Aumento Iva per gli alimenti “di indulgenza”. Il testo del ddl

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Nella seduta dell’ Assemblea del Senato del 30 marzo 2016 fu dato annuncio della presentazione da parte di Francesco Campanella (del Gruppo Misto – Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà) del disegno di legge n. S. 2300 recante “Disposizioni concernenti l’ impiego e il trattamento fiscale dei prodotti contenenti elevati livelli di acidi grassi saturi, zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali” .

         Il testo del documento, reso pubblico il 7 giugno 2016, non è stato ancora assegnato, alla data del 12 successivo, alla/e Commissione/i di competenza.

           Pur nella sua brevità (tre articoli in tutto) lo schema legislativo è ad ampio spettro investendo più temi: alimentazione, dietetica, prodotti alimentari, tutela dei consumatori.

         L’ attenzione è rivolta al rapporto intercorrente tra cattive abitudini alimentari (causa) e diffuse patologie sanitarie (effetti).

         In particolare, i presentatori del disegno di legge S. 2300 ricordano nella relazione introduttiva che l’ obesità è in costante aumento ed è fattore di rischio per molte infermità, quali diabete di tipo B, malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore, ma anche di malattie respiratorie (sindrome da apnea nel sonno), osteoartrite, L’ obesità inoltre può determinare problemi psicologici e, più in generale, alterare la qualità della vita.

         Citando i dati forniti dall’ OMS (Organizzazione mondiale della sanità), secondo cui l’ obesità a livello globale è raddoppiata dal 1980 a oggi, si evidenzia che il problema ha iniziato a interessare anche le fasce più giovani della popolazione: si stima che nel 2011 ci fossero nel mondo oltre quaranta milioni di bambini, sotto i cinque anni, in sovrappeso. Bambini che stanno crescendo in ambienti che provocano l’ aumento di peso a causa dell’ urbanizzazione e della globalizzazione. Sovrappeso determinato altresì dal consumo di prodotti poco salutari e bevande non alcoliche.

         A questo proposito l’ OMS ha suggerito ai Governi dei Paesi, soprattutto dove l’ obesità infantile è in rapido aumento, queste raccomandazioni (linee guida):

-         Promuovere l’ attività fisica e contrastare la sedentarietà.

-         Porre attenzione a concepimento e gravidanze, al fine di prevenire le malattie trasmissibili, combattendo l’ aumento di peso in gravidanza.

-         Praticare buone abitudini sin dall’ infanzia: mangiare sano, dormire bene e fare attività fisica. Una dieta equilibrata limita il consumo di cibi ad alto contenuto di grassi, sale e zuccheri.

-         Promuovere la scuola come ambiente sano: definire standard nutrizionali per i pasti scolastici, eliminare la vendita di cibi poco salutari.

-         Gestire correttamente e tenere sotto controllo il peso corporeo tramite dei servizi specifici.

La premessa illustrativa si chiude indicando le finalità del provvedimento: modificare la disciplina e il trattamento fiscale dei prodotti e degli ingredienti contenenti elevati livelli di acidi grassi saturi, zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali.

In sintesi l’ articolato e il testo legislativo proposto.

Articolo 1 Tutela dei soggetti vulnerabili nei servizi di refezione. S’ interviene sulla disciplina dei servizi di refezione scolastica e ospedaliera, laddove si concretizza l’ esposizione al rischio dei soggetti più vulnerabili.

A tale fine si prospetta un’ integrazione delle disposizioni di prevenzione già introdotte con l’ articolo 4 del D.L. 104/2013, prevedendo che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, sia vietato utilizzare in questi ambiti prodotti e ingredienti contenenti un elevato apporto totale di acidi grassi saturi, zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali. Sarà un decreto del Ministro della salute, da adottarsi d’ intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni-comuni, a definire i parametri applicativi.

Così il testo:

“All’ articolo 4 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128[1], dopo il comma 5-bis è inserito il seguente: 5-bis (?). 1. A decorrere dal 1º gennaio 2017, nei servizi di refezione scolastica e ospedaliera è fatto divieto di utilizzare prodotti e ingredienti contenenti un elevato apporto totale di acidi grassi saturi, zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali. Con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’ articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti i parametri per la definizione delle categorie di prodotti di cui al presente comma”.

Articolo 2 . Trattamento fiscale dei prodotti contenenti elevati livelli di acidi grassi saturi. Le norme quivi contenute riguardano il trattamento fiscale dell’ olio di palma e dei grassi idrogenati.

L’ olio di palma contiene un’ elevata concentrazione di grassi saturi. Si propone pertanto di sopprimere l’ aliquota IVA agevolata al 4 per cento, ora applicata a questi oli in quanto prodotti agricoli, e di applicare l’ aliquota piena (22 per cento), anche per di incoraggiarne la sostituzione nei processi produttivi con altri oli aventi migliori caratteristiche organolettiche.

