Qualità a tutto tondo. Coop rilancia con la campagna “Buoni e Giusti”

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La piena legalità d’impresa lungo l’intera filiera è uno strumento efficace di competizione, oltre che un valore etico irrinunciabile. A rilanciarlo è Coop Italia, con la campagna “Buoni e Giusti”, che estromette dai suoi fornitori le imprese agricole irregolari.

 

Filiere pulite

L’iniziativa presentata a Roma, il 17 marzo 2016, presso il ministero delle Politiche agricole, alla presenza del ministro Maurizio Martina, si propone di combattere l’illegalità che affligge parte della produzione agricola. Caporalato, lavoro nero, sfruttamento, che si stima penalizzino 400mila lavoratori, per l’80% stranieri.

Con l’operazione “Buoni e Giusti” la prima insegna della grande distribuzione in Italia estende i controlli di filiera – dal campo alla tavola – già previsti per i prodotti ortofrutticoli a marchio Coop a tutte le forniture presenti nei 1.100 punti vendita. Una novità che coinvolge 70mila aziende agricole, d’ora in poi impegnate con la sottoscrizione del Codice etico e l’adesione al piano di controlli. Alla violazione dell’accordo scatta l’eliminazione dai fornitori di Coop, come accaduto negli ultimi 5 anni a 7 operatori agricoli.

Le ulteriori 70mila aziende agricole fornitrici degli ortofrutticoli venduti a marchio Coop – e pertanto già in regola con il Codice etico – sono invece invitate ad aderire all’iniziativa ministeriale per la legalità in agricoltura (Rete del Lavoro Agricolo di Qualità ministeriale, che attesta la correttezza dell’impresa nel rispetto delle leggi, anche di natura contrattuale e previdenziale, e l’assenza di condanne o pendenze penali).

 

Dalle arance ai meloni

La campagna Coop ha già testato la filiera delle arance, controllando tutti i fornitori dell’insegna, pari a un terzo delle aziende in Calabria, Sicilia e Puglia. L’esito è incoraggiante: gli ispettori non hanno rilevato casi di caporalato, lavoro nero o discriminazioni; soltanto problemi relativi a norme di sicurezza, ora in fase di adeguamento.

I prossimi controlli, seguendo la stagionalità dei raccolti, riguarderanno le filiere di fragole, pomodori, meloni, angurie, uva, patate novelle e altri 5 ortaggi di largo consumo.

 

Il valore prezioso della Responsabilità sociale

Accanto alle garanzie sulla qualità dei prodotti (che poggia su un’attività sostenuta da un budget di 9 milioni di euro annui), Coop è in prima fila nella tutela dei diritti dei lavoratori. Prima in Europa, nel 1998, ad aderire allo Standard Etico SA8000, la prima insegna della grande distribuzione in Italia ha ottenuto vari riconoscimenti: nel 2010, la Federazione “Consumers International” (220 associazioni di consumatori di 155 nazioni) l’ha giudicata quale migliore catena della grande distribuzione europea per quanto riguarda la responsabilità sociale d’impresa. Nel 2013, AltroConsumo l’ha qualificata come la catena con le migliori politiche e la maggiore attenzione nel campo della responsabilità sociale di impresa e massima coerenza fra quanto fatto e quanto dichiarato. A giugno 2015, nell’ambito della campagna #FilieraSporca in cui è stata analizzata la filiera delle arance raccolte in Sicilia e Calabria, Coop è definita come “l’operatore più attento alla questione della responsabilità sociale”.

Marta Strinati

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