Tumulazione incontrollata di carcasse animali, il Ministero della Salute interviene col pugno di ferro

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Tumulazione incontrollata di carcasse animali,  è doveroso escludere questa potenziale causa di gravi rischi per la salute e l’ambiente. Il Ministero della Salute interviene col pugno di ferro, finalmente.

La nota del Ministero, indirizzata a tutti gli Assessori delle Regioni e delle Province autonome, (1) chiarisce una volta per tutte cosa si intenda per ‘zone isolate’. Le sole zone in cui l’autorità (regionale) competente può consentire lo smaltimento delle carcasse animali (2) in deroga ai criteri generali. (3) Mediante incenerimento o sotterramento in loco ‘o attraverso altri mezzi, sotto controllo ufficiale, al fine di prevenire la trasmissione di rischi per la salute pubblica e degli animali‘.

Al preciso scopo di evitare abusi – come quelli che abbiamo denunciato in Valle da Ossa – l’Amministrazione centrale chiarisce quanto segue. Le ‘remote areas‘ devono rispondere a tutti i seguenti requisiti:

– ‘assenza di impianti di trasformazione, magazzinaggio o di impianti di incenerimento, in grado di accogliere tale tipologia di sottoprodotti, all’interno della zona e nell’arco di 100 Km dal confine della zona isolata‘,

– presenza marginale di animali da reddito nella zona isolata (10% bovini e suini, 25% ovo-caprini rispetto alle relative popolazioni nella Provincia di appartenenza).

Le autorizzazioni in deroga, relative a ciascuna delle zone isolate, devono sempre venire comunicate alla Regione, ‘per la successiva comunicazione all’Ufficio 2 DGISAN, corredandola  della documentazione attestante il possesso dei requisiti specifici’. In considerazione del fatto che ‘il Ministero della Salute è tenuto a mettere a disposizione della Commissione Europea le informazioni relative alle zone isolate e ai motivi di tale categorizzazione. E le informazioni aggiornate relative a eventuali cambiamenti di categorizzazione‘.

Il Ministero invita pertanto le Regioni ‘a fornire l’elenco aggiornato delle zone isolate e delle autorizzazioni di cui all’art, 19.1.c, (4) nell’ambito della rendicontazione annuale per il Piano Nazionale Integrato‘. Ricordando altresì che lo smaltimento in deroga può venire effettuato solo ‘nel rispetto delle condizioni fissate dal Reg. UE 142/2011 (allegato VI, capo III, Sezione I)‘.

La festa è finita, l’autonomia riconosciuta alle Regioni non può tradursi in omaggio politico al malaffare localistico. Le autorità competenti regionali sono perciò tenute a ‘verificare se le autorizzazioni concesse per le zone isolate rispettano ai criteri richiesti‘. Nel rispetto dei regolamenti europei, e dei sempre preziosi atti di indirizzo dell’Amministrazione sanitaria centrale.

Dario Dongo

Note

(1) Nota Min. Sal. DGISAN 20722-P-18/05/2017
(2) Ci si riferisce in particolare ai materiali di categoria 1 (animali selvatici, se si sospetta che siano affetti da malattie trasmissibili all’uomo o agli animali; corpi interi, o loro parti, di animali morti contenenti materiali specifici a rischio al momento dello smaltimento) e materiale di categoria 2 (ndr corpi di vitelli, suini, equidi). Cfr. Reg. CE 1069/09, art. 8
(2) Cfr. reg. cit., articolo 19.1.b
(4) Vale a dire, le autorizzazioni relative ad ‘aree alle quali è praticamente impossibile accedere  o alle quali è possibile accedere solo in condizioni, per motivi geografici o climatici  o a causa di catastrofi naturali, che possono presentare rischi per la salute e la sicurezza del personale addetto alla raccolta. O alle quali è possibile accedere solo impiegando mezzi di raccolta sproporzionati

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