Per un testo legislativo organico in materia di agricoltura biologica

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L’ agricoltura biologica è un metodo di produzione legato alla coltivazione e all’ allevamento che ammette solo l’ impiego di sostanze naturali, esclusa pertanto l’ utilizzazione di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi) e di OGM, favorendo la salute dei terreni e il benessere degli animali.

Secondo l’ IFOAM, la Federazione Internazionale dei Movimenti per l’ Agricoltura Biologica   (International Federation of Organic Agriculture Movements) , rientrano nel concetto di agricoltura biologica t utti i sistemi agricoli che promuovono la produzione di alimenti e fibre in modo sano socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale. Questi sistemi hanno come base della capacità produttiva la fertilità intrinseca del suolo e, nel rispetto della natura delle piante degli animali e del paesaggio, ottimizzano tutti questi fattori interdipendenti. L’ agricoltura biologica riduce drasticamente l’ impiego d’ input esterni attraverso l’ esclusione di fertilizzanti, fitofarmaci e medicinali chimici di sintesi. Al contrario, utilizza la forza delle leggi naturali per aumentare le rese e la resistenza alle malattie . La stessa IFOAM ne ha enunciati i principali obiettivi: trasformare il più possibile le aziende in un sistema agricolo autosufficiente attingendo alle risorse locali; salvaguardare la fertilità naturale del terreno; evitare ogni forma d’ inquinamento determinato dalle tecniche agricole; produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente.

Biologico: il piano strategico nazionale

Un comunicato stampa del MIPAAF del 25 marzo 2016 rendeva nota l’ approvazione da parte della Conferenza Stato – Regioni del PSR (Piano Strategico nazionale del biologico). Il Piano – ci informa il comunicato stampa – prevede più obiettivi mirati per la crescita del settore, in termini sia di mercato sia di superficie, da conseguire entro il 2020 attraverso un insieme di azioni specifiche. Il Piano prevede dieci azioni strategiche:

Biologico nei piani di sviluppo rurale:   uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’ agricoltura biologica prevista dal PSR tra le diverse Regioni italiane. Indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai PSR. Particolare attenzione è data alla formazione specifica per diffondere l’ approccio agro-ecologico.

Politiche di filiera: favorire l’ aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, trasformazione, distribuzione e commercio attraverso la realizzazione di specifiche forme associative.

Biologico made in Italy e comunicazione istituzionale: valutare l’ opportunità dell’ introduzione di un segno distintivo e promuovere il biologico Made in Italy attraverso il piano di internazionalizzazione dell’ agro-alimentare. Sviluppare campagne d’ informazione specifiche per l’ agricoltura biologica, utilizzando anche il web.

Biologico e green public procurement : stimolare l’ utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche e l’ applicazione del metodo biologico anche nella gestione del verde delle aree pubbliche.

Semplificazione della normativa sul biologico: favorire la semplificazione della normativa di settore, anche sulla base delle novità legislative UE, attraverso il coinvolgimento delle Amministrazioni regionali.

Formazione, Informazione, Trasparenza: istituzione di percorsi formativi sull’ agricoltura biologica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori. Rafforzamento dei servizi del SINAB 1 per migliorare la disponibilità d’ informazioni che si riferiscono al settore.

Biologico paperless – Informatizzazione: sviluppare il SIB – Sistema di Informazione del Biologico, in linea con quanto previsto dal Piano Agricoltura 2.0 2 , per favorire la connessione con le altre banche dati utili per il settore con l’ obiettivo di semplificare le procedure a carico degli operatori.

Revisione normativa sui controlli (Decreto legislativo 220/95) 3 : migliorare l’ efficacia del sistema di controllo e certificazione in Italia a garanzia delle imprese biologiche e dei consumatori.

Controllo alle importazioni: intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da Paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’ utilizzo di strumenti informatici evoluti per favorire un rapido scambio d’ informazioni.

Piano per la ricerca e l’ innovazione in agricoltura biologica: predisposizione di un piano nazionale per la ricerca e l’ innovazione. Costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, con gli enti vigilati dal MIPAAF, e il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore.

