Quantità nominale, peso netto, peso sgocciolato, risponde l’avv. Dario Dongo

peso-netto

Gentile avvocato Dongo,

Le chiedo delucidazioni sulla quantità nominale, che si vede in etichetta di alcuni prodotti alimentari. Come si distingue rispetto alla quantità non meglio precisata, e a quella netta?

Molte grazie

Simone

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La quantità nominale (massa nominale o volume nominale) del contenuto di un preimballaggio è la massa o il volume indicato sull’imballaggio e corrisponde alla quantità di prodotto netto che si ritiene debba contenere.

Il contenuto effettivo di un preimballaggio è la massa o il volume di prodotto che esso contiene realmente. (1)

Ne consegue che l’impiego di locuzioni come ‘quantità netta’ o ‘peso netto’ non ammette tolleranze in difetto.

Viceversa, quando non sia fatto esplicito riferimento al termine ‘netto’, per i prodotti confezionati a gamme unitarie costanti – e a prescindere dalla precisazione in etichetta della  dicitura ‘quantità  nominale’ (in tali casi implicita) – si avrà riguardo al valore medio della singola unità di vendita nell’ambito della partita o lotto di produzione. Applicandosi le tolleranze previste dalle disposizioni metrologiche. (2)

Vale la pena sottolineare che il reg. (UE) n. 1169/11 prescrive di indicare la quantità (intesa come unità numerica) seguita dall’unità di misura (es. ‘100 g’ o ‘100 ml’), (3) nello stesso campo visivo del nome del prodotto (un tempo noto come ‘denominazione di vendita’). Senza richiedere che tale indicazione sia preceduta da alcuna dicitura (es. ‘quantità’, ‘quantità nominale’, ‘volume’, ‘peso’, ‘peso netto’). (4)

Fatta salva l’ipotesi in cui si debba invece  obbligatoriamente aggiungere - per i soli prodotti immersi in liquido di governo (es. olive in salamoia, conserve ittiche ‘al naturale’ ma non anche ‘sott’olio’, poiché quest’ultimo non é qualificato come ‘liquido di governo’) – la quantità del prodotto sgocciolato (nel qual caso si potrà indicare, ad esempio, “450 g - sgocciolato 300 g”, oppure “netto 450 g, sgocciolato 300 g”, ovvero “Peso netto 450 g, Peso sgocciolato 300 g”).

Un’ultima nota, é rigorosamente vietato ‘accompagnare l’iscrizione relativa alla quantità nominale con indicazioni comportanti imprecisione o ambiguità come “circa” o altri termini analoghi’. (5) Tra le indicazioni proibite si annoverano quelle – ancor oggi purtroppo in voga, a 36 anni di distanza dall’esplicito divieto – che riferiscono al possibile calo ponderale dell’alimento.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. L. 690/1968, DPR 391/1980

(2) Idem c.s.

(3) ‘ Il volume nominale deve essere espresso in litri, centilitri o millilitri, la massa nominale in chilogrammi o grammi’, ‘il valore numerico deve essere seguito dal simbolo dell’unità di misura usata’ (DPR 391/1980)

(4) Il Ministero delle attività produttive (ora Ministero per lo sviluppo economico) a sua volta precisò, nella circolare n. 168 del 10.11.03, che le diciture relative all’indicazione della quantità (peso netto e simili) possono venire omesse

(5) Cfr.  DPR 391/1980, art. 3

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