Crackers di riso integrali con quinoa miracolosa? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Egregio avvocato buongiorno,

ho letto il Suo interessante parere sui prodotti Germinal (1) che contengono amaranto e canapa in quantità minime, e vorrei conoscere la Sua opinione sulla etichetta di questi crackers di riso integrali bio senza glutine con quinoa della Riso Scotti.

Molte grazie

Giacomo
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Caro Giacomo buongiorno a Lei,

anche in questo caso, come in quelli precedenti, la comunicazione appare problematica.

retro-antL’ingrediente caratterizzante è indicato nella quantità, ma essa è in effetti minimale (3%) rispetto alle legittime aspettative del consumatore medio. A maggior ragione in quanto il termine ‘quinoa’ è esposto sul fronte etichetta in formato grafico e altezza caratteri che spiccano rispetto a quelli usati per indicare il riso. Il quale ultimo è l’ingrediente principale (71,5%). La correttezza della pratica commerciale potrebbe perciò venire dubitata.

I claim nutrizionali rappresentano tuttavia l’elemento più critico dell’etichetta in esame. Sul fronte etichetta si osserva invero una dicitura, ‘solo 1,8% di grassi, che semplicemente riprende un dato estratto dalla tabella nutrizionale e non appare perciò censurabile. Il concetto di ‘leggerezza dei crackers’ – sul retro etichetta – non è invece suffragato, come prescritto dal regolamento NHC, (2) da un’analisi comparativa. (3)

‘L’indicazione che un prodotto è «LEGGERO» o «LIGHT» e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono soggette alle stesse condizioni fissate per il termine «RIDOTTO»’. (4) Vale a dire, ‘solo se la riduzione del contenuto (in questo caso, di grassi) è pari ad almeno il 30 % rispetto a un prodotto simile’.

Il richiamo alla leggerezza dovrebbe perciò venire accompagnato da una comparazione con i prodotti più venduti sul mercato di riferimento (in questo caso, quello nazionale), a seguito di analisi la cui fonte va citata in etichetta, riportando i dettagli sul sito web dell’operatore. Secondo le indicazioni offerte dall’AGCM. (5)

Appare corretto il riferimento alla ricchezza in fibre (6%), ammesso che tale notizia sia riscontrata dagli esiti analitici. Ricordando che, in caso di utilizzo di indicazioni nutrizionali nell’informazione commerciale, non sono ammesse tolleranze in difetto.

Non risulta ammissibile poi il riferimento ai benefici della quinoa, se pure esposti con la premessa ‘in origine’. Poiché le virtù indicate -‘contiene fibre e minerali come fosforo, magnesio, ferro e zinco’ – non appaiono riferibili al prodotto finito. E possono perciò indurre il consumatore in confusione circa le effettive proprietà nutrizionali dell’alimento offerto in vendita.

L’evidenziazione del contenuto in sali minerali, oltretutto, è ammessa solo allorquando essi siano presenti in ‘quantità significativa’, (6) pari al 15% della c.d. RDA (Recommended Daily Amounts). Con obbligo di citarne i contenuti, a margine della dichiarazione nutrizionale, in valore assoluto e in rapporto ai c.d. VNR (Valori Nutrizionali di Riferimento). (7)

La nostra squadra è a disposizione delle imprese che intendano garantire informazioni corrette, in etichetta e pubblicità degli alimenti. Tenuto conto delle normative applicabili in Italia e in UE, oltreché sui mercati internazionali extra-UE di interesse per gli operatori. Per consulenza e preventivi, si può scrivere a info@foodagriculturerequirements.com.

Cordialmente

Dario Dongo

Note

(1) http://www.foodagriculturerequirements.com/category/notizie/domande-e-risposte/prodotti-germinal-con-amaranto-e-canapa-1-15-risponde-l’avvocato-dario-dongo

(2) Nutrition & Health Claims, reg. CE 1924/06, Allegato

(3) http://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/pop-corn-con-olio-di-palma-il-peso-della-leggerezza

(4) Il regolamento NHC prescrive inoltre che ‘l’indicazione è inoltre accompagnata da una specificazione delle caratteristiche che rendono il prodotto «LEGGERO» o «LIGHT».’ Requisito soddisfatto, nell’etichetta in esame, dal riferimento ai grassi
(5) Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, c.d. Antitrust
(6) ‘L’indicazione che un alimento è fonte di vitamine e/o minerali e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto contiene almeno una quantità significativa di cui all’allegato della direttiva 90/496/CEE (abrogata dal reg. UE 1169/11, ndr)’. Cfr. reg. CE 1924/06, Allegato
(7) Reg. UE 1169/11, articoli 29 e seguenti

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