Numeri sul biologico in Italia

Il valore economico dell’ agricoltura biologica è stimato oggi in un volume di affari di quasi cinquantacinque miliardi di dollari nel mondo e di oltre diciotto miliardi di euro in Europa, tre miliardi di euro in Italia. Secondo un rapporto dell’ ISMEA (l’ Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), reso pubblico nel settembre 2015, il valore del mercato biologico riferito all’ area alimentare è stato di quasi 2,1 miliardi di euro riferito all’ anno precedente, registrando aumenti consistenti rispetto all’ anno precedente.

Biologico e normativa dell’ Unione europea

A livello comunitario il metodo biologico è definito dal Regolamento 834/2007 4 . L’ articolo 2 contiene le definizioni, per le quali si rinvia a quanto in nota 5 . Il successivo Regolamento (CE) n.   889/2008  della Commissione del 5 settembre 2008 reca modalità di applicazione dell’ 834/2007. A questi due Regolamenti, ma anche al Regolamento (CE) n. 1235/2008 della Commissione dell’ 8 dicembre 2008, recante modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio per quanto riguarda il regime d’ importazione di prodotti biologici dai Paesi terzi, ha conferito attuazione eminentemente il Decreto ministeriale (MIPAAF) n. 18354 del 27 novembre 2009, recante Disposizioni per l’ attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007, n. 889/2008, n. 1235/2008 e successive modifiche riguardanti la produzione biologica e l’ etichettatura dei prodotti biologici.

Normativa nazionale sull’ agricoltura biologica  

Il precedentemente citato Decreto riguarda undici temi: 1) Campo di applicazione; 2) Produzione vegetale (Norme di produzione vegetale, Documenti giustificativi, Concimi e ammendanti, Antiparassitari e prodotti fitosanitari, Disposizioni per particolari prodotti utilizzati in agricoltura biologica, biodinamica e convenzionale); 3) Produzione animale (Origine degli animali biologici in apicoltura, Origine degli animali non biologici, Ricoveri per gli avicoli, Area di pascolo comune, Documento giustificativo, Gestione degli animali, Alimenti provenienti dall’ azienda stessa o da altre aziende biologiche, Vuoto sanitario per l’ allevamento avicolo, Trasporto dei mangimi, Numero massimo di animali per ettaro, Conversione in apicoltura); 4) Prodotti trasformati (Norme generali applicabili alla produzione di alimenti trasformati, Uso del Nitrito di sodio e Nitrato di potassio nella trasformazione dei prodotti a base di carne); 5) Norme di conversione (Data d’ inizio periodo di conversione, Riconoscimento retroattivo del periodo di conversione); 6) Norme di produzione eccezionale (Stabulazione fissa nelle piccole aziende, Gestione di unità apistiche a fini d’ impollinazione, Uso di animali non biologici, Uso di cera d’ api non biologica, Uso di sementi o di materiale di moltiplicazione vegetativa non ottenuti con il metodo di produzione biologico, Circostanze calamitose); 7) Banca dati sementi; 8) Etichettatura (Indicazioni obbligatorie); 9) Controllo (Tracciabilità, Adesione al sistema di controllo, Documento giustificativo, Misure di controllo specifiche per l’ apicoltura; 10) Trasmissione d’ informazioni alla Commissione europea (Invio delle informazioni, Dati statistici); 11) Importazioni (Elenco nazionale importatori di prodotti biologici da Paesi terzi, Procedura per la concessione e il rinnovo dell’ autorizzazione all’ importazione di prodotti biologici da Paesi terzi).

Questo è il testo normativo forse di maggiore significato, pur non dovendosi prescindere da altre disposizioni di legge o amministrative, delle quali rileva i decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220 , recante “ Attuazione degli articoli 8 e 9 del  regolamento CEE n. 2092/91  in materia di produzione agricola ed agroalimentare con metodo biologico “.

Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico

Presso la Commissione Agricoltura della Camera è in corso di esame un testo unificato di due proposte di legge recanti entrambe “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”.

