Progetti di legge per prevenire i disordini del comportamento alimentare

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Nella corrente legislatura sono stati presentati tre progetti di legge su le cause, gli effetti e le possibili azioni di natura penale, e non solo, per prevenire gravi disturbi del comportamento alimentare, quali l’ anoressia e la bulimia.

Alla Camera sono state presentate due proposte di legge , entrambe d’ iniziativa di Michela Marzano (PD) e altri: la C.2472 recante “Introduzione dell’ articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato d’ istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’ anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare”, in seguito ritirata, e C.1976, dal titolo “Introduzione dell’ articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato d’ istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’ anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare, nonché disposizioni in materia di prevenzione e diagnosi precoce dei disturbi alimentari”. Assegnata alla Commissione Affari sociali, l’ esame non è stato ancora avviato. Con ogni probabilità si attenderà in quel Consesso la trasmissione, una volta e se approvato, del disegno di legge in corso di esame al Senato, presso la Commissione Igiene e Sanità.

Si tratta del ddl S.438, presentato da Maria Rizzotti (PdL) e altri, dal titolo: “Introduzione dell’ articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato d’ istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’ anoressia o la bulimia, nonché disposizioni in materia di prevenzione e di cura di tali patologie e degli altri disturbi del comportamento alimentare”. Il provvedimento dal 18 gennaio 2017 è in corso di esame in sede referente presso la Commissione di merito.

Gli atti parlamentari conclusi

In altra sede parlamentare, quella degli atti di controllo e d’ indirizzo, il problema della bulimia e dell’ anoressia è stato, in questa legislatura, sollevato e posto più volte all’ attenzione delle Autorità di Governo. Distinguiamo tra gli atti conclusi (tutti appartenenti alla categoria delle mozioni) e quelli in corso.

Nella mozione C1-00557 , presentata alla Camera da Maria Valentina Vezzali (Scelta Civica per l’ Italia) e altri e approvata il 12.05.2015, si premetteva, fra l’ altro, che interventi formativi e informativi sui corretti stili di vita alimentare favoriscono l’ apprendimento dei rischi connessi ai disturbi dell’ alimentazione, quali anoressia e bulimia, e una corretta educazione alimentare nelle scuole è tesa a indurre nei giovani l’ adozione di stili di vita sani e la rivalutazione di prodotti tipici del territorio. La mozione impegnava il Governo a promuovere presso le istituzioni scolastiche percorsi mirati: all’ educazione a una corretta e sana alimentazione, alla sensibilizzazione contro lo spreco degli alimenti, ferma restando l’ autonomia delle stesse nella definizione dei piani dell’ offerta formativa.

Nella mozione C1-01256 , presentata alla Camera da Celeste Costantino (Sinistra Italiana) e altri in e conclusasi il 18.05.2016 con l’ approvazione di un atto d’ indirizzo rivolto al Governo tema di bullismo, si evidenziava in premessa che varie ricerche hanno evidenziato il legame esistente tra bullismo e disturbi alimentari, che colpisce non solo la vittima, ma anche il bullo. Secondo uno studio dell’ università della North Carolina, condotto su 1420 bambini e pubblicato sull’ International Journal of Eating Disorders   a novembre 2015, si è rilevato che i bulli hanno un rischio doppio di comportamenti bulimici, come l’ abbuffarsi o sottoporsi a purghe rispetto agli altri bambini non vittime di bullismo. I ricercatori nella loro indagine hanno analizzato le interviste raccolte nel database del Great Smoky Mountains Study , con oltre 20 anni d’ informazioni su partecipanti seguiti dai 9   ai 16 anni. In questo modo hanno visto che le vittime di abusi da parte di coetanei hanno un rischio doppio di disturbi alimentari, in particolare di  anoressia  (11,2   per cento rispetto al  5,6  per cento dei coetanei non bullizzati) e bulimia   (27,9   per cento contro il 17,6   per cento) rispetto a chi non ha subito episodi di bullismo. Valori che crescono nei bambini che sono stati sia bulli sia vittime (22,8   per cento di  anoressia  contro il  5,6  per cento degli altri,  4,8 per cento di abbuffate contro l’ 1   per cento), e ancora di più nei bulli, dove il 30,8   per cento mostra sintomi di  bulimia  contro il 17,6   per cento dei bambini non coinvolti nel bullismo.

