La XVII legislatura in materia alimentare

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Il 12 gennaio 2016 è entrata in vigore la legge 12 dicembre 2016, n. 238 recante: “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”. È l’ultimo provvedimento legislativo, di un certo rilievo, approvato nella corrente legislatura, interessante la materia alimentare.

Merito della legge è di aver messo ordine in un ambito normativo, estremamente complesso e farraginoso, sul quale insistono disposizioni eterogenee e obsolete. La legge 238 riconosce il valore del settore, definito patrimonio culturale nazionale.

Recita il primo articolo: Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale europee, nazionali, regionali e locali, tali da rendere indifferibile l’emanazione di una disciplina organica in grado di coordinarle e armonizzarle, secondo criteri di semplificazione, corresponsabilizzazione degli operatori, razionalizzazione dei controlli anche in funzione di un’esigenza generale di certezza del diritto.

Nel corso di questa legislatura sono state altresì approvate queste altre quattro leggi:

- Legge 2 luglio 2015, n. 91: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali.

- Legge 2 dicembre 2016, n. 242: Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa.

- Legge 28 luglio 2016, n. 154: Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale.

- Legge 19 agosto 2016, n. 166: Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.

Tanto premesso, vediamo quali potrebbero essere altri progetti di legge, ora all’esame parlamentare, suscettibili di essere portati a compimento che riguardano la disciplina alimentare. Fermo restando che rimane minacciosa la spada di Damocle che ruinando in basso loco può recidere la legislatura cui conseguirebbero elezioni anticipate che vanificherebbero quanto elaborato sin qui da Assemblea e Commissioni parlamentari (segnatamente Agricoltura e Sanità).

Cominciamo dal Senato.

Presso la Commissione Agricoltura sono diciassette i disegni di legge in corso di esame.

 

1-3. Il riordino degli enti agricoli

L’argomento è oggetto dei disegni di legge:

- S.137, d‘iniziativa di Pignedoli (PD) e altri: Disposizioni per il riordino del sistema degli enti e degli organismi pubblici vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e delle società strumentali;

- S.139, d’iniziativa di Pignedoli (PD) e altri: Delega al Governo per il riordino, la soppressione e la riduzione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e per la modernizzazione dei servizi all’agricoltura;

- S.990, d’iniziativa di Stefano (Misto, Sinistra Ecologia e Libertà): Disposizioni per la riforma dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA).

Detti provvedimenti rispondevano all’esigenza di redigere una legge atta a garantire il migliore uso delle risorse pubbliche secondo criteri di rigore e severità.

Enti, agenzie o uffici citati nei disegni di legge sono: l’ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare), l’INEA (Istituto nazionale di economia agraria), il CRA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), l’ISA (Istituto sviluppo agroalimentare), il SIN (Sistema informativo nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura), l’AGECONTROL (Agenzia pubblica per i controlli in agricoltura), il TELAER (Consorzio del Sistema di telerilevamento aereo avanzato per la gestione integrata del territorio) il COANAN (Consorzio anagrafe animale), l’Ente Nazionale Risi, il SAISA (Servizio Autonomo Interventi nel Settore Agricolo) dell’Agenzia delle Dogane, l’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura).

L’esame dei tre congiunti disegni di legge è fermo al 22 ottobre 2013; di fatto, i provvedimenti si devono ritenere superati dalla legge 28 luglio 2016, n. 154: Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale. Legge entrata in vigore il 25 agosto successivo.

La delega al Governo (da attuare entro il termine di dodici mesi, quindi entro il 25 agosto 2017) comprende, fra l’altro, riguardo alle strutture vigilate: la definizione delle stesse, delle competenze e delle procedure di funzionamento nonché di modalità di chiamata pubblica; l’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse, riducendo il ricorso a contratti con soggetti esterni alla pubblica amministrazione; l’utilizzo, per una quota non superiore al cinquanta per cento, dei risparmi ottenuti per la realizzazione di politiche a favore dello sviluppo e dell’internazionalizzazione del Made in Italy; la riorganizzazione di AGEA, anche attraverso la revisione delle relative funzioni e del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN), nonché del modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale, garantendo la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta la comunicazione tra articolazioni regionali e strutture centrali; il riordino del sistema dei controlli con conseguente razionalizzazione o soppressione della società AGECONTROL S.p.A., anche mediante trasferimento delle quote societarie al Ministero delle politiche agricole o ad Agenzie da esso vigilate; la revisione della normativa istitutiva dell’Ente nazionale risi al fine di razionalizzarne l’organizzazione in funzione della competitività del settore; infine la previsione dell’obbligo di pubblicazione annuale dei dati economici, finanziari e patrimoniali delle attività svolte da ciascun ente, società e agenzia.

 

4-5. Semplificazioni in materia di agricoltura

Due i provvedimenti insistenti sull’argomento in titolo:

- S.135, d’iniziativa di Pignedoli (PD) e altri: Modifiche all’articolo 14 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n.35, in materia di semplificazione di controlli sulle imprese agricole e agroalimentari a sostegno della competitività;

- S.136, d’iniziativa di Pignedoli (PD) e altri: Misure di semplificazione a sostegno della competitività e della responsabilizzazione delle imprese agricole e delega al Governo per il riordino della normativa agricola.

Il primo dei due provvedimenti intendeva intervenire modificando la normativa in vigore in tema di controlli sulle imprese.

Il secondo proponeva interventi rivolti a diversi ambiti concernenti l’attività dell’impresa e del lavoro nel comparto primario considerato nel suo complesso, configurando in questo senso una vasta opera di semplificazione dell’attuale quadro normativo.

L’esame dei due disegni di legge è fermo al 22 ottobre 2013, per le ragioni esposte riguardo al primo gruppo dei provvedimenti citati in precedenza.