La prima proposta (C.302) è d’ iniziativa di Fiorio (PD) e altri. La seconda (C.374) è d’ iniziativa di Castiello (FI-PdL).

L’ esame è iniziato il 4 giugno 2013 e proseguito il 12 giugno dello stesso anno, con la nomina di un

Comitato ristretto per il seguito della discussione. Il Comitato si è riunito otto volte (la prima il 20 giugno 2013, l’ ultima il 3 febbraio 2013). Il 4 ottobre 2016, la Commissione è tornata a riunirsi in plenaria limitandosi a deliberare l’ abbinamento della proposta C.3674. Hanno fatto seguito altre tre riunioni del Comitato nella prima metà del febbraio 2017. Ancora una seduta della Commissione per l’ adozione di un testo base elaborato dal Comitato ristretto. Il termine per la presentazione di proposte emendative al testo unificato delle due proposte di legge è stato fissato per giovedì 23 febbraio 2017, alle ore 17. Nel programma dei lavori dell’ Assemblea per il mese di marzo 2017 non c’ è traccia del provvedimento di che trattasi.

Va peraltro segnalato che la Commissione non ha mancato di svolgere un’ approfondita indagine conoscitiva, avviata il 17 giugno 2014 e conclusasi l’ otto giugno 2016 6 .

Lo schema di progetto legislativo proposto per l’ approvazione è strutturato in quindici articoli.

Articolo 1. Oggetto e finalità . Nell’ ambito della produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico, si definiscono: il sistema delle autorità nazionali e locali e degli organismi competenti; i distretti biologici e l’ organizzazione della produzione e del mercato; gli strumenti finanziari per il sostegno della ricerca, per la realizzazione di campagne d’ informazione e di comunicazione istituzionale e per incentivare l’ impiego di prodotti ottenuti con il metodo biologico da parte degli enti pubblici e delle istituzioni. Si dichiara che la produzione biologica è attività d’ interesse nazionale con funzione sociale, quale settore economico basato prioritariamente sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale e sulla tutela dell’ ambiente e della biodiversità, anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’ intensità delle emissioni di gas a effetto serra fissati dalla direttiva 98/70/CE 7 , fornendo in tale ambito appositi servizi eco-sistemici. Pertanto lo Stato favorisce e promuove ogni iniziativa volta all’ incremento, nell’ ambito delle superfici agricole, di quelle coltivate con il metodo biologico, anche attraverso interventi volti a incentivare la costituzione di soggetti e punti di aggregazione del prodotto e di filiere chiuse. Quindi il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’ uso di preparati biodinamici, è equiparato al metodo di agricoltura biologica.

Articolo 2. Autorità nazionale . Le disposizioni quivi contenute individuano nel MIPAAF l’ autorità d’ indirizzo e coordinamento a livello nazionale delle attività amministrative e tecnico-scientifiche inerenti all’ applicazione della normativa europea e nazionale in materia di produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico. Lo stesso Ministero è responsabile dell’ attuazione della normativa europea.

Articolo 3. Autorità locali . Ferme restando le competenze primarie e concorrenti loro spettanti, Regioni e Province autonome sono le autorità locali competenti, nel rispettivo territorio, per lo svolgimento delle attività tecnico-scientifiche e amministrative.

Articolo 4. Comitato per l’ agricoltura biologica . Fatte salve le competenze del Tavolo tecnico permanente sull’ agricoltura biologica 8 , è istituito il Comitato per l’ agricoltura biologica, da rinnovare ogni cinque anni. Il Comitato, presieduto dal rappresentante del Ministero competente, è costituito da sei rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome e da tre rappresentanti delle organizzazioni agricole maggiormente rappresentative nell’ ambito della produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico. Il Comitato ha, in particolare, questi compiti: proporre al Ministro delle politiche agricole gli indirizzi per la ricerca nell’ ambito della produzione agricola, agroalimentare e di acquacoltura mediante metodo biologico; esprimere pareri in merito ai provvedimenti concernenti la produzione biologica a livello nazionale ed europeo, con particolare riguardo alle questioni sulle quali lo Stato italiano è chiamato a fornire il proprio contributo in sede europea; proporre gli interventi per l’ indirizzo e l’ organizzazione delle attività di promozione dei prodotti effettuati con il metodo biologico.

