‘Made in” dell’ingrediente primario, il nuovo schema di regolamento

Made-In-Italy

Quando l’etichettatura suggerisca che l’alimento è realizzato in un determinato Paese, ma il suo ingrediente primario abbia origine diversa, il consumatore ne deve essere informato (1). Tale norma è stata introdotta dal “Food Information Regulation”, ma la sua esecuzione dipende da un regolamento ora all’esame del Gruppo di lavoro Commissione-Stati membri a Bruxelles, il 25.10.16 (v. allegato).

Campo di applicazione. Le norme in esame si applicano a tutti i casi in cui – anche mediante rappresentazioni grafiche o simboli (quali il tricolore ad esempio) – venga in alcun modo suggerita al consumatore medio una data origine o provenienza dell’alimento. Al di fuori delle indicazioni geografiche che siano ricomprese in DOP, IGP, STG (2), organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (3), bevande spiritose e vini aromatizzati (4), protezioni riconosciute in accordi internazionali con Paesi terzi, denominazioni commerciali pubblicate dagli Stati membri per i prodotti della pesca e acquacoltura (5).

Riferimenti geografici. Il progetto normativo definisce all’articolo 2 i diversi livelli di ampiezza delle indicazioni geografiche cui può venire fatto riferimento:

  • UE”, o “non-UE,

  • regione (macro-area, ndr), o altro spazio che ricomprenda i territori di più Paesi europei o extra-europei, ove riconosciuta dal diritto internazionale o comunque di facile identificazione da parte dei consumatori “normalmente informati e ragionevolmente circospetti”,

  • Paese, europeo e non,

  • regione, o altra area geografica (es. provincia), all’interno di uno Stato, ove ben comprensibile.

Precisazione della diversa origine dell’ingrediente primario. Quando l’origine dell‘alimento venga dichiarata o “suggerita” (v. sopra) ma l’ingrediente primario abbia diversa origine o provenienza, anche quest’ultima dovrà venire indicata.

In alternativa, si dovrà riportare in etichetta che “… (nome dell’ingrediente primario) non proviene da… (Paese d’origine o luogo di provenienza dell’alimento)”, o una simile espressione.

Modalità di etichettatura. Quando il Paese d’origine o il luogo di provenienza del cibo venga indicato per iscritto, la notizia della diversa origine (ovvero la specificazione della provenienza) dell’ingrediente primario deve venire collocata nello stesso campo visivo utilizzando caratteri di altezza non inferiore al 75% rispetto a quelli impiegati per il “Made in” (6). Quando invece l’origine dell’alimento venga fornita con rappresentazione grafica, quella dell’ingrediente primario va posizionata nello stesso campo visivo o comunque in posizione prominente, onde garantirne la facile visibilità.

L’entrata in vigore del nuovo regolamento è prevista l’1.4.2019, con facoltà di smaltire le confezioni non conformi etichettate entro tale data.

Dario Dongo

ALLEGATO P2_ Draft IR art 26

Note

  1. Reg. UE 1169/11, art. 26.3

  2. Reg. UE 1151/2012

  3. Reg. UE 1308/2013

  4. Reg. CE 110/2008 e Reg. UE 251/2014

  5. Reg. UE 1379/2013, articolo 37

  6. I caratteri devono in ogni caso rispettare l’altezza minima di cui in Allegato IV al reg. UE 1169/11

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