Etichette, sanzioni e rischio d’impresa. Prevenire è meglio

antitrust

Di etichette alimentari e pubblicità si tratta spesso in area ‘Marketing’, talora in braccio di ferro con la Qualità, e ‘ai piani alti’ per le approvazioni di ‘budget’. Raramente però si considerano, in via preventiva, i rischi di danni diretti o indiretti legati all’impiego di un’etichetta o al lancio di un messaggio promozionale, sia sotto forma di pubblicità, sia di comunicazione sul web o i social network. Alcuni spunti a seguire.

Le sanzioni amministrative, a seconda dei casi, possono raggiungere le decine o centinaia di migliaia di euro. In relazione a tali rischi, l’Amministrazione e Finanza con il contributo delle aree tecniche competenti e del Controllo di gestione dovrebbe definire i criteri di stima degli accantonamenti a bilancio, tenendo conto di:

- procedure interne di redazione e verifica di etichette e pubblicità (con il contributo di professionisti esterni, sistematici o random, es. su base ‘audit’),

- tipi e numero di referenze a catalogo,

- diffusione territoriale (più Regioni e Paesi, più rischi),

- danni indiretti (reputazione).

Quale che sia l’esito di un procedimento amministrativo, a esempio dopo un ricorso al TAR, la sola notizia di una istruttoria o di una sanzione dell’Antitrust o di altra autorità può causare danni di estrema gravità alla reputazione dell’impresa.

In relazione al rischio di sanzioni penali la Direzione Generale, con il contributo della Direzione Affari Generali ove presente, dovrebbe invece mettere a punto apposite procedure e documentazione. In particolare, dovrebbero venire definite una ‘policyaziendale e procedura interna ‘ad hoc’, con fissazione dei ‘limiti insuperabili’, e le specifiche deleghe di poteri.

La squadra di FARE – Food and Agriculture Requirements è a disposizione per pianificare e contribuire all’esecuzione delle attività sopra descritte.

Dario Dongo

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