Articolo 5. Piano d’ azione nazionale per l’ agricoltura biologica e i prodotti biologici . Il MIPAAF, con cadenza triennale, adotta il Piano d’ azione nazionale per l’ agricoltura biologica e i prodotti biologici, che aggiorna annualmente.

Articolo 6. Fondo per lo sviluppo dell’ agricoltura biologica. È istituito il Fondo per lo sviluppo dell’ agricoltura biologica per il finanziamento di programmi per lo sviluppo dell’ agricoltura biologica. Il Fondo è destinato al finanziamento: del citato Piano d’ azione nazionale per l’ agricoltura biologica e i prodotti biologici; di programmi di ricerca e innovazione in materia di produzione agricola, agroalimentare e di acquacoltura con metodo biologico; d’ interventi volti a incentivare la costituzione di soggetti e punti di aggregazione del prodotto e la struttura e la configurazione di filiere; d’ interventi volti al sostegno, tecnico amministrativo alle aziende che avviano la conversione della produzione verso il metodo biologico; di strumenti finalizzati alla formazione teorico-pratica degli operatori incaricati di svolgere i prescritti controlli ispettivi; di strumenti per l’ educazione al consumo dei prodotti biologici; di contributi a enti e istituzioni pubblici e a soggetti privati operanti in regime di convenzione che gestiscono servizi di ristorazione collettiva e utilizzano in misura prevalente prodotti biologici preferendone l’ acquisizione dal territorio circostante; di contributi agli enti locali che adottano apposite misure per assicurare che nelle aree di proprietà pubblica destinate a verde, di cui è prevista la fruizione a scopo ricreativo e culturale, nelle aree verdi destinate ad attività scolastiche e in quelle comunque destinate alla fruizione da parte dei minori in età scolare, siano adottate tecniche di gestione e di manutenzione compatibili con il metodo biologico; di strumenti d’ informazione per gli operatori dell’ agricoltura biologica; di strumenti per il miglioramento del sistema di controllo.

Articolo 7 . Sostegno alla ricerca tecnologica e applicata nel settore della produzione agricola. Lo Stato sostiene la ricerca tecnologica e applicata nel settore della produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico, promovendo specifici percorsi formativi in ambito universitario attraverso lo stimolo a realizzare dottorati di ricerca e di master in tema di produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico, destinando quota parte delle risorse del Fondo finalizzate alle attività di ricerca del CNR. Prevedendo interventi per la ricerca nel settore della produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico; destinando risorse al finanziamento dei programmi di ricerca e innovazione in materia di produzione agricola, agroalimentare e di acquacoltura con metodo biologico.

Articolo 8. Formazione professionale. Lo Stato promuove e incoraggia la formazione teorico-pratica di tecnici e operatori relativa alla produzione agricola, agroalimentare e dell’ acquacoltura effettuata con metodo biologico e dei soggetti incaricati di svolgere i controlli ispettivi previsti dalla legislazione vigente. All’ uopo nell’ ambito della Conferenza Stato-Regioni sono definiti i principi in base ai quali gli enti regionali organizzano la formazione professionale.

Articolo 9. Distretti biologici . Si disciplinano i distretti biologici, sistemi produttivi locali a vocazione agricola nei quali è prevalente la coltivazione, l’ allevamento e la trasformazione di prodotti con metodo biologico.