Con la mozione C1-00839 , presentata da Simona Flavia Malpezzi (PD) e altri e conclusasi con l’ approvazione nella seduta del 12.05.2015, si rilevava che il sistema alimentare è caratterizzato, a livello globale, dal paradosso, per cui a fronte di quasi un miliardo di persone al mondo, che patiscono la fame o sono malnutrite, circa un miliardo e mezzo soffre le conseguenze dell’ eccesso di cibo, con aumento del rischio di diabete, tumori e patologie cardiovascolari. I dati dicono che ogni anno si registrano 36 milioni di decessi per assenza di cibo e 29 milioni di decessi per eccesso di cibo. La mozione impegnava, tra l’ altro, l’ Esecutivo a potenziare tutte le strategie pedagogiche possibili per prevenire i disturbi del comportamento alimentare, soprattutto potenziando l’ educazione alla soggettività corporea che ancora sconta la mancata individuazione di strategie educative rispetto a ciò che significa crescere come soggetti corporei, nei percorsi formativi scolastici e familiari.  

La mozione C1-01440 , proposta da Beatrice Brignone (Gruppo Misto) e altri è stata approvata il 16.12.2016. Il Governo è stato impegnato, fra l’ altro, a mettere in atto, con gli strumenti di competenza, interventi di sensibilizzazione mirati a modificare sia gli stili alimentari sia i livelli di attività fisica della popolazione; e a promuovere campagne di sensibilizzazione, finalizzate a una sana e corretta alimentazione con lo scopo di informare la popolazione sui rischi dell’ obesità.

Il 12.05.2015 si concludeva il dibattito in Aula con l’ approvazione della mozione C1- 00841, d’ iniziativa di Marco Rondini (Lega Nord) e altri. Nella mozione si premetteva che l’ obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, condizione che determina gravi danni alla salute. È causata nella maggior parte dei casi da stili di vita inappropriati: da una parte, un’ alimentazione scorretta ipercalorica e, dall’ altra, un ridotto dispendio energetico a causa d’ inattività fisica. Al termine di una disamina sulla base di dati resi pubblici dall’ Organizzazione mondiale della sanità, s’ impegnava il Governo a una pluralità di azioni, tra le quali quella, diretta a promuovere, ferma restando l’ autonomia scolastica nella definizione dell’ offerta formativa, linee di didattica per cui l’ educazione alimentare nelle scuole non sia soltanto informativa, ma intervenga su quello che è il globale rapporto che bambini e ragazzi hanno con il cibo, posto che in ogni famiglia vige una certa cultura alimentare orientata verso la sovralimentazione o salutista, dove quello dei pasti è momento di conflitto, silenzio o riunione dei componenti della famiglia e considerato che questi e altri fattori influenzano il rapporto che bambini e ragazzi sviluppano con il cibo e un intervento di educazione alimentare nelle scuole deve tenerne conto, magari anche prevedendo l’ intervento di psicologi.

Ultima mozione discussa e approvata , la C1-01455, presentata da Paolo Russo (Forza Italia) e altri e approvata il 16.12.2016. Il Governo veniva impegnato, tra l’ altro, a prevedere campagne di rilevazione e di prevenzione del rischio di obesità infantile mediante l’ avvio di procedure di screening , rivolte ai bambini dallo zero ai tre anni.

Gli atti parlamentari in corso

Venendo ai documenti, il cui iter non si è ancora concluso, rilevano i seguenti tre atti.