 

6-7. Misure sull’imprenditoria giovanile in agricoltura

Ancora due disegni di legge aventi a oggetto quanto indicato in titolo. Si tratta dei disegni di legge:

- S.287, d’iniziativa di Bertuzzi (PD) e altri: Misure per la competitività dell’imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale in agricoltura;

- S.751, d’iniziativa di Stucchi (LN-AUT): Disposizioni per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo.

Entrambi i progetti di legge perseguono lo scopo di favorire, nel rispetto della normativa comunitaria, il ricambio generazionale e la permanenza dei giovani nel settore dell’imprenditoria agricola attesa la critica situazione che caratterizza il settore.

L’esame è fermo al 13 ottobre 2013. In sostanza sosta su un binario morto.

 

8-9. Dieta mediterranea. Ancora due disegni di legge sul medesimo argomento.

S.313, d’iniziativa di Pignedoli (PD) e altri: Disposizioni per la valorizzazione e la promozione della dieta mediterranea;

S.926, d’iniziativa di Tomaselli (PD) e altri: Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e la promozione della dieta mediterranea.

I due documenti perseguono la finalità di tutelare e di promuovere la dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO ai sensi della Convenzione per la tutela del patrimonio culturale immateriale ratificata ai sensi della legge 167/2007, giacché modello di sviluppo culturale e sociale fondato su un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni tramandate di generazione in generazione, nonché quale regime nutrizionale riconosciuto dalla comunità scientifica per i suoi benefici effetti sulla salute.

Dopo un iter di tre (sic!) anni, il testo del disegno S313, adottato come testo base appare giunto all’esame finale della Commissione. Quindi invio all’Assemblea e una volta quivi approvato trasmissione all’altro ramo del Parlamento.

 

10-14. Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato

Il tema è trattato dal disegno di legge S.2383, d’iniziativa governativa. Il provvedimento è stato approvato in prima lettura dalla Camera (C. 2039) il 12 maggio 2016 e trasmesso il giorno successivo all’altro Consesso.

Al Senato il testo del Governo è discusso insieme con altri quattro disegni di legge d’iniziativa parlamentare e precisamente:

S.769, di De Petris (Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà) e altri: Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo;

S.991, di Casaletto (GAL: GS, PpI, M, Id, E-E, MPL) e altri: Disposizioni per il contenimento del consumo del suolo e la tutela del paesaggio;

S.1181, di Ruta (PD) e altri: Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo; 

S.1734, di Puppato (PD) e altri: Riconversione ecologica delle città e limitazione al consumo di suolo.

Il 2383 detta princìpi fondamentali per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica, al fine di promuovere e tutelare l’attività agricola, il paesaggio e l’ambiente, nonché di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi eco sistemici, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Il 17 gennaio 2017 si è svolta un’audizione informale, l’ultima sinora di quelle programmate dalla Commissione, per disporre di un quadro informativo approfondito sulla complessa materia del consumo del suolo.

 

15. Agrumeti caratteristici

Come il precedente, si tratta in questo caso di un disegno di legge (S. 1641) approvato in prima lettura dalla Camera (testo unificato delle proposte di legge C.55, C.341, C.440, C.741, C.761, C. 1125 e C.1399).

L’esame è iniziato il 14 gennaio 2015. L’ultima seduta tenuta dalla Commissione è del 21 ottobre dello stesso anno. Dopo di che silenzio assoluto.

Le finalità dell’intervento legislativo sono enunciate all’articolo 1 del 1641. Lo Stato, a fini di tutela ambientale, di difesa del territorio e del suolo e di conservazione dei paesaggi tradizionali, nonché a fini di tutela e valorizzazione della biodiversità agraria, promuove interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia degli agrumeti caratteristici delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale. Gli agrumeti caratteristici sono situati in aree vocate alla coltivazione delle specie agrumicole nelle quali le particolari condizioni ambientali e climatiche conferiscono al prodotto caratteristiche uniche, in quanto strettamente connesse alle peculiarità del territorio d’origine.

 

16. Ristorazione collettiva

Se ne occupa il disegno di legge s. 2017, d’iniziativa di Pignedoli (PD) e altri: Disposizioni in materia di servizi di ristorazione collettiva.

L’esame è stato avviato il 28 giugno 2016. L’ultima seduta risale al 12 ottobre.

Il 2017 reca disposizioni ai servizi di ristorazione collettiva, ed è ispirato dalla necessità di realizzare una buona politica di ristorazione che, ricercando proficue convergenze tra le diverse politiche settoriali, sia in grado di coniugare nel modo migliore le logiche economiche di mercato con quelle prioritarie della salute.

 

17. Enoturismo

L’argomento è oggetto del disegno di legge d’iniziativa di Stefano (Misto, Movimento la Puglia in Più): Disciplina dell’attività di enoturismo.

Si riconosce l’enoturismo quale forma di turismo dotata di specifica identità e ne declina le caratteristiche, fissandone i requisiti necessari per l’abilitazione a svolgere attività enoturistica e rimandando alle regioni la disciplina delle modalità di rilascio del certificato di abilitazione e specifica le disposizioni fiscali e previdenziali da applicare a tale settore. Si specificano quindi i requisiti necessari al conseguimento della certificazione dell’accoglienza. Si dispone quindi in ordine alla commercializzazione dei prodotti dell’impresa enoturistica così come nella normativa degli agriturismi. S’istituisce quindi l’Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale presso il MIPAAF, il quale è chiamato a redigere un Piano strategico nazionale di promozione del turismo del vino italiano.

La Commissione, nella prima e finora unica seduta dedicata al tema di che trattasi, ha convenuto di svolgere una serie di audizioni suggerite dal relatore.

Bruno Nobile

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