Etichettatura delle bevande alcoliche, scenario e opportunità

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La recente relazione della Commissione europea, già pubblicata sul nostro sito Great Italian Food Trade, delinea uno scenario sull’etichettatura delle bevande alcoliche, che si può prospettare nei seguenti termini.

La Commissione europea, non prima del secondo semestre 2018, adotterà un nuovo rapporto sull’etichettatura delle bevande alcoliche. Ove saranno considerati gli impegni frattanto assunti su base volontaria dai produttori e distributori, per ciò che attiene alla dichiarazione nutrizionale e alla citazione della lista ingredienti in etichetta,

Una proposta regolatoria, indirizzata al Consiglio e al Parlamento europeo, potrebbe accompagnare il rapporto di cui sopra . Visti i precedenti (1) non v’è molto da attendersi. Oltretutto, l’esame politico di un’eventuale proposta scivolerà probabilmente verso la legislatura successiva (2019), con ulteriori ritardi.

L’ipotesi più probabile è quella di un allineamento degli operatori delle varie filiere (vini, liquori e bevande spiritose, birre) verso un’informazione facoltativa de minimis. Quale potrebbe essere la citazione in etichetta del valore energetico della bevanda. Vale a dire, Kcal e KJ per 100 ml e per porzione designata. (2) Tanto potrebbe bastare, alla Commissione europea, per astenersi dal chiedere altro.

Quanto sopra premesso, ciascun operatore  può liberamente decidere di inserire in etichetta delle bevande alcoliche, (3) su base volontaria, l’elenco ingredienti e/o dichiarazione nutrizionale. Ricordando viceversa il dovere di etichettatura completa per le bevande che non si qualificano come tali, quali ad esempio la birra analcolica. E in ogni caso, la facoltà di escludere dalla tabella nutrizionale i valori ‘trascurabili’ (es. grassi e grassi saturi, nella gran parte delle referenze).

Ogni iniziativa rivolta alla trasparenza delle notizie in etichetta delle bevande alcoliche verrà sicuramente apprezzata dai consumAttori. I quali a loro volta esprimono – in Italia, come in Europa e nel mondo – una crescente attenzione verso ogni informazione su alimenti e bevande che rilevi ai fini di una corretta nutrizione e una dieta salutare.

Dario Dongo

Note
(1) La storica connivenza di Bruxelles con le lobby dell’alcol è dimostrata nei fatti dalle deroghe – tanto ampie e durature quanto ingiustificate – da sempre riconosciute all’etichettatura delle bevande alcoliche. Le quali hanno trovato conferma, da ultimo, nel rapporto CE di quest’anno
(2) La porzione può rispondere alle dosi di servizio standard nella somministrazione di bevande (es. 4 ml per le bevande spiritose, 125 ml il calice di vino)
(3) Le bevande si qualificano come alcoliche, ai sensi del reg. UE 1169/11, quando il loro tenore alcolico in volume superi l’1,2%

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