Alimenti per sportivi e dieta chetogenica, classificazione merceologica. Risponde l’avvocato Dario Dongo

Egregio Avv. Dongo,

da alcuni mesi è in corso una campagna denigratoria nei confronti di operatori del settore alimentare, in Italia, che utilizzano edulcoranti intensivi in alimenti per sportivi, spesso orientati verso la dieta chetogenica.

Gli autori di questa campagna denigratoria sono concorrenti che provano a farsi spazio in questo settore utilizzando ingredienti diversi per dolcificare prodotti con simili proprietà nutrizionali.

A dire di costoro, i prodotti in questione sarebbero fuori legge poiché il reg. UE 1333/08 in tema di additivi alimentari proibisce l’uso di edulcoranti intensivi nei ‘prodotti di panetteria’ e nei ‘prodotti fini della pasticceria’.

Può per favore esporci il Suo punto di vista?

Molte grazie, Pietro


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Pietro buongiorno,

i prodotti destinati a un pubblico sportivo erano un tempo sottoposti alla disciplina specifica degli alimenti per una nutrizione particolare. (1) Per ricadere, a seguito della riforma intervenuta con il reg. UE 609/13, nella generalità degli alimenti di uso corrente. La Commissione europea è stata peraltro chiara nel garantire che tale riforma non avrebbe alterato le prassi esistenti in ambito di produzione e commercializzazione di tali cibi.

1) Deregulation

Il reg. UE 609/13 ha introdotto una radicale riforma dei c.d. PARNUTS (foodstuffs for particular nutritional uses), eliminando la categoria dei prodotti genericamente qualificati come ‘dietetici’. Per introdurre un nuovo regime dei c.d. alimenti per gruppi specifici, quali:

– alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia,

– alimenti a fini medici speciali,

– sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso.

Gli alimenti per sportivi, i prodotti per persone diabetiche, i sostituti dei singoli pasti e i prodotti senza glutine sono stati così sottratti alla disciplina che prevedeva l’autorizzazione degli stabilimenti e la notifica preventiva delle etichette. (2)

2) Integratori alimentari, inapplicabilità

I prodotti in esame, d’altra parte, non possono venire inquadrati nella categoria degli integratori alimentari. Poiché la dir. 2002/46/CE, a questi ultimi dedicata, li definisce come ‘prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia monocomposti che pluricomposti’.

Gli integratori alimentari devono quindi ‘integrare’, non anche ‘nutrire’. E devono venire presentati al consumatore ‘in forme di dosaggio, vale a dire in forme di commercializzazione quali capsule, pastiglie, compresse, pillole e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce e altre forme simili, di liquidi e polveri destinati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari’. (3)

3) Alimenti per sportivi, status quo

Tutti gli alimenti non espressamente destinati ai ‘gruppi specifici’ indicati nel reg. UE 609/13 sono quindi soggetti alle regole generali in materia di sicurezza alimentare (reg. CE 852/04) e di informazione ai consumatori (reg. UE 1169/11).

La denominazione dell’alimento, cioè la prima informazione obbligatoria in etichetta, (4) è essenziale a:

– comunicare al consumatore la natura, caratteristiche e composizione del prodotto alimentare, (5)

– consentire la classificazione merceologica del prodotto, che rileva anche ai fini della sua composizione per quanto attiene ai c.d. Food Improvement Agents. (6)

4) Innovazione e informazione

L’innovazione negli alimenti per sportivi (così come, più in generale, nei prodotti orientati verso la dieta chetogenica) ha condotto a presentate gli stessi in nuovi formati. Non più solo barrette e polveri, ma anche referenze che appaiono simili a prodotti classici da forno e della panetteria fine dolce, o a prodotti a base di cacao.

Questi prodotti tuttavia, al di là dell’apparenza, non hanno nulla a che vedere con i prodotti da forno né con quelli di pasticceria fine, né con quelli a base di cacao. Poiché trattasi di prodotti del tutto diversi, a elevato tenore di proteine e/o fibre e basso contenuto di carboidrati, generalmente privi di farine di cereali, ove del caso dolcificati con edulcoranti intensivi.

5) Informazione al consumatore

La specificità degli alimenti in esame – prodotti con tecnologie e formule particolari, anche allo scopo di attribuire loro speciali caratteristiche organolettiche, oltreché peculiari profili nutrizionali – deve perciò venire comunicata attraverso una denominazione descrittiva idonea a informare i consumatori in merito alle effettive caratteristiche del prodotto.