Articolo 10. Intese e protocolli di filiera. Le filiere biologiche sono costituite per perseguire almeno uno dei seguenti fini: promuovere l’ approccio di filiera con l’ obiettivo di perseguire uno sviluppo volto a valorizzare le produzioni agricole primarie e i prodotti e i sottoprodotti derivanti dalle diverse fasi della filiera biologica; favorire lo sviluppo dei processi di preparazione e di trasformazione con metodo biologico consentendo a tutti gli operatori della filiera di ottimizzare i costi di produzione; conservare il territorio e salvaguardare l’ ambiente, la salute pubblica, le risorse naturali e la tutela della biodiversità; garantire la tracciabilità delle produzioni, la tutela degli operatori e dei consumatori finali, contribuendo a una riduzione nell’ approvvigionamento di materie prime da Paesi terzi; promuovere e sostenere le attività collegate all’ agricoltura biologica, quali, tra le altre, la vendita diretta, l’ attività agrituristica, l’ attività didattica e ricreativa; promuovere la cultura del biologico contribuendo alla creazione e allo sviluppo dei distretti biologici. Il protocollo di coltivazione o di filiera biologica è l’ accordo sottoscritto da tutti i soggetti che operano nell’ ambito di un processo di produzione, trasformazione, commercio e distribuzione di un prodotto biologico.

Articolo 11. Organizzazioni dei produttori biologici . Le organizzazioni dei produttori biologici, formate da almeno cinque produttori e che registrino un fatturato minimo complessivo annuo di 300.000 euro, sono disciplinate ai sensi del decreto legislativo 102/2005 9 , e della relativa normativa di attuazione. 

Articolo 12. Organizzazioni interprofessionali nella filiera biologica . S’ integra l’ articolo 3 del decreto-legge 51/ 2015, n. 51 10 , per disciplinare la costituzione delle Organizzazioni interprofessionali nella filiera biologica.

Articolo 13. Sementi biologiche. Agli agricoltori che producono le varietà di sementi biologiche iscritte nel registro nazionale delle varietà da conservazione, nei luoghi dove tali varietà hanno evoluto le loro proprietà caratteristiche, sono riconosciuti il diritto alla vendita diretta e in ambito locale delle medesime sementi o di materiali di propagazione relativi a tali varietà e prodotti in azienda, nonché il diritto al libero scambio.

Articolo 14. Abrogazioni e disposizioni transitorie . Rubrica impropria dacché non sono previste norme transitorie. Queste le disposizioni di legge da abrogare: l’ articolo 1 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220; all’ articolo 59 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, i commi 2, 2- bis , 2- ter , 3 e 5; l’ articolo 1, comma 87, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (v. nota in calce 11 ).

Articolo 15. Norma di salvaguardia . Le disposizioni contenute nel testo unificato si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome nel rispetto e nei limiti degli statuti speciali di autonomia e delle relative norme di attuazione.

Bruno Nobile

Note

1  SINAB: Sistema d’ Informazione Nazionale sull’ Agricoltura Biologica .

2  Piano Agricoltura 2.0. Nel novembre del 2014 il Ministro protempore delle Politiche agricole affermava che il cosiddetto “Piano Agricoltura 2.0: servizi innovativi per semplificare” perseguiva l’ obiettivo di ambizioso: eliminare la burocrazia inutile e ridurre a zero l’ utilizzo di carta. Il piano prevede in particolare: l’ Anagrafe Unica delle Aziende Agricole – Istituzione di un database federato degli Organismi Pagatori (cloud) che integra e rende disponibili tutte le informazioni aggiornate su base territoriale; un solo Fascicolo aziendale; domanda PAC precompilata; introduzione Pagamento anticipato; Banca dati Unica dei Certificati; Domanda Unificata.  

3  Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220: Attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento CEE n. 2092/91 in materia di produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico.

