei disastri causati dall’incuria dell’uomo. La Repubblica, si legge nel testo, riconosce il giorno 9 ottobre (altri avevano proposto il 29 dello stesso mese) come Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo. La Giornata nazionale è considerata solennità civile e non determina riduzioni dell’orario di lavoro negli uffici pubblici né, qualora cada in giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado. Ecco che si fa (o si dovrebbe) il 9 ottobre: possono essere organizzati sul territorio nazionale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni, cerimonie, incontri e momenti comuni di ricordo dei fatti accaduti e di riflessione sui fatti medesimi, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di promuovere attività d’informazione e di sensibilizzazione e di sviluppare una maggiore consapevolezza dei rischi connessi a interventi che alterano gli equilibri del territorio e della necessità di tutelare il patrimonio ambientale del Paese.

La legge 1° dicembre 2015, n. 194 reca “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”. La Repubblica riconosce il giorno 20 maggio quale Giornata nazionale della biodiversità d’interesse agricolo e alimentare. Con formula rituale il riconoscimento non determina riduzione dell’orario di lavoro degli uffici pubblici né, qualora cada in giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado. In occasione della Giornata nazionale della biodiversità d’interesse agricolo e alimentare sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e seminari, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, dedicati ai valori universali della biodiversità agricola e alle modalità di tutela e di conservazione del patrimonio esistente.

Segue: “De jure condendo”.

Ora un excursus, riferito alla corrente legislatura, alla Camera e al Senato.

Nella corrente legislatura sono stati assegnati alle Commissioni competenti, che hanno all’esame o lo devono iniziare più progetti di legge che recano al proprio interno disposizioni atte a istituire la fatidica Giornata.

Il 22 settembre 2016 la Commissione Affari sociali della Camera ha adottato un testo base di due proposte di legge (C.197, di Pino Pisicchio del Gruppo Misto e C.3397, di Mario Mazzariti del PI-CD) con il quale è istituita la Giornata nazionale della lotta contro la povertà con l’obiettivo di stimolare la riflessione e di accrescere la consapevolezza circa il bisogno di eliminare la povertà e l’indigenza in tutte le loro forme e in tutti gli Stati. La Giornata si celebra il 17 ottobre di ogni anno, in concomitanza con la Giornata internazionale contro la povertà, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 47/196 del 31 marzo 1993. In proposito si nutre qualche dubbio sull’utilità di questa manifestazione. Nelle prime due opere di misericordia è scritto: “Dare da mangiare agli affamati e dare da bere agli assetati”. Stando al Vangelo di Luca (3, 11) il Battista così predicava: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”. Le belle parole, ancorché espresse solennemente nel corso di una Giornata particolare, non alleviano le sofferenze di coloro che soffrono la fame. Né manca lo spirito patriottico, che taluni, non si sa quanto a torto, pensano si manifesti soltanto in occasione delle partite di calcio della Nazionale. Infatti, si prevede che in occasione della Giornata la bandiera nazionale e quella dell’Unione europea vanno esposte all’esterno degli edifici sedi di uffici pubblici. Nella medesima occasione sono organizzati in tutto il territorio nazionale, iniziative e incontri al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti degli indigenti e la popolazione, in particolare quella in età scolare, sui temi della lotta all’esclusione sociale e alla povertà.

