Acqua minerale light e claim sulle acque relativi al sodio? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Buongiorno Dario,

in allegato ti inoltro la foto dell’etichetta dell’acqua minerale fonte Bracca sulla quale è riportato il claim nutrizionale ‘light sodio 0.0001%’. Ritieni che questo claim sia conforme alle disposizioni del regolamento (CE) 1924/2006?

Grazie e buona giornata, Claudio


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Claudio buongiorno,

gli apporti medi di sodio nella dieta degli europei e degli italiani purtroppo, come sappiamo, sono doppi rispetto alla soglia di sicurezza indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questo fenomeno – a cui si correla la gravosa incidenza delle malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità prematura – è peraltro causato da circa 10g di sale al giorno e non certo dal sodio presente in natura nell’acqua.

La pubblicità in ogni caso è l’anima del commercio e segue le regole specificamente stabilite dal reg. CE 1924/06 che si integrano con quelle previste nella c.d. ‘direttiva acque minerali’.

Premessa. Rapporti tra il regolamento su nutrition and health claims e la direttiva acque minerali

Il Nutrition and Health Claims Regulation, si noti bene, ‘si applica fatte salve le disposizioni comunitarie seguenti:

a) direttiva 89/398/CEE e direttive adottate sulla base di essa, [alimenti destinati a un’alimentazione particolare, ndr. V. nota 1]

b) direttiva 80/777/CEE, in materia di ravvicinamento della legislazione degli Stati membri sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali, (2)

c) direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano’. (reg. CE 1924/06, articolo 1.4. V. nota 3).

A seguire, una rassegna dei claim nutrizionali applicabili alle acque – acque minerali naturali, acque di sorgente, (4) acque potabili – e ad altri alimenti e bevande, relativi a tenori di sodio e/o sale bassi, bassissimi o inesistenti. In ordine decrescente per contenuto di sodio/sale.

1) ‘Indicata per le diete povere di sodio’ (applicabile alle sole acque minerali naturali)

Le sole acque minerali naturali, disciplinate mediante dir. 2009/54/CE, possono riportare in etichetta e pubblicità la dicitura ‘indicata per le diete povere di sodio’. A condizione che il tenore di sodio sia inferiore a 20 mg/l (dir. 2009/54/CE, art. 9.2 e Allegato III).

2) ‘A basso contenuto di sodio / sale

Il claim nutrizionale a basso contenuto di sodio/sale e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore’ può venire ammesso:

– per la generalità degli alimenti e bevande, incluse le acque minerali e di sorgente, ‘solo se il prodotto contiene non più di 0,12 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g o 100 ml’,

– ‘per le acque diverse dalle acque minerali naturali che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 80/777/CEE, questo valore non deve superare 2 mg di sodio per 100 ml’ (reg. CE 1924/06, Allegato).

3) ‘A bassissimo contenuto di sodio / sale’ (non ammessa per nessun tipo di acqua)

L’indicazionevery low sodium / salt’, si noti bene, non è ammessa ‘per le acque minerali naturali né per altre acque’.

L’indicazione che un alimento è a bassissimo contenuto di sodio/sale e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto contiene non più di 0,04 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g o 100 ml’ (reg. CE 1924/06, Allegato).

3) ‘Senza sodio’ o ‘senza sale’ (non applicabile alle bevande)

L’indicazione che un alimento è senza sodio o senza sale e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto contiene non più di 0,005 g di sodio, o un valore equivalente di sale, per 100 g’ (reg. CE 1924/06, Allegato).

A ben vedere il claim in esame, a differenza di altri, non contempla un apposito requisito di applicazione ai 100 ml di prodotto. Poiché il Nutrition and Health Claims Regulation definisce in Allegato un elenco tassativo delle sole indicazioni nutrizionali ammesse nell’informazione commerciale relativa agli alimenti – e le acque ricadono tra l’altro nella definizione di alimento (5) – si evince l’inammissibilità del claim ‘senza sodio’ ad acque e altre bevande. (6)

4) ‘Leggero’ o ‘light

Le indicazioni«leggero» o «light» e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono soggette alle stesse condizioni fissate per il termine «ridotto»; l’indicazione è inoltre accompagnata da una specificazione delle caratteristiche che rendono il prodotto «leggero» o «light»’ (reg. CE 1924/06, Allegato).

La condizione d’impiego del claimlight’ è dunque applicabile ‘solo se la riduzione del contenuto è pari ad almeno il 30 % rispetto a un prodotto simile, ad eccezione dei micronutrienti, per i quali è accettabile una differenza del 10% nei valori di riferimento di cui alla direttiva 90/496/CEE del Consiglio, (7) e del sodio o del valore equivalente del sale, per i quali è accettabile una differenza del 25%’ (reg. CE 1924/06, Allegato).

5) Conclusioni

Gli operatori responsabili dell’informazione al consumatore possono perciò promuovere un’acqua minerale naturale con tenore di sodio inferiore di almeno il 25% rispetto alle acque minerali più vendute in Italia. Con l’onere di indicare, sul sito web aziendale, i valori di sodio dei prodotti più venduti sul mercato di riferimento. (8)

claim comparativi – nel cui contesto le indicazioni nutrizionali ‘light’ e ‘a ridotto contenuto di’ si inquadrano (reg. CE 1924/06, articolo 9) – postulano peraltro che la comparazione avvenga tra prodotti che appartengono alla stessa categoria. In questo caso si dovrebbe perciò avere riguardo, ragionevolmente, alla categoria di acque oligominerali. Meglio ancora, a quella delle acque minimamente mineralizzate. (9)

Sull’argomento si veda anche il precedente articolo.

Buona giornata

Dario

Note

(1) Gli alimenti destinati a un’alimentazione particolare, in origine regolati dalla dir. 80/398/CEE, sono ora disciplinati dal reg. UE 609/2013, relativo agli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, agli alimenti a fini medici speciali e ai sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso

(2) La storica ‘direttiva acque minerali’, dir. 80/777/CEE, è stata abrogata e rifusa nella nuova dir. 2009/54/CE sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali

(3) La c.d. ‘direttiva acque’, dir. 98/83/CE, è stata abrogata dalla dir. UE 2184/2020 (concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano) a decorrere dal 13.1.23. Si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/acqua-potabile-il-diritto-universale-e-la-direttiva-ue

(4) Le acque di sorgente sono disciplinate dalla direttiva acque minerali (dir. 2009/54/CE, articolo 9, comma 4 e 5)

(5) Cfr. reg. CE 178/02, articolo 2

(6) Una possibile spiegazione potrebbe essere quella di prevenire confusione (e concorrenza) tra acque minerali naturali e acque di sorgente ‘senza sodio’, da un lato, e acque demineralizzate ovvero acqua distillata

(7) La direttiva 90/496/CE, relativa all’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari, è stata abrogata dal reg. UE 1169/11. Per approfondimenti si veda l’ebook1169 pene. Reg. 1169/11. Notizie sui cibi, controlli e sanzionihttps://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/1169-pene-e-book-gratuito-su-delitti-e-sanzioni-nel-food

(8) NB: i claim comparativi devono sempre venire riferiti, secondo interpretazione consolidata dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM, c.d. Antitrust) alla media dei prodotti che appartengono alla stessa categoria più venduti in Italia. V. precedente articolo

(9) Le acque oligominerali e le acque minimamente mineralizzate sono quelle il cui tenore di sali minerali calcolato come residuo fisso non è superiore, rispettivamente, a 500 mg/l e a 50 mg/l. Cfr. dir. 2009/54/CE, Allegato