Luigi di Maio (M5S) ha presentato l’ interrogazione con richiesta di risposta scritta C4-04223 il 27.03.2014, risposta sollecitata in seguito tredici volte. Nell’ interrogazione si richiama, in particolare, l’ attenzione sui disturbi alimentari come anoressia e bulimia e s’ interroga il Ministro della Salute per sapere se non ritenga di dover istituzionalizzare la presenza nei programmi scolastici di approfondimenti concernenti l’ educazione alimentare e la sensibilizzazione degli studenti sui rischi derivanti da una scorretta alimentazione, prevedendo a tal fine appositi finanziamenti finalizzati alla formazione dei docenti.

Maria Valentina Vezzali (M5S) con l’ interrogazione a risposta in Commissione C5-09015, premette, fra l’ altro, che la tutela di una corretta alimentazione, soprattutto per i bambini e per gli adolescenti, rappresenta un tassello fondamentale per prevenire molte malattie e per proteggere da gravi disturbi quali l’ obesità, l’ anoressia e la bulimia che, purtroppo, affliggono milioni di adolescenti al giorno d’ oggi. Chiede al Ministro dell’ Istruzione, delegato a rispondere, di conoscere quali iniziative s’ intendano assumere affinché gli istituti scolastici si prodighino nell’ elaborare menù che seguano una dieta bilanciata, differenziata e adatta alla crescita, così da avvicinare i giovani a una corretta alimentazione, primo passo per una vita adulta sana.

Al Senato giace l’ interrogazione a risposta orale C5-00990 presentata il 27.05.2014 da Valeria Fedeli (PD) e sottoscritta da altri. Si pone in evidenza – prima di formulare il quesito vertente su un bando di gara del comune di Pomezia (Roma) per il servizio di ristorazione scolastica per gli alunni delle scuole dell’ infanzia e primarie – fra l’ altro, che sempre più diffusamente si riscontrano disturbi legati all’ alimentazione quali l’ anoressia, la bulimia e l’ obesità: è necessario che la scuola pubblica ponga la massima attenzione in merito a tutto ciò che concerne l’ esperienza alimentare dal punto di vista educativo, e non solo nutrizionale.

Secondo i dati forniti dall’ ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) il 15 marzo 2016 (dati, dunque, relativamente recenti) nel nostro Paese sono circa 3 milioni i giovani che soffrono di disturbi del comportamento alimentare (DCA), di cui il 95,9% sono donne e il 4,1% uomini. Il numero di decessi in un anno per anoressia nervosa si aggirano tra il 5,86 e 6,2%, tra 1,57 e 1,93% per bulimia nervosa e per gli altri disturbi tra 1,81 e 1,92%. Le cifre testimoniano con chiarezza la gravità, l’ entità e la diffusione di questo fenomeno degenerativo. Stando al Ministero della Salute sono conteggiati in 102 il numero di nuovi casi, riferiti al 2015, per anoressia nervosa su 100.000 abitanti mentre 438 sono quelli per bulimia nervosa.

Venendo al disegno di legge 438 , in corso di esame in Commissione Igiene e Sanità iniziato il 18 gennaio 2017, e sul quale sono state chiamate ad esprimere il parere, per quanto di competenza, le Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Istruzione, Lavoro e la Commissione per le questioni regionali, la Commissione non è andata oltre la prima seduta, limitandosi il successivo 22 febbraio ad ascoltare informalmente esperti del settore, senza riferirne quanto espresso in quella sede e senza pubblicare la documentazione eventualmente (non è dato sapere) depositata agli atti. Audizioni proseguite il 14 marzo.

Le cause che portano allo sviluppo di un’ anoressia nervosa possono essere molteplici: di natura sia biologica, sia sociale e psicologica, su cui si sovrappongono altri fattori che portano allo sviluppo della malattia.

Il disegno di legge si compone di sei articoli.

Articolo 1 : Definizioni . L’ anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti ai disturbi gravi del comportamento alimentare sono riconosciute come malattie sociali. Nello specifico l’ anoressia consiste in un disturbo del comportamento alimentare per cui il malato rifiuta il cibo. La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare per cui il malato sente il bisogno di assumere spropositate quantità di cibo. Il Ministro della Salute modificherà il decreto del Ministro della Sanità del 20 dicembre 1961 1 , relativo alle forme morbose da qualificare come malattie sociali.

