Europa. Nuove aperture all’olio di oliva tunisino

pure drops of water

Nel corso della riunione tenutasi lunedì 25 gennaio, la Commissione commercio internazionale (INTA) del Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza la proposta di relazione dell’On. Marielle de Sarnez (ALDE) relativa all’Introduzione di misure commerciali autonome di emergenza a favore della Repubblica tunisina.

La relazione avvalla la proposta formulata dalla Commissione europea di consentire l’immissione in UE di 35.000 tonnellate di olio tunisino a dazio zero. La motivazione di tale scelta risiede nell’intento dell’UE di offrire il proprio appoggio agendo in modo concreto per sostenere lo sviluppo economico della Tunisia a seguito degli attentati terroristici del 18 marzo 2015 a Tunisi e del 26 giugno 2015 a Sousse. A causa di tali tragici eventi, infatti, l’economia tunisina ha subito gravi perdite economiche e commerciali.

L’UE, pertanto, ha proposto di offrire, unilateralmente e a titolo temporaneo, come misura commerciale autonoma, un contingente tariffario senza dazio pari a 35.000 tonnellate l’anno, vale a dire in totale 70.000 tonnellate, per le esportazioni tunisine di olio d’oliva nell’Unione, e ciò senza aumentare il volume globale delle importazioni. Tale contingente sarà disponibile per un periodo di due anni, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, e sarà aperto una volta esaurito l’attuale contingente tariffario senza dazio pari a 56.700 tonnellate, indicato nell’accordo di associazione concluso tra l’Unione e la Tunisia. La Commissione europea, tra le motivazioni addotte, ha spiegato che tale misura comporterà dei vantaggi per buona parte dell’economia tunisina. Il settore oleicolo tunisino, infatti, fornisce indirettamente occupazione a più di un milione di persone e rappresenta un quinto della forza lavoro agricola totale del paese. L’olio d’oliva è, d’altro canto, il principale prodotto agricolo che la Tunisia esporta.

La decisione non ha tuttavia incontrato il favore della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del PE, che ha espresso preoccupazioni rispetto all’impatto della misura sull’agricoltura europea e, in particolare, per il settore oleicolo, che sta a sua volta fronteggiando gravi disagi. Gravissima la situazione italiana, a quanto pare del tutto sfuggita alla lontana Bruxelles.

Il voto finale della relazione è previsto nella Plenaria che si terrà la prossima settimana a Strasburgo, dove l’intero Parlamento sarà chiamato a esprimersi in senso favorevole o meno alla decisione della Commissione INTA.

Dario Dongo

 

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