Allergeni in etichette alimentari, quanta confusione! Il commento dell’avvocato Dario Dongo

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L’informazione obbligatoria specifica sulla presenza degli allergeni nelle etichette alimentari è stata introdotta in Europa nel lontano 2003 (1), ma la confusione regna ancora sovrana.

Il regolamento UE 1169/11, c.d. FIR, (2) ha rafforzato la tutela dei consumatori affetti da allergie alimentari e celiachia, mediante previsione di:

- doveri d’informazione estesi agli alimenti serviti nei pubblici esercizi e di catering,

- dovere di evidenziare graficamente gli allergeni (es. in grassetto, o sottolineati) rispetto agli altri ingredienti in elenco

- definizione del dovere di ripetere l’indicazione specifica degli ingredienti allergenici, ove presenti in più fonti (es. additivi, coadiuvanti tecnologici).

Abbiamo già segnalato gli errori più frequenti in etichetta. Mostrando altresì le sanzioni che già ora devono venire applicate dalle autorità di controllo. Nella perdurante attesa del fatidico ‘decreto sanzioni’, per le violazioni del FIR.

L’indicazione ‘prodotto in uno stabilimento dove si lavorano (o ‘sono presenti’)…’ , in particolare, è del tutto inammissibile. Qualora l’operatore responsabile non sia in grado di escludere la contaminazione accidentale dell’alimentazione con un allergene, la dicitura da apporre a margine della lista ingredienti è invece ‘Può contenere…’. E dev’essere seguita dal nome delle singole sostanze (e non della loro categoria, come ‘frutta con guscio’ o ‘(cereali contenenti) glutine’.

allergeni-in-etichettaL’etichetta del prodotto da forno in esame è illegittima sotto diversi aspetti. In ordine di gravità:

- la dicitura ‘prodotto in uno stabilimento ove si usa frutta secca, sesamo’ è illecita. Sia per il tipo di messaggio in quanto tale (v. sopra), che di fatto tende a scaricare sul consumatore la valutazione del rischio (la quale invece ricade nelle responsabilità dell’operatore). Sia perché riferisce a una serie di ingredienti (‘frutta secca’) che non è possibile designare con il nome della categoria, (3)

- la locuzione ‘gli ingredienti in maiuscolo sono fonte di allergeni’ non è prevista dalle norme vigenti, e può indurre in confusione il consumatore,

- vino, aglio e peperoncino non sono presenti nell’elenco tassativo degli ingredienti allergenici (4) e non devono perciò venire evidenziati,

- la notizia ‘contiene solfiti’, a seguito dell’ingrediente ‘vino’, è a sua volta causa di possibile confusione del consumatore allergico. (5)

Dario Dongo

Note
(1) direttiva 2003/89/CE, recepita in Italia con d.lgs. 114/2006, abrogata dal reg. UE 1169/11

(2) Food Information Regulation

(3) Si veda il reg. UE 1169/11, Allegato VII, Parte B

(4) V. sopra, Allegato II

(5) I solfiti vanno indicati ed evidenziati in etichetta solo quando il loro tenore complessivo sul prodotto finito (in questo caso, le ‘treccine’, e non sui suoi singoli componenti come il vino) risulti superiore a 10 mg/kg (10mg/l, in caso di bevande)

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