4  Regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’ etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91.

5  Recita l’ articolo2: “Si intende per: a) : l’ impiego dei metodi di produzione in conformità delle norme stabilite nel presente regolamento, in tutte le fasi della produzione, preparazione e distribuzione; b) : qualsiasi fase a partire dalla produzione primaria di un prodotto biologico fino al magazzinaggio, alla trasformazione, al trasporto, alla vendita o fornitura al consumatore finale inclusi, e se pertinente l’ etichettatura, la pubblicità, le attività d’ importazione, esportazione e subappalto; c) : ottenuto mediante la produzione biologica o ad essa collegato; d) : la persona fisica o giuridica responsabile del rispetto delle disposizioni del presente regolamento nell’ ambito dell’ impresa biologica sotto il suo controllo; e) : la produzione di prodotti agricoli vegetali inclusa la raccolta di piante selvatiche a fini commerciali; f) : la produzione di animali terrestri domestici o addomesticati (compresi gli insetti); g) : la definizione che figura nel regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca; h) : la transizione dall’ agricoltura non biologica a quella biologica entro un determinato periodo di tempo, durante il quale sono state applicate le disposizioni relative alla produzione biologica; i) : le operazioni di conservazione e/o di trasformazione di prodotti biologici, compresa la macellazione e il sezionamento dei prodotti animali, nonché il confezionamento, l’ etichettatura e/o le modifiche apportate all’ etichettatura riguardo all’ indicazione del metodo di produzione biologico; j) , e : si applicano le definizioni date nel regolamento (CE) n. 178/ 2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare; k) : i termini, le diciture, le indicazioni, i marchi di fabbrica, i nomi commerciali, le immagini o i simboli riguardanti imballaggi, documenti, avvisi, etichette, cartoncini, nastri o fascette e presenti su di essi, che accompagnano o si riferiscono a un prodotto; l) : la definizione di cui all’ articolo 1, paragrafo 3, lettera b), della direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’ etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità; m) : qualsiasi presentazione al pubblico, con mezzi diversi dall’ etichettatura, che intende o potrebbe influenzare e determinare atteggiamenti, convinzioni e comportamenti atti a promuovere direttamente o indirettamente la vendita di prodotti biologici; n) : l’ autorità centrale di uno Stato membro competente per l’ organizzazione dei controlli ufficiali nel settore della produzione biologica conformemente alle disposizioni stabilite ai sensi del presente regolamento, o qualsiasi altra autorità investita di tale; competenza e, se del caso, l’ autorità omologa di un paese terzo; o) : organo della pubblica amministrazione di uno Stato membro al quale l’ autorità competente ha conferito, in toto o in parte, la propria competenza per l’ ispezione e la certificazione nel settore della produzione biologica conformemente alle disposizioni del presente regolamento, o anche, secondo i casi, l’ autorità omologa di un paese terzo o l’ autorità omologa operante in un paese terzo; p) : un ente terzo indipendente che effettua ispezioni e certificazioni nel settore della produzione biologica conformemente alle disposizioni del presente regolamento o anche, secondo i casi, l’ organismo omologo di un paese terzo o l’ organismo omologo operante in un paese terzo; q) : un marchio attestante la conformità ad un determinato insieme di norme o ad altri documenti normativi; r) : la definizione di cui all’ articolo 6, paragrafo 4, della direttiva 2000/13/CE; s) : i prodotti definiti dalla direttiva 91/ 414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all’ immissione in commercio dei prodotti fitosanitari; t) : un qualsiasi organismo cui si applica la definizione della direttiva 2001/ 18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’ emissione deliberata nell’ ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/ CEE del Consiglio, e che non è ottenuto mediante l’ impiego delle tecniche di modificazione genetica di cui all’ allegato I.B di tale direttiva; u) : derivato interamente o parzialmente da OGM, ma non contenente OGM o da essi costituito; v) : derivato mediante l’ uso di un OGM come ultimo organismo vivente nel processo di produzione, ma non contenente OGM o da essi costituito né ottenuto da OGM; w) : i prodotti definiti dal regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all’ alimentazione animale x) (nella descrizione di sistemi o misure differenti): atto a realizzare gli stessi obiettivi e rispondente agli stessi principi applicando norme che assicurano lo stesso livello di garanzia di conformità; y) : qualsiasi sostanza non consumata come ingrediente alimentare in quanto tale, utilizzata intenzionalmente nella trasformazione di materie prime, alimenti e relativi ingredienti per raggiungere un determinato scopo tecnologico durante il trattamento o la trasformazione e il cui impiego può risultare nella presenza non intenzionale ma tecnicamente inevitabile di residui della sostanza o di suoi derivati nel prodotto finale, e purché i suddetti residui non presentino rischi sanitari e non abbiano alcun effetto tecnologico sul prodotto finito; z) : x) «equivalente» (nella descrizione di sistemi o misure differenti): atto a realizzare gli stessi obiettivi e rispondente agli stessi principi applicando norme che assicurano lo stesso livello di garanzia di conformità; y) «ausiliare di fabbricazione»: qualsiasi sostanza non consumata come ingrediente alimentare in quanto tale, utilizzata intenzionalmente nella trasformazione di materie prime, alimenti e relativi ingredienti per raggiungere un determinato scopo tecnologico durante il trattamento o la trasformazione e il cui impiego può risultare nella presenza non intenzionale ma tecnicamente inevitabile di residui della sostanza o di suoi derivati nel prodotto finale, e purché i suddetti residui non presentino rischi sanitari e non abbiano alcun effetto tecnologico sul prodotto finito; z) «radiazioni ionizzanti»: radiazioni come definite dalla direttiva 96/29/EURATOM del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti (1), e con le limitazioni di cui alla direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti (2); aa) «operazioni di ristorazione collettiva»: la preparazione di prodotti biologici in ristoranti, ospedali, mense e altre aziende alimentari analoghe nel punto di vendita o di consegna al consumatore finale”.

