Nome o ragione sociale dell’operatore responsabile. Il marchio può bastare? Il parere dell’avvocato Dario Dongo

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Il regolamento (UE) n. 1169/11 prevede, tra le informazioni obbligatorie in etichetta dei prodotti alimentari, ‘il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, paragrafo 1‘ (art. 9.1.h). Vale a dire, del soggetto al quale è riferibile il marchio con cui l’alimento viene presentato.

La circolare del Ministero per lo Sviluppo Economico Prot. 170164/2014 (v. allegato) ha ipotizzato la possibilità di riferire al marchio registrato o depositato, quale alternativa al nome o ragione sociale dell’operatore responsabile. A condizione che lo stesso sia seguito dall’indirizzo completo (e non da quello del fornitore, si noti bene in caso di ‘ private label‘, né da riferimenti a siti web né a codici di iscrizione alla Camera di Commercio).

Questa soluzione sarebbe stata ‘concordata in seno al Gruppo di Lavoro Etichettatura’, organizzato dalla Commissione europea con le rappresentanze degli Stati membri, e consentirebbe ‘ per l’Italia, la continuità di fatto con la soluzione adottata dal D.lgs 109/92 il quale, all’articolo 3, comma 1, lettera e), considerava il “marchio depositato” come alternativo a “il nome o la ragione sociale”, tra le indicazioni obbligatorie‘.

Tale ipotesi costituirebbe una vera e propria deroga e non una semplice interpretazione del requisito d’informazione precisamente espresso nel regolamento FIC (‘ Food Information to Consumers‘). Ed è perciò dubbia la sua legittimità, quand’anche essa venisse ripresa in un documento della Commissione europea.

I citati incontri del GdL ‘Etichettatura’ non hanno peraltro condotto all’esplicitazione della predetta deroga in alcun documento ufficiale a livello UE, e perciò se ne dubita seriamente l’applicabilità. È del resto evidente come una circolare ministeriale non possa disapplicare un regolamento europeo che, nella gerarchia delle fonti di diritto, ha un rango superiore a quello delle leggi costituzionali italiane.

Di conseguenza, a umile avviso di chi scrive, permane a tutt’oggi l’obbligo di precisare in etichetta il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore responsabile (ai sensi dell’articolo 8 del regolamento FIC), vale a dire il titolare del marchio con cui il prodotto viene commercializzato, ovvero, in ogni caso e a prescindere, il distributore e/o l’importatore in UE.

Dario Dongo

CIRCOLARE MISE Prot_170164_2014

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