Non è invece cominciato l’esame della proposta di legge presentata alla Camera C. 299, d’iniziativa di Susanna Cenni (PD) e altri: “Istituzione della Giornata nazionale dedicata alla cultura del mondo contadino e della Rete italiana della memoria della civiltà contadina”. Se ne dovrà occupare la Commissione Agricoltura. Si prevede in primo luogo che l’undici novembre è riconosciuto dalla Repubblica come Giornata nazionale dedicata alla cultura del mondo contadino. La Giornata rappresenta, una scadenza per tutti coloro i quali, a vario titolo, si occupano delle problematiche inerenti alla cultura contadina: le istituzioni, il mondo agricolo, gli istituti culturali pubblici e privati, i singoli studiosi impegnati direttamente nella conservazione e nella diffusione della memoria che l’11 novembre intende celebrare, pure attraverso una consistente rete di musei, archivi e biblioteche, ma anche le associazioni dei produttori, i cooperatori, gli imprenditori, la scuola, l’università e la ricerca. Si legge nella relazione al progetto di legge: “ Le tematiche che possono caratterizzare la Giornata sono, infatti, molteplici, offrono spunti diversi e si prestano a essere affrontate da differenti punti di vista: è auspicabile, quindi, che una simile scadenza sia utilizzata al meglio e favorisca, quanto meno, l’incontro, il ricordo e la proposta su quello che è stato e sui possibili scenari economici e sociali di un futuro sempre più complesso e sempre meno prevedibile”. Si ipotizza anche l’istituzione della Rete italiana della memoria della civiltà contadina, composta dai centri di documentazione, di ricerca e di raccolta delle testimonianze orali e materiali del mondo contadino e dalle associazioni, dalle fondazioni e dagli enti e istituti pubblici e privati. Al coordinamento provvederanno i Ministri delle Politiche agricole e per i Beni e le attività culturali, con indirizzi condivisi in sede di conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato – Regioni, le quali si attiveranno per provvedere nell’ambito dei rispettivi siti Internet, a istituirne uno ad hoc.

È di Deborah Bergamini (PdL) la proposta di legge C. 1182: “Istituzione della Giornata nazionale contro la contraffazione e la pirateria in campo commerciale”. Proposta assegnata alla Commissione Affari costituzionali, che deve ancora avviarne l’esame. Si tratta di un provvedimento strutturato in pochi articoli. Si istituisce la Giornata nazionale, solennità civile, contro la contraffazione e la pirateria in campo commerciale e si delineano gli ambiti in cui i soggetti coinvolti (associazioni di categoria, Forze dell’ordine, imprese, istituzioni) sono chiamati a operare per contrastare la contraffazione e la pirateria in campo commerciale. Regioni ed enti locali si renderanno disponibili per la promozione di iniziative di sensibilizzazione e di approfondimento in relazione al delittuoso fenomeno. I Ministri dello Sviluppo economico, dell’Istruzione, dell’Università, delle Politiche agricole e della Salute impartiranno direttive, ciascuno per il proprio ambito di competenza, tese ad affrontare il fenomeno nelle sue diverse implicazioni. Secondo COLDIRETTI nel settore agroalimentare si parla di un fatturato di sessanta miliardi di euro pari al doppio del valore delle esportazioni del prodotto originale”. La contraffazione produce effetti distorsivi consistenti in danni economici alle imprese, per il consumatore, di natura sociale, all’Erario pubblico e al mercato. La pratica della contraffazione disincentiva l’innovazione e incentiva la criminalità. Le responsabilità non ricadono soltanto sullo Stato, ma anche su tutti i virtuosi cittadini che consapevolmente acquistano prodotti contraffatti. Vale ricordare che nella corrente legislatura la Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale approvò nella seduta del 6 dicembre 2011 una Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare: settore che non sembra conoscere crisi.

Ancora una proposta di legge, C. 2403, assegnata alla Commissione Cultura, il cui esame non è ancora iniziato, d’iniziativa di Susanna Cenni e altri: Istituzione della Giornata nazionale per l’educazione alimentare e la prevenzione dei disturbi alimentari”. La Giornata nazionale va celebrata annualmente nelle istituzioni scolastiche pubbliche il 16 ottobre, nella ricorrenza della Giornata mondiale dell’alimentazione. Saranno organizzate, per mezzo di attività educative, didattiche e formative, manifestazioni, incontri e momenti formativi, educativi e didattici, al fine di promuovere l’informazione e la sensibilizzazione nei confronti dell’importanza di una maggiore consapevolezza nella scelta di una corretta alimentazione e della prevenzione dei disturbi alimentari. La Giornata nazionale costituirà anche momento di riflessione per i bambini, i ragazzi e le famiglie e di sensibilizzazione dell’intera collettività sull’importanza, per la salute dell’uomo, di un’alimentazione corretta fondata sulla qualità, sulla salubrità e sulla sostenibilità dei prodotti. Infine la Giornata sarà occasione di conoscenza e di approfondimento dei princìpi nutrizionali e degli alimenti che compongono la dieta mediterranea, anche mediante il coinvolgimento diretto dei produttori agroalimentari operanti nel territorio.

