In Parlamento. Ancora una interrogazione sull’olio di palma

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Ai precedenti ventisei atti d’indirizzo e di controllo politico, esercitati dal Parlamento nei confronti del Governo, segnalati in precedenza e concernenti l’olio di palma, si è aggiunto un altro atto, presentato alla Camera il 21.12.2015 da Chiara Gagnarli (M5S). Si tratta dell’interrogazione a risposta scritta C4-11490 rivolta al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. L’interrogazione, che ovviamente è tuttora in corso, tratta soltanto marginalmente la questione dell’olio di palma, ma vale richiamarla e per completezza d’informazione e per la rilevanza di un problema, quello dell’uso se non dell’abuso, di questo prodotto che ha richiamato l’attenzione delle istituzioni, grazie all’energica denuncia de ‘Il fatto alimentare’ e ‘Great Italian Food Trade‘ per coinvolgere il consumatore e il mondo politico, chiamato quest’ultimo ad assumersi le proprie responsabilità.

La premessa all’interrogazione richiama la vicenda legata, in quel di Arezzo, all’autorizzazione concessa ad alcune società per la costruzione e l’esercizio di sei impianti di produzione di energia elettrica da biomasse. I relativi provvedimenti di autorizzazione, hanno destato più di una perplessità connesse alla legittimità di tali titoli, sia da parte della popolazione locale sia delle amministrazioni (in particolare, del comune di Cortona) che avevano partecipato al procedimento autorizzativo in conferenza di servizi.

Dopo complesse vicende di carattere procedimentale si addiveniva a nuove delibere della provincia di Arezzo volte ad approvare le varianti proposte per la realizzazione degli impianti. Anche queste nuove delibere e altri atti dell’amministrazione provinciale erano contestati con quattro ricorsi al TAR. Tra le modifiche richieste alle società interessate, e da queste poste in essere, figurava quella di utilizzazione dell’olio di colza in luogo dell’olio di palma. Senza entrare nel merito giudiziario di una vicenda lunga e articolata, l’interrogante evidenzia una eccessiva approssimazione nel procedimento di istruttoria degli uffici provinciali competenti. Conclusivamente Chiara Gagliarni chiede se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto e non ritenga opportuno, in previsione del trasferimento delle competenze dalle province alle regioni dettato dalla legge n. 56 del 2014 [Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni] assumere iniziative normative affinché sia operata una rivalutazione della fattibilità e congruità dei progetti, nell’ottica di un loro riadattamento all’attuale normativa che pone maggior cautela quando trattasi di impianti che incidono sulla tutela della salute e dell’ambiente.

Anche se l’interesse tutelato è solo quello ambientale e non anche, se non indirettamente, quello alimentare, rileva che in ogni caso si ritiene da parte dell’amministrazione locale che l’olio di palma non vada comunque utilizzato.

Bruno Nobile 

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