Articolo 2 : Introduzione dell’ articolo 580-bis del codice penale. Dopo l’ articolo 580 del codice penale è inserito il seguente: “Art. 580-bis. – (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’ anoressia o la bulimia”. S’ introduce una nuova figura di reato: chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’ altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l’ anoressia o la bulimia, e ne agevola l’ esecuzione, è punito con la reclusione fino a un anno. Se il reato è commesso nei confronti di persona minore degli anni quattordici o priva della capacità di intendere e di volere, si applica la pena della reclusione fino a due anni.

Articolo 3 : Piano di interventi . S’ istituisce un piano d’ interventi per opera dello Stato, che si avvale del Servizio sanitario nazionale, delle Regioni e delle Province autonome allo scopo di prevenire e curare le malattie sociali. Gli interventi nazionali e regionali perseguiranno questi obiettivi: eseguire la diagnosi precoce; migliorare le modalità di cura dei soggetti colpiti; effettuare la prevenzione delle complicanze; agevolare l’ inserimento dei soggetti colpiti nelle attività scolastiche, sportive e lavorative; migliorare l’ educazione sanitaria e alimentare della popolazione; provvedere alla preparazione e all’ aggiornamento professionali del personale sanitario e scolastico; predisporre gli strumenti di ricerca opportuni. Il Ministro dell’ Interno, di concerto con i Ministri della Salute e del Lavoro, sentite le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale dei fornitori di connettività alla rete Internet, stabilirà criteri e modalità per impedire l’ accesso ai siti che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo d’ istigazione al ricorso a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare e diffondere le malattie conseguenti a disordini di comportamento alimentare.

Articolo 4 : Diagnosi precoce e prevenzione . Per la diagnosi precoce e la prevenzione delle complicanze delle patologie inerenti ai disturbi gravi del comportamento alimentare, Regioni e Province autonome indicheranno alle aziende ospedaliere e alle aziende sanitarie locali gli interventi operativi più idonei per definire un programma che consenta di assicurare la formazione e l’ aggiornamento professionali della classe medica sulla conoscenza di queste descritte malattie per facilitare l’ individuazione dei soggetti affetti da tali patologie; prevenire le complicanze e monitorare le patologie associate a tali malattie; definire test diagnostici e di controllo per i pazienti affetti dalle medesime malattie.

Articolo 5 : Relazione annuale al Parlamento . È stabilito che il Ministro della salute debba presentare una relazione annuale alle Camere di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie sociali, con particolare riferimento ai problemi concernenti la diagnosi precoce e il monitoraggio delle complicanze.

Articolo 6 : Copertura finanziaria . Si valuta in 20 milioni di euro annui l’ onere derivante dall’ applicazione della legge. Si provvede alla copertura finanziaria mediante impiego del fondo speciale di parte corrente.

Conclusivamente, ove il disegno di legge dovesse tradursi in legge dello Stato (evento sul quale si nutrono forti dubbi) potrebbe produrre effetti di maggiore e diffusa conoscenza e prevenzione delle descritte patologie e costituire deterrenza nei confronti di coloro che suggeriscono, sollecitano o favoriscano comportamenti lesivi della salute.

Bruno Nobile

Note

1  Decreto Ministero della Sanità del 20 dicembre 1961: “Forme morbose da qualificarsi malattie sociali ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 249”. Articolo unico: “Ai fini dell’ applicazione del decreto del Presidente della Repubblica in premesse citato, sono da qualificarsi malattie sociali le seguenti forme morbose: a) i tumori; b) le malattie reumatiche; c) le malattie cardiovascolari; d) gli stati disendocrini e dismetabolici; e) le microcitemie, il morbo di Cooley e l’ anemia microsferocitosica; f) le tossicosi da stupefacenti e da sostanze psico-attive”.

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