Legge di delegazione europea 2015. Novità sulla etichettatura degli alimenti

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Nella seduta del 28 luglio 2016 l’ Assemblea del Senato ha approvato definitivamente la “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’ attuazione degli altri atti dell’ Unione europea – Legge di delegazione europea 2015”. 

In questa sede rilevano gli articoli 5, in materia di etichettatura e informazione sugli alimenti ai consumatori, e 21, avente a oggetto la caseina e caseinati destinati all’ alimentazione umana.

L’ articolo 5 1 al primo comma conferisce delega al Governo per l’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di quella europea in materia di etichettatura e informazione sugli alimenti ai consumatori, con particolare riferimento al regolamento (UE) n. 1169/2011 2 , relativo alla fornitura d’ informazioni sugli alimenti ai consumatori, e alla direttiva 2011/91/UE 3 , relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.

Il comma 2 definisce la procedura per l’ adozione dei necessari decreti legislativi per l’ adeguamento alla disciplina comunitaria.

Con il comma 3 il Governo nell’ esercizio della delega è tenuto a osservare i principi e criteri direttivi generali di delega per l’ attuazione del diritto dell’ Unione europea, di cui alla legge 234/2012, recante Norme generali sulla partecipazione dell’ Italia alla formazione e all’ attuazione della normativa e delle politiche dell’ Unione europea. Soccorrono, inoltre, altri principi e criteri: prevedere l’ indicazione obbligatoria nell’ etichetta della sede e dell’ indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, e gli eventuali casi in cui tale indicazione possa essere alternativamente fornita mediante diciture, marchi o codici equivalenti, che consentano comunque di risalire agevolmente alla sede e all’ indirizzo citati. Inoltre, fatte salve le fattispecie di reato vigenti, adeguare il sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni amministrative delle disposizioni di cui al sopra citato regolamento UE, ai relativi atti di esecuzione e alle disposizioni nazionali, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione.

Il comma 4, con clausola ormai di stile, autorizza il Governo, entro i rituali ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, a emanare disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi approvati.

L’ ultimo comma, il 5, dispone che dall’ attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dovendosi provvedere con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente 4 .

Al Senato nel corso della discussione in Aula è stato approvato un ordine del giorno con il quale s’ impegna il Governo a prevedere, nei decreti legislativi per l’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, l’ eventuale abrogazione delle disposizioni nazionali relative a materie espressamente disciplinate dalla normativa europea soltanto nel caso in cui essa sia finalizzata a garantire una più completa informazione ai consumatori.

Altro ordine del giorno accolto dal Governo impegna l’ Esecutivo a valutare la possibilità di promuovere, presso le competenti sedi istituzionali europee, la richiesta di modifiche della normativa comunitaria in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentari, al fine di prevedere l’ obbligo per i prodotti alimentari trasformati, dell’ indicazione dei luoghi in cui sono avvenute le singole fasi di trasformazione e dei luoghi di coltivazione e allevamento delle materie prime agricole utilizzate nella preparazione o nella produzione dei prodotti.

L’ articolo 21 5 autorizza il Governo ad attuare la direttiva (UE) 2015/2203, sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali concernenti caseina e caseinati, che ha abrogato la direttiva 83/417/CEE, dalla cui entrata in vigore si è prodotto lo sviluppo di un ampio quadro normativo e l’ adozione di una norma internazionale relativa ai prodotti alimentari a base di caseina da parte della Commissione del Codex Alimentarius.

In conformità al principio di sussidiarietà, la direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire gli obiettivi di facilitare la libera circolazione delle caseine e dei caseinati destinati all’ alimentazione umana, garantendo nello stesso tempo un elevato livello di tutela della salute, e di allineare le disposizioni vigenti alla legislazione generale dell’ Unione.

Bruno Nobile

  1.  Questo il testo approvato:

Art. 5. (Delega al Governo per l’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e della direttiva 2011/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’ articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e della direttiva 2011/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare, anche mediante l’ eventuale abrogazione delle disposizioni nazionali relative a materie espressamente disciplinate dalla normativa europea.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dello sviluppo economico, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’ economia e delle finanze e con il Ministro della giustizia, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