Parimenti va soppressa l’ aliquota IVA agevolata (10 per cento) applicata attualmente ai grassi idrogenati e parzialmente idrogenati, contenenti acidi grassi trans , i più dannosi. L’ aliquota IVA dovrebbe passare al 22 per cento.

Così il testo: 1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633[2], sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al numero 13) della Tabella A, parte II, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, ad eccezione dell’ olio di palma e dell’ olio di palmisto;”;

b) al numero 50) della Tabella A, parte III, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, ad eccezione dell’ olio di palma e dell’ olio di palmisto;”;

c) al numero 51) della Tabella A, parte III, le parole: “oli e grassi animali o vegetali parzialmente o totalmente idrogenati e» sono soppresse”.

Articolo 3 . Delega al Governo per la modifica dell’ imposizione fiscale e dell’ etichettatura delle bevande.

Da ultimo, il Governo è delegato a modificare la normativa in vigore per l’ introduzione di un prelievo fiscale aggiuntivo sulle bevande cosiddette di fantasia. L’ introito aggiuntivo sia interamente destinato alla realizzazione di campagne informative per una corretta alimentazione. Si dovrà inoltre recare in etichetta una dizione che indichi il rischio connesso a un consumo eccessivo di bevande contenenti elevati livelli di zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali.

Il testo dell’ articolo 3:

1. Al fine di favorire la diffusione di comportamenti alimentari consapevoli e rivolti alla tutela della salute, il Governo è delegato ad adottare, nel rispetto delle disposizioni dell’ Unione europea, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un decreto legislativo per la revisione del trattamento fiscale e dell’ etichettatura delle bevande stabilito dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n. 719[3], sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) incrementare l’ imposizione sulle bevande contenenti elevati livelli di zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali;

b) destinare l’ introito fiscale aggiuntivo, derivante dall’ incremento dell’ imposizione di cui alla lettera a), al finanziamento di campagne per l’ educazione alimentare rivolte agli utenti della scuola dell’ obbligo;

c) prevedere che sull’ etichetta dei prodotti di cui alla lettera a) sia riportata una specifica dicitura rivolta a segnalare il rischio, in caso di consumo eccessivo, d’ insorgenza di obesità e patologie a essa connesse.

2. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’ economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Lo schema del decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l’ espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato.

Stando così le cose, in presenza di un testo breve e chiaro, certamente emendabile e perfettibile, sul quale ragionare con spirito bipartisan si tratta ora di verificare:

se e quando il disegno di legge sarà iscritto all’ ordine dei lavori;

la velocità di crociera parlamentare;

le resistenze al provvedimento che si manifesteranno da parte di forze politiche agenti all’ interno del Palazzo;

in che modo e misura si esprimeranno in merito le lobby a difesa dei valori sacri della Patria (libertà d’ impresa, tutela dell’ occupazione e altre menate del genere).

In ogni caso è auspicabile che i tempi d’ attesa, come purtroppo in analoghe e numerose precedenti occasioni, non siano biblici. El sueño de la razón produce monstruos.

Bruno Nobile

[1]

   Legge 8 novembre 2013, n. 128: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia d’ istruzione, università e ricerca”. L’ articolo 4 (Tutela della salute nelle scuole) già prescrive al comma 5-bis: “Il Ministero dell’ istruzione, dell’ università e della ricerca adotta specifiche linee guida, sentito il Ministero  della salute, per disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e  grado, la somministrazione di alimenti e bevande sconsigliati, ossia contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi trans, oli vegetali, zuccheri  semplici aggiunti, alto contenuto di sodio, nitriti o nitrati utilizzati come additivi, aggiunta di zuccheri semplici e dolcificanti, elevato contenuto di teina, caffeina, taurina e similari, e per incentivare la somministrazione di alimenti per tutti coloro che sono affetti da celiachia”.

[2]

    “Istituzione e disciplina dell’ imposta sul valore aggiunto”.

    La tabella A, parte II (Beni e servizi soggetti all’ aliquota del 4%) al n. 13 si indicano i seguenti prodotti: 13) olio di oliva: oli vegetali destinati all’ alimentazione umana od animale, compresi quelli greggi destinati direttamente alla raffinazione per uso alimentare.

    La tabella A, parte III (beni e servizi soggetti all’ aliquota del 10%) al n. 50 indica (gli altri) grassi e oli animali destinati alla nutrizione degli animali; oli vegetali greggi destinati all’ alimentazione umana o animale.

[3]

   Regolamento per la disciplina igienica della produzione e del commercio delle acque gassate e delle bibite analcooliche gassate e non gassate confezionate in recipienti chiusi.

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