6  Queste le audizioni informali: della dottoressa Teresa De Matthaeis, dirigente Ufficio Agricoltura biologica della Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ ippica del Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca del MIPAAF; dei rappresentanti dell’ Istituto nazionale di economia agraria (INEA); dei rappresentanti dell’ Ente italiano di accreditamento (ACCREDIA); dei rappresentanti delle organizzazioni agricole Agrinsieme (Confagricoltura, CIA, Alleanza delle cooperative), Coldiretti, Copagri e UeCoop; dei rappresentanti degli organismi di controllo; dei rappresentanti dei movimenti agricoli Associazione medici per l’ ambiente (ISDE), Associazione rurale italiana (ARI), Centro internazionale Crocevia, Confederazione delle associazioni e sindacati liberi dei lavoratori europei (Confeuro), Coordinamento europeo Via Campesina, Federazione italiana movimenti agricoli (FIMA) e Rete Semi rurali; dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori componenti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU); del professor Silvio Franco, ricercatore in economia e gestione delle imprese presso il Dipartimento di economia e impresa dell’ Università degli studi della Tuscia e dei rappresentanti dei Bio-Distretti Cilento, Grecanico, Via Amerina e Forre, di Greve in Chianti, del Chianti storico, di San Gimignano, della Val di Gresta, della Val di Vara, delle Valli Valdesi e Il Piceno; del Capo del Dipartimento dell’ Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del MIPAAF, Stefano Vaccari; dei rappresentanti del Corpo forestale dello Stato; dei professori Enio Campiglia, professore associato di coltivazioni erbacee e agronomia montana, prati e pascoli presso il Dipartimento di scienze e tecnologie per l’ agricoltura, le foreste, la natura e l’ energia (DAFNE) dell’ Università degli studi della Tuscia, Fabio Caporali, già professore di ecologia agraria presso l’ Università degli studi della Tuscia, e Antonino De Lorenzo, professore ordinario di alimentazione e nutrizione umana e direttore della Scuola di specializzazione in scienza dell’ alimentazione presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell’ Università degli studi di Roma “Tor Vergata”; dei rappresentanti delle organizzazioni del settore biologico AIAB, AssoBio, Ferderbio, FIRAB e IFOAM; di rappresentanti del CREA; di esperti in materia di cisgenetica; dei rappresentanti delle organizzazioni agricole Agrinsieme (Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle cooperative italiane-agroalimentare), Coldiretti, UeCoop e Unci.

7  Direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998 relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e recante modificazione della direttiva 93/12/CEE del Consiglio.

8  Con Decreto Dipartimentale n. 631 del 9 aprile 2013 , è stato istituito presso il MIPAAF  il Tavolo tecnico permanente sull’ agricoltura biologica con funzioni consultive in materia di agricoltura biologica, rientranti nelle competenze del Dipartimento .