3. Nell’ esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’ articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, in particolare, i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) prevedere, previo svolgimento della procedura di notifica prevista dalla vigente normativa europea, l’ indicazione obbligatoria nell’ etichetta della sede e dell’ indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, al fine di garantire una corretta e completa informazione al consumatore e una migliore e immediata rintracciabilità dell’ alimento da parte degli organi di controllo, anche per una più efficace tutela della salute, nonché gli eventuali casi in cui tale indicazione possa essere alternativamente fornita mediante diciture, marchi o codici equivalenti, che consentano comunque di risalire agevolmente alla sede e all’ indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento; b) fatte salve le fattispecie di reato vigenti, adeguare il sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni amministrative delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 ai relativi atti di esecuzione e alle disposizioni nazionali, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione, demandando la competenza per l’ irrogazione delle sanzioni amministrative allo Stato al fine di disporre di un quadro sanzionatorio di riferimento unico e di consentirne l’ applicazione uniforme a livello nazionale, con l’ individuazione, quale autorità amministrativa competente, del Dipartimento dell’ Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, evitando sovrapposizioni con altre autorità, fatte salve le competenze spettanti ai sensi della normativa vigente all’ Autorità garante della concorrenza e del mercato nonché quelle degli organi preposti all’ accertamento delle violazioni.

4. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo, con la procedura ivi prevista e nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 3, può emanare disposizioni correttive e integrative dei medesimi decreti legislativi.

5. Dall’ attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dovendosi provvedere con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente. In considerazione della complessità della materia trattata e dell’ impossibilità di procedere alla determinazione degli eventuali effetti finanziari, per ciascuno schema di decreto legislativo di cui al comma 1, la corrispondente relazione tecnica evidenzia gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri, che non trovino compensazione nel loro ambito, si provvede ai sensi dell’ articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

  2. Il regolamento  stabilisce le basi che garantiscono un elevato livello di protezione dei consumatori in materia d’ informazioni sugli alimenti, tenendo conto delle differenze di percezione dei consumatori e delle loro esigenze in materia d’ informazione, garantendo al tempo stesso il buon funzionamento del mercato interno;

definisce in modo generale i principi, i requisiti e le responsabilità che disciplinano le informazioni sugli alimenti e, in particolare, l’ etichettatura degli alimenti. Fissa gli strumenti volti a garantire il diritto dei consumatori all’ informazione e le procedure per la fornitura d’ informazioni sugli alimenti, tenendo conto dell’ esigenza di prevedere una flessibilità sufficiente in grado di rispondere alle evoluzioni future e ai nuovi requisiti d’ informazione;

si applica agli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena alimentare quando le loro attività riguardano la fornitura d’ informazioni sugli alimenti ai consumatori. Si applica a tutti gli alimenti destinati al consumatore finale, compresi quelli forniti dalle collettività, e a quelli destinati alla fornitura delle collettività.

  3.  La direttiva concerne l’ indicazione che consente di identificare la partita (vale a dire un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze in concreto identiche) alla quale appartiene una derrata alimentare.

  4. Il comma 5 è stato censurato dal Servizio Bilancio del Senato, che in merito osserva: “Si rileva che il comma 5 reca prescrizioni normative potenzialmente contraddittorie. Da un lato al primo periodo s’ impone l’ invarianza finanziaria, confermata dalla RT [Relazione Tecnica annessa al disegno di legge, di cui all’ atto Camera n. 3540, presentato dal Governo] che afferma l’ assenza di oneri a carico della finanza pubblica derivanti delle attività previste dalla delega e la possibilità per l’ Ispettorato di fare fronte alle nuove competenze con le risorse già esistenti, dall’ altro al secondo periodo si prevede il rinvio ai decreti delegati per la determinazione degli effetti sui saldi di finanza pubblica e il reperimento delle risorse necessarie a copertura. Inoltre, il rinvio è motivato in ragione della complessità della materia. Tuttavia, tale complessità [avrebbe dovuto essere] illustrata dalla RT che invece si limita riportare la norma. Si ricorda che l’ articolo 17, comma 2 della legge di contabilità prevede che siano normalmente le leggi di delega a recare i mezzi di copertura, potendosi rinviare ai decreti delegati appunto soltanto in ragione della complessità della materia trattata”.

  5.  Questo il testo approvato: (Attuazione della direttiva (UE) 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine e ai caseinati destinati all’ alimentazione umana e che abroga la direttiva 83/417/CEE del Consiglio.)

1. Ai sensi degli articoli 30, comma 2, lettera c) , e 35, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il Governo è autorizzato a dare attuazione alla direttiva (UE) 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine e ai caseinati destinati all’ alimentazione umana e che abroga la direttiva 83/417/CEE del Consiglio.

