Meat sounding, Paolo De Castro e Giovanni La Via tornano alla carica

meat-sounding-ant

Meat sounding, vale a dire usurpazione di nomi caratteristici di carni e preparazioni di carne per designare alimenti di origine vegetale. Gli eurodeputati Paolo De Castro e Giovanni La Via tornano alla carica, con un’interrogazione prioritaria alla Commissione europea.

L’On.le Paolo De Castro, V.Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo, aveva già presentato un’interrogazione al Commissario Vytenis Andriukaitis. La richiesta era ed è semplice, attribuire alle carni un riconoscimento legale equipollente a quello offerto ai prodotti lattiero-caseari.

Il Commissario Andriukaitis ‘non brilla certo in iniziativa‘, avrebbe commentato Fabrizio De Andrè. Soprattutto, è più attento a eseguire gli ordini delle lobby che a svolgere i suoi compiti istituzionali. (1) E infatti, aveva già scartato l’ipotesi di introdurre definizioni legali per le carni.

La sentenza della Corte di Giustizia sul Cheese Sounding ha però modificato lo scenario, almeno in parte. Nel senso di riaffermare il diritto dei consumatori a ricevere notizie chiare sulla denominazione di vendita degli alimenti.

Vytenis Andriukaitis

Vytenis Andriukaitis

Gli eurodeputati italiani hanno perciò ‘suonato la sveglia’ al Commissario lituano. Con una nuova istanza che, alla luce della pronuncia dei giudici di Lussemburgo invoca il principio di non-discriminazione, tra situazioni simili. Cacio al cacio, carne alla carne.

‘Last Wednesday, the Judgment of the Court C-422/16 stated that the term “milk” shall be reserved for milk products and not be used to designate a plant-based product in marketing or advertising.
Considering the fact that several purely plant-based foods are sold under animal and meat-based
designations, and following the principle of non-discrimination – requiring comparable situations not to be treated differently and different situations not to be treated alike unless such treatment is objectively
justified, does the Commission envisage the adoption of harmonised measures aiming at providing clear information on the suitability of vegetarian or vegan food, in order to ensure that sales description is not creating confusion and misleading consumers choices?’ (2)

(On.li Paolo De Castro e Giovanni La Via)

 

Paolo De Castro

Paolo De Castro

A ben vedere, la questione va oltre il dibattito tra vegani e onnivori. Nel senso che – a prescindere dalla natura degli alimenti – è anzitutto essenziale offrire al consumatore una notizia chiara e inequivoca sull’identità del prodotto. (3) La denominazione di vendita (4) ha esattamente questo scopo, facilitare la scelta d’acquisto senza costringere l’utente a decifrare locuzioni complesse o a capovolgere ripetutamente la confezione.

TRRIIINN, TRRIIINN!

Dario Dongo

Note
(1) Vale la pena ricordare la responsabilità del Commissario lituano per avere dolosamente omesso di gestire il grave rischio di sicurezza alimentare legato al consumo di cibi che contengono olio di palma. Pericoli di mutagenesi e cancro, per bambini e adolescenti in particolare, come ammonito dall’Efsa il 3.5.16.
Senza dimenticare il ritardo di 4 anni nell’adempiere alle prescrizioni sul ‘Made in’. Vergognoso!
(2) Testo interrogazione 16.6.17, a firma On.li Paolo De Castro e Giovanni La Via, alla Commissione europea
(3) Cfr. reg. UE 1169/11, Considerando 12, articoli 3 e 4
(4) V. reg. UE 1169/11, articolo 17

Comments are closed