RASFF, relazione annuale 2015. L’Italia primo Paese per numero di segnalazioni

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Il Ministero della Salute ha di recente pubblicato una relazione sul rapporto annuale 2015 del Sistema di Allerta Rapido su Alimenti, Mangimi e Materiali a Contatto.
Il sistema RASFF (‘Rapid Alert System on Food and Feed’) ha registrato 2.967 notifiche nel 2015. Si attesta così un ‘trend’ di lieve diminuzione – le notifiche – erano 3.097 nel 2014, 3.136 l’anno prima – che può venire almeno in parte attribuito a una maggiore cooperazione tra le amministrazioni degli Stati membri, le quali scambiano alcuni dati sulle non conformità di tipo ‘non grave’ senza attivare il sistema RASFF.
Come già negli anni trascorsi, l’Italia è il primo Paese per numero di segnalazioni, 511 nel 2015, pari al 17,2% di quelle eseguite da 28 Stati nel complesso. Nel dettaglio, 137 notizie sono provenute dagli Assessorati alla Sanità, ASL e Comando Carabinieri per la tutela della Salute, mentre 374 segnalazioni sono state trasmesse dagli Uffici periferici del Ministero della Salute (USMAF, UVAC e PIF). A riconferma, ove mai ce ne fosse bisogno, di una lodevole organizzazione ed esecuzione dei controlli pubblici ufficiali sulla filiera agroalimentare, ‘from stable to table’.
La classifica dei contaminanti, in breve:
– tra le contaminazioni microbiologiche domina la Salmonella (507 segnalazioni), seguita da Listeria monocytogenes ed E. coli,
– i pericoli chimici in cima alla lista derivano da micotossine – 496. Aflatossine, ‘in primis’, poi ocratossina, DON e fumonisine – e residui di fitofarmaci (398). A seguire metalli pesanti – mercurio (110) soprattutto, poi cadmio e piombo – e ingredienti allergenici non dichiarati in etichetta (137), in netto aumento rispetto all’anno precedente (78),
– le contaminazioni fisiche, in diminuzione, riguardano parti di vetro e di metalli.
Le notifiche attengono in prevalenza ai respingimenti di merci ai confini europei (1370, 46% dei casi), informazione per attenzione e ‘follow-up’ (852, 28%), allerta su prodotti distribuiti sul mercato (745, 25%).
Quanto a origine e categorie delle merci più indiziate di pericoli, i primati appartengono rispettivamente alla Cina (386 notifiche) – seguita da Turchia e India, Spagna e Francia – e alla frutta secca (per micotossine oltre i limiti, intercettate e respinte alle frontiere). In crescita, tra l’altro, le notifiche su erbe e spezie.
Dario Dongo

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