9  Decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102: Regolazioni dei mercati agroalimentari, a norma dell’ articolo 1, comma 2, lettera e), della legge 7 marzo 2003, n. 38.

10  Decreto legge 5 maggio 2015, n. 5: Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali. Art. 3: Disposizioni urgenti per favorire il riordino delle relazioni contrattuali nel settore lattiero caseario e per l’ attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, in materia di organizzazioni interprofessionali nel settore agricolo.

11  Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220: Attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento CEE n. 2092/91 in materia di produzione agricola ed agroalimentare con metodo biologico. Articolo 1: Autorità per il coordinamento.

Legge 23 dicembre 1999, n. 488: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2000).  Art. 59 (Sviluppo dell’ agricoltura biologica e di qualità). Comma 2:. E’ istituito il Fondo per la ricerca nel settore dell’ agricoltura biologica e di qualità, alimentato dalle entrate derivanti dai contributi di cui al comma 1. Il Fondo è finalizzato al finanziamento di programmi annuali, nazionali e regionali, di ricerca in materia di agricoltura biologica, nonché in materia di sicurezza e salubrità’ degli alimenti, in coerenza con la comunicazione 2000/C 28/02 della Commissione europea sugli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. C 28 del 1 febbraio 2000. Il Ministro delle politiche agricole e forestali, con decreto da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, determina le modalità di funzionamento del Fondo e la tipologia dei soggetti, dei progetti e delle spese di ricerca ammissibili. Comma 2-bis: 2-bis. E’ istituito il Fondo per lo sviluppo dell’ agricoltura biologica e di qualità, alimentato da un contributo statale pari a lire quindici miliardi per ciascun anno del triennio 2001-2003. Il Fondo è finalizzato: a) al sostegno allo sviluppo della produzione agricola biologica mediante incentivi agli agricoltori e agli allevatori che attuano la riconversione del metodo di produzione, nonché mediante adeguate misure di assistenza tecnica e codici di buona pratica agricola per un corretto uso dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti; b) all’ informazione dei consumatori sugli alimenti ottenuti con metodi di produzione biologica, sugli alimenti tipici e tradizionali, nonché su quelli a denominazione di origine protetta. Comma 2-ter: Il Fondo di cui al comma 2-bis è ripartito annualmente, entro il 31 dicembre di ciascun anno, con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, d’ intesa con i competenti organi delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano nell’ ambito di un’ apposita conferenza di servizi, ai sensi dell’ articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sulla base: a) delle proposte di programmi regionali che i competenti organi delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano possono presentare al Ministero delle politiche agricole e forestali entro il 30 ottobre di ciascun anno; b) delle priorità stabilite al comma 2-bis. Comma 3: Il contributo di cui al comma 1 è corrisposto in rate semestrali con scadenza il giorno 15 del mese successivo con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Comma 5: A partire dal 1° gennaio 2001, il Ministro delle politiche agricole e forestali, entro il 30 aprile di ciascun anno, trasmette al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni del presente articolo, con particolare riguardo ai contributi erogati a valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 2-bis e alla realizzazione dei programmi di cui al presente articolo.

Legge 30 dicembre 2004, n. 311: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005). Comma 87: . Nell’ ambito del Fondo per lo sviluppo dell’ agricoltura biologica e di qualità di cui all’ articolo 59, comma 2-bis, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, è istituito un apposito capitolo per l’ attuazione del Piano d’ azione nazionale per l’ agricoltura biologica e i prodotti biologici con una dotazione di 5 milioni di euro per l’ anno 2005, a valere, per la somma di 3 milioni di euro, sulle disponibilità di cui all’ autorizzazione di spesa recate dall’ articolo 5, comma 7, della legge 27 marzo 2001, n. 122 che sono a tal fine versate all’ entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate all’ apposita unità previsionale di base. Le modalità di spesa inerenti tale capitolo sono definite con apposito decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali da emanare entro quattro mesi.

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