Quand’anche questi alimenti abbiano la parvenza di prodotti da forno o di prodotti da forno (es. crackers, grissini, crostini, fette biscottate) o di pasticceria fine (es. biscotti, frollini, waferplumcakemuffin, cornetti, sfogliette, panettoncini, colombine), essi non devono perciò evocare gli stessi con i loro nomi caratteristici né con altre diciture o immagini suggestive. (7)

6) Classificazione merceologica

La classificazione merceologica è cruciale per garantire la continuità produttiva, la ricerca e sviluppo e la commercializzazione di questi prodotti che, a dispetto della deregulation, mantengono un’elevata specificità.

La categoria di riferimento di questi prodotti – ai fini dell’applicazione del c.d. regolamento additivi – deve perciò intendersi nel gruppo 5.2 (‘Altri prodotti di confetteria’) di cui in All. II parte E del reg. CE 1333/08. Anziché in quelli 7.1 (‘pane e panini’), 7.2 (‘prodotti da forno fini’) o altri.

7) Reg. CE 1333/08, Linee Guida CE

Le Linee Guida della Commissione europea (2017) precisano che la categoria 5.2 include ‘tutti i tipi di prodotto che primariamente contengono zuccheri (confetteria zuccherata) o meno (a ridotto contenuto energetico o senza zuccheri aggiunti), indipendentemente che contengano o meno cacao. (…)

Confetteria (a base di zucchero, amido, cacao o frutta secca), creme spalmabili (a base di cacao, latte, frutta secca o grassi), frutta e ortaggi canditi glassati e cristallizzati, pop corn dolci, snack dolci imitazioni del cioccolato, prodotti sostitutivi del cioccolato e prodotti a base di cacao non coperti dalla Direttiva 2000/36/CE, così come pasticche fortemente aromatizzate rinfrescanti per la gola e pasticche rinfrescanti per l’alito (dalla caratteristica dimensione inferiore a 1.5cm) sono altresì inclusi’. (8)

8) Conclusioni provvisorie

La generalità dei prodotti concepiti e sviluppati come alimenti per sportivi o ‘dietetici’, con riguardo alla dieta chetogenica o ad altre, può venire inquadrata nella categoria 5.2 di cui in All. II parte E del reg. CE 1333/08. (9) Il riferimento ai termini ‘dieta’, ‘dietetico’ o simili – anche in un marchio commerciale (10) – postula in ogni caso la precisazione di un apposito health claim, ai sensi del reg. CE 1924/06.

Ogni diversa ipotesi interpretativa, quale a esempio la classificazione di tali prodotti nella categoria 7.2 (‘prodotti da forno fini’), farebbe venire meno il principio esposto dalla Commissione europea. La quale, nell’introdurre la riforma poi realizzata col reg. (UE) 609/13, ebbe più volte a garantire che essa non avrebbe arrecato pregiudizio al mercato degli alimenti per sportivi.

Cordialmente

Dario

Note

(1) Dir. 2009/39/CE e successive modifiche, abrogata dal reg. UE 609/13

(2) Il reg. 828/14 ha poi integrato la lacuna normativa introducendo nuove regole per gli alimenti specificamente formulati per celiaci, ‘senza glutine’ e ‘a ridotto tenore di glutine

(3) Dir. 2002/46/CE, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli integratori alimentari. Testo aggiornato al 30.3.21 su Eur-Lex, https://bit.ly/38wxPWI

(4) Dario Dongo. Denominazione dell’alimento. FARE (Food and Agriculture Requirements). 19.8.17, https://www.foodagriculturerequirements.com/alimenti-per-sportivi-e-dieta-chetogenica-classificazione-merceologica-risponde-lavvocato-dario-dongo/

(5) Cfr. reg. UE 1169/11, articolo 7.1.a

(6) Reg. CE 1331-1334/08. Additivi alimentari, coadiuvanti tecnologici, enzimi

(7) Reg. UE 1169/11, articoli 36 e 7.1.a

(8) Commissione europea. Guidance document describing the food categories in Part E of Annex II to Regulation (EC) No 1333/2008 on Food Additives. June 2017. https://ec.europa.eu/food/system/files/2017-09/fs_food-improvement-agents_guidance_1333-2008_annex-2.pdf

(9) Le condizioni di impiego dei vari edulcoranti intensivi varia a seconda della ricettazione dei prodotti. I livelli massimi sono contrassegnati per ciascuna categoria nel database della Commissione europea, su https://webgate.ec.europa.eu/foods_system/main/?event=category.view&pageNo=2&identifier=68

(10) Dario Dongo. Nutrition & Health Claims e marchi commerciali, verso lo scadere del periodo transitorio. FARE (Food and Agriculture Requirements). 13.4.17, https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/nutrition-health-claims-e-marchi-commerciali-verso-lo-scadere-del-periodo-transitorio