Ancora una proposta di legge (C. 2834) di cui avviare l’esame da parte della Commissione Agricoltura. È stata presentata da Michela Rostan (PD) e altri: “Istituzione della Giornata nazionale contro il biocidio e le Terre dei fuochi”. Terra felice la Campania, ove insiste un’amena e vasta area, situata tra le province di Napoli e Caserta, passata alla cronaca nera e giudiziaria per la presenza di rifiuti tossici e conseguenti roghi che tanto giovano alla salute della popolazione ivi residente. Si propone pertanto l’ennesima Giornata nazionale per ricordare tutte le vittime degli effetti dell’inquinamento ambientale causato dall’illecito trattamento e smaltimento di ogni genere di rifiuto, compresi la loro combustione, il loro interramento, la loro dispersione in mare e ogni altra metodologia di diffusione degli stessi negli ecosistemi. Il 19 gennaio andranno organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di confronto e di narrazione aventi a oggetto vicende di particolare e significativo impatto culturale e pedagogico della storia italiana e internazionale, con le quali affermare i valori della tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, nonché i princìpi di legalità e del senso civico nell’ambito della gestione e del trattamento dei rifiuti, destinati in modo specifico agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di promuovere e diffondere tali valori e di radicare una forte cultura di contrasto di ogni forma di violenza e di mortificazione dell’ambiente. La Camorra, timorosa di ben altro, ringrazia.

Ultima proposta (C. 3079) presentata alla Camera è d’iniziativa di Emanuele Prataviera (Gruppo Misto) e altri: “Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della crisi economica”. Se ne occuperà la Commissione Attività produttive. Il 30 aprile sarà celebrata la Giornata per conservare e i rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita a causa della crisi economica e delle politiche monetarie. All’uopo saranno organizzati in tutto il territorio nazionale cerimonie, iniziative e incontri al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni e le forze sociali sulle problematiche individuali e sociali che possono provocare le crisi economiche e monetarie. Il Ministro del lavoro e gli enti territoriali, sono chiamati a promuovere apposite iniziative nei luoghi di lavoro per incentivare l’adozione di politiche per l’occupazione e per il sostegno degli artigiani e delle piccole e medie imprese. Bastasse un evento celebrativo per riportare in vita i defunti, compreso chi non ha resistito agli stenti dovuti a carenza alimentare!

Trasferiamoci al Senato.

È stato presentato il disegno di legge S. 313, di natura ordinaria, dal titolo: “Disposizioni per la valorizzazione e la promozione della dieta mediterranea”, in corso di esame presso la Commissione Agricoltura dal gennaio 2016. Il 313 è d’iniziativa di Leana Pignedoli (PD) ed altri. Nel corso dei lavori la Commissione ha deliberato di discutere il provvedimento congiuntamente al disegno di legge n. 926, d’iniziativa di Salvatore Tomaselli (PD) ed altri: “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e la promozione della dieta mediterranea”. In entrambi i provvedimenti si prevede, tra l’altro, la Giornata Nazionale della dieta mediterranea – patrimonio dell’umanità – da celebrare il 16 novembre di ogni anno in tutto il territorio nazionale: occasione per diffondere e dare risalto ai valori di questa dieta.

Chi scrive esprime sommessamente l’avviso che l’alluvione delle innumerevoli ricorrenze commemorative e celebrative, internazionali e nazionali, riferite ai più disparati temi e problemi, lasci il tempo che trova.

Flatus vocis, per dirla con il teologo Roscellino di Compiègne.

Bruno Nobile

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