Macellazione rituale, halal e kasher, senza stordimento? Risponde l’avvocato Dario Dongo

macellazione

Gentile avvocato,

Ho avuto modo di ascoltarla al corso di Perfezionamento in Sicurezza Alimentare e Legislazione Veterinaria all’Università di Napoli, vorrei capire se i regolamenti europei sul benessere animale consentono al veterinario pubblico ufficiale di imporre lo stordimento degli animali nella macellazione halal e kosher, visto che la sofferenza in alcuni casi è molto grave soprattutto per i bovini.

Grazie

Annamaria


Cara Annamaria,

le più recenti norme europee sulla protezione degli animali in fase di abbattimento, in vigore dall’1.1.2013, hanno confermato la deroga allo stordimento degli animali prima della macellazione rituale, ‘concedendo tuttavia un certo livello di sussidiarietà a ciascuno Stato membro’. (1)

In nome del ‘diritto di manifestare la propria religione o la propria convinzione mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti’, (2) le istituzioni di Bruxelles e Strasburgo parrebbero avere abnegato un elemento cruciale delle politiche europee sul benessere animale. Le quali si fondano su alcune basilari considerazioni:

- ‘esistono prove scientifiche sufficienti a dimostrazione del fatto che gli animali vertebrati sono esseri senzienti’, (3)

- ‘Molti metodi utilizzati per abbattere gli animali sono dolorosi. Lo stordimento è dunque necessario per indurre uno stato di incoscienza e di insensibilità prima o nel momento stesso in cui l’animale viene abbattuto‘, (4)

A ben vedere tuttavia, l’ipotesi di deroga all’obbligo di stordire gli animali nell’ambito di ‘particolari metodi di macellazione prescritti da riti religiosi’ è soggetta a diversi requisiti:

- anzitutto, la ‘condizione che la macellazione abbia luogo in un macello‘ autorizzato ai sensi del reg CE 852/04, (5)

- in secondo luogo, ‘dev’essere eseguita la recisione sistematica di entrambe le carotidi o dei vasi sanguigni da cui esse dipartono‘, (6)

- e soprattutto, ‘La macellazione senza stordimento richiede un taglio preciso della gola con un coltello affilato al fine di ridurre al minimo le sofferenze‘. (7) A tal uopo sono altresì prescritti ‘uso e manutenzione adeguati dei coltelli per il dissanguamento’, (8)

- infine, allo scopo di impedire che ‘il processo di dissanguamento rallenti, con conseguente inutile prolungamento delle sofferenze’, ‘i ruminanti macellati senza stordimento dovrebbero essere immobilizzati individualmente e meccanicamente’. (9)

Gli studi più estensivi (10) condotti su questo metodo di macellazione mostrano peraltro come la precisione e rapidità dell’atto – ove condotto da personale altamente specializzato, con le doverose accortezze di cui in seguito – possano effettivamente condurre l’animale in pochi secondi allo stato di incoscienza.

Gli elementi cruciali per limitare il dolore dell’animale risultano essere la contenzione non stressante – meglio se in gabbie che ne consentano il mantenimento in piedi, anziché sul dorso (11) – e l’estrema brevità dello iato tra immobilizzazione e soppressione, nonché l’astensione da contatti successivi con i margini del taglio (per limitare la veicolazione di segnali di dolore dalle terminazioni nervose non sezionate). Oltre allo stordimento meccanico immediato, in ipotesi di operazione difettosa.

Quanto sopra premesso, si può concludere che:

- in assenza di apposite normative nazionali, non è possibile imporre lo stordimento degli animali prima della macellazione rituale,

- il veterinario non può quindi pretendere l’inserimento nel rito di strumenti di mitigazione del dolore quali lo stordimento elettrico, a meno che l’operatore non sia d’accordo,

- il veterinario pubblico ufficiale può invece intervenire laddove gli addetti provochino inutile sofferenza all’animale, in particolare a causa di inadeguatezza delle condizioni di immobilizzo o dell’inidoneità degli strumenti di taglio (per dimensioni e affilatura).

Dario Dongo

Note

(1) Reg. (CE) 1099/2009, ‘relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento, considerando 13. La deroga risale invero alla previgente dir. 93/119/CE

(2) V. reg. cit., considerando 18

(3) Cfr. considerando 19

(4) Considerando 20

(5) Art. 4, paragrafo 4

(6) Allegato III, punto 3 (Dissanguamento degli animali)

(7) Considerando 43. Nel rituale ebraico, la halakha prescrive una lunghezza del coltello ‘almeno doppia rispetto allo spessore del collo dell’animale’

(8) Allegato IV. Il rito ebraico a sua volta impone che il coltello (chalal) da impiegarsi per la shechità venga riaffilato e ricontrollato prima di ogni operazione su singolo animale

(9) Considerando 43

(10) Cfr. http://www.grandin.com/ritual/kosher.slaugh.html

(11) Cfr. ASPCA (American Society for the Prevention of Cruelty on Animals)

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