 

 

 

 

 

 

1  Questo il testo approvato:

Art. 5. (Delega al Governo per l’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e della direttiva 2011/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare.)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’ articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi per l’ adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e della direttiva 2011/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare, anche mediante l’ eventuale abrogazione delle disposizioni nazionali relative a materie espressamente disciplinate dalla normativa europea.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dello sviluppo economico, della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’ economia e delle finanze e con il Ministro della giustizia, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

3. Nell’ esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all’ articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, in particolare, i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) prevedere, previo svolgimento della procedura di notifica prevista dalla vigente normativa europea, l’ indicazione obbligatoria nell’ etichetta della sede e dell’ indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, al fine di garantire una corretta e completa informazione al consumatore e una migliore e immediata rintracciabilità dell’ alimento da parte degli organi di controllo, anche per una più efficace tutela della salute, nonché gli eventuali casi in cui tale indicazione possa essere alternativamente fornita mediante diciture, marchi o codici equivalenti, che consentano comunque di risalire agevolmente alla sede e all’ indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento; b) fatte salve le fattispecie di reato vigenti, adeguare il sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni amministrative delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 ai relativi atti di esecuzione e alle disposizioni nazionali, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione, demandando la competenza per l’ irrogazione delle sanzioni amministrative allo Stato al fine di disporre di un quadro sanzionatorio di riferimento unico e di consentirne l’ applicazione uniforme a livello nazionale, con l’ individuazione, quale autorità amministrativa competente, del Dipartimento dell’ Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, evitando sovrapposizioni con altre autorità, fatte salve le competenze spettanti ai sensi della normativa vigente all’ Autorità garante della concorrenza e del mercato nonché quelle degli organi preposti all’ accertamento delle violazioni.

4. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo, con la procedura ivi prevista e nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al comma 3, può emanare disposizioni correttive e integrative dei medesimi decreti legislativi.

5. Dall’ attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dovendosi provvedere con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente. In considerazione della complessità della materia trattata e dell’ impossibilità di procedere alla determinazione degli eventuali effetti finanziari, per ciascuno schema di decreto legislativo di cui al comma 1, la corrispondente relazione tecnica evidenzia gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri, che non trovino compensazione nel loro ambito, si provvede ai sensi dell’ articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

2  Il regolamento

stabilisce le basi che garantiscono un elevato livello di protezione dei consumatori in materia d’ informazioni sugli alimenti, tenendo conto delle differenze di percezione dei consumatori e delle loro esigenze in materia d’ informazione, garantendo al tempo stesso il buon funzionamento del mercato interno;

definisce in modo generale i principi, i requisiti e le responsabilità che disciplinano le informazioni sugli alimenti e, in particolare, l’ etichettatura degli alimenti. Fissa gli strumenti volti a garantire il diritto dei consumatori all’ informazione e le procedure per la fornitura d’ informazioni sugli alimenti, tenendo conto dell’ esigenza di prevedere una flessibilità sufficiente in grado di rispondere alle evoluzioni future e ai nuovi requisiti d’ informazione;

si applica agli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena alimentare quando le loro attività riguardano la fornitura d’ informazioni sugli alimenti ai consumatori. Si applica a tutti gli alimenti destinati al consumatore finale, compresi quelli forniti dalle collettività, e a quelli destinati alla fornitura delle collettività.

3  La direttiva concerne l’ indicazione che consente di identificare la partita (vale a dire un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze in concreto identiche) alla quale appartiene una derrata alimentare.

4  Il comma 5 è stato censurato dal Servizio Bilancio del Senato, che in merito osserva: “Si rileva che il comma 5 reca prescrizioni normative potenzialmente contraddittorie. Da un lato al primo periodo s’ impone l’ invarianza finanziaria, confermata dalla RT [Relazione Tecnica annessa al disegno di legge, di cui all’ atto Camera n. 3540, presentato dal Governo] che afferma l’ assenza di oneri a carico della finanza pubblica derivanti delle attività previste dalla delega e la possibilità per l’ Ispettorato di fare fronte alle nuove competenze con le risorse già esistenti, dall’ altro al secondo periodo si prevede il rinvio ai decreti delegati per la determinazione degli effetti sui saldi di finanza pubblica e il reperimento delle risorse necessarie a copertura. Inoltre, il rinvio è motivato in ragione della complessità della materia. Tuttavia, tale complessità [avrebbe dovuto essere] illustrata dalla RT che invece si limita riportare la norma. Si ricorda che l’ articolo 17, comma 2 della legge di contabilità prevede che siano normalmente le leggi di delega a recare i mezzi di copertura, potendosi rinviare ai decreti delegati appunto soltanto in ragione della complessità della materia trattata”.

5  Questo il testo approvato: (Attuazione della direttiva (UE) 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine e ai caseinati destinati all’ alimentazione umana e che abroga la direttiva 83/417/CEE del Consiglio.)

1. Ai sensi degli articoli 30, comma 2, lettera c) , e 35, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il Governo è autorizzato a dare attuazione alla direttiva (UE) 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine e ai caseinati destinati all’ alimentazione umana e che abroga la direttiva 83/417/CEE del Consiglio.

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