Tortino surgelato ‘al naturale, senza additivi aggiunti’? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Buonasera avvocato Dongo,

mia moglie ha appena comprato questo tortino di patate surgelato, l’etichetta non sembra però tanto chiara come Lei raccomanda sempre. Le spedisco due foto, per conoscere il Suo parere.

Tante grazie

Vittorio

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Caro Vittorio,

toritino-ingredientiL’etichetta in esame è in effetti un po’ curiosa, per usare un eufemismo.

La prima domanda che ci si pone - alla quale non è neppure facile rispondere – è il significato della dicitura ‘al naturale’. Riferita non a una conserva ittica, come il ‘tonno al naturale’, ma a un tortino surgelato. Esiste forse in commercio una versione ‘sott’olio’, o ‘con conservanti’, o che comunque in qualche modo si possa distinguere per un grado inferiore di ‘naturalità’ rispetto al prodotto in questione? Probabilmente no, e in tal caso la dicitura ‘al naturale’ integra una violazione del regolamento (UE) n. 1169/11. (1)

Il concetto ‘senza additivi aggiunti’ può altresì venire dubitato, posto che l’alimento contiene ingredienti composti – quali ‘formaggio’, ‘mozzarella’ e ‘prosciutto cotto tritato’, in quota complessiva dell’11% sulla formula (o ricetta) – che invece contengono diversi additivi. Dei quali tra l’altro non è riportata la funzione (conservante): lisozima da uovo nel formaggio, acido citrico nella mozzarella, ascorbato nitrito e nitrato di sodio nel prosciutto.

La locuzione ‘in proporzione variabile’, allorché riferita alla generalità degli ingredienti in elenco, è a sua volta inammissibile. (2) A maggior ragione in presenza di ingredienti c.d. ‘caratterizzanti’, che devono venire – e sono infatti – indicati precisandone le quantità in quota percentuale rispetto alla formula del prodotto (es. ‘patate 76%). (3)

Si ravvedono poi ulteriori non-conformità, delle quali la più grave è l’indicazione ‘Prodotto in  uno stabilimento dove sono utilizzati…’. Del tutto inidonea a esprimere l’eventuale contaminazione accidentale del prodotto con allergeni, i quali devono semmai piuttosto venire specificamente citati (4) a margine dell’elenco ingredienti, preceduti dalla dicitura ‘può contenere’.

Il vanto ‘da produzione integrata’ riferito alle patate, in caratteri cubitali e maiuscoli di colore rosso, è altresì censurabile poiché la pratica agricola in questione è da tempo obbligatoria nell’intera UE. La precisazione ‘solo per doratura esterna’ che segue il ‘pangrattato’ non ha ragion d’essere, tanto quanto il ‘da cucina’ dopo il sale.

Un’etichetta disastrosa insomma! La nostra squadra è sempre a disposizione degli operatori che intendano garantire la correttezza e trasparenza dell’informazione rivolta ai consumatori. Doverosa quanto utile a qualificare le aziende e i loro sistemi qualità, anche nei rapporti con i clienti commerciali.

Dario Dongo

Note

(1) Ai sensi del reg. UE 1169/11, art. 7 (Pratiche leali d’informazione), comma 1, lettera ‘c’, ‘Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare: (…) suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive’

(2) Il regolamento (UE) n. 1169/2011 circoscrive infatti la possibilità di utilizzare la dicitura ‘in proporzione variabile’ a ben poche categorie di ingredienti, quali frutta ortaggi e funghi, spezie ed erbe aromatiche, oli vegetali raffinati e grassi animali (Allegato VII, Parte A)

(3) Reg. UE 1169/11, articolo 22

(4) Bisogna perciò riferire a frumento e orzo, ad esempio, e non a ‘cereali contenenti glutine’

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