Etichette e pubblicità, siti web e social network. Marketing vs. controllo qualità, in cerca di equilibrio

sospetti

Le novità del regolamento (UE) n. 1169/2011 e il rigore delle norme su ‘nutrition & health claims‘ – tra gli infiniti controlli delle varie autorità e le pronunce dell’Antitrust – hanno aggravato la già non facile relazione tra gli uffici marketing / commerciale da un lato, controllo qualità / legale dall’altro. Che fare?

Etichette e pubblicità non bastano, il nuovo regolamento si applica a tutta l’informazione commerciale relativa ai prodotti alimentari, ivi compresi i siti internet e i ‘social network’ che possano venire attribuiti all’azienda. Non si tratta di mettere un freno alla fantasia, o un bavaglio alla promozione commerciale, quanto piuttosto di definire una ‘governance’ aziendale.

Lo scopo d’impresa è produrre reddito, recita il codice civile. Ed perciò impari la dialettica tra chi vende e chi controlla. E pure, al di fuori di ogni ipocrisia, un equilibrio va trovato. I confini delle regole non sono sempre chiari, le interpretazioni possono variare quanto il lessico, le immagini e la presentazione complessiva dei prodotti.

L’approccio proposto dalla squadra di FARE è perciò quello dell’analisi del rischio. Quanto costa o può costare, in termini di sanzioni o ancor peggio di reputazione, l’impiego di una dicitura anziché di un’altra? E quali soluzioni o locuzioni alternative possono venire utilizzate, per mitigare o ancor meglio eliminare il rischio?

Alla proprietà o al ‘top management’ la decisione ultima, ove necessario, ma con le idee più chiare se possibile.

Per informazioni e quotazioni, scrivere a tech@fare.email.

Dario Dongo

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