Allergeni in aromi e additivi, risponde l’avvocato Dario Dongo

Caro Dario buongiorno,

l’etichetta  di un gelato industriale riporta in lista ingredienti la dicitura ‘aroma naturale  di pistacchio’. La parola pistacchio è scritta in grassetto.

Ti chiedo quindi se l’aroma deve sempre considerarsi allergene o se sono previste deroghe.

Grazie per la gentile risposta,

Luigi


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Luigi,

la direttiva  allergeni  (dir. 2003/89/CE e successive modifiche), il cui dispositivo è poi confluito nel Food Information Regulation (reg. UE 1169/11), esprime con cristallina chiarezza la propria regola di base. Ogni qualvolta un alimento contenga una o più delle sostanze capaci di stimolare reazioni allergiche o intolleranze alimentari – riferendosi alle 14 categorie indicate nell’elenco tassativo  di cui ora in Allegato II al regolamento (UE) n. 1169/11, ove sono pure riferiti alcuni prodotti derivati non soggetti a obbligo d’informazione specifica – è doveroso specificarne la presenza.

L’informazione è doverosa  anche qualora l’allergene sia presente anche solo in tracce o in forma derivata, in ingredienti come in  additivi  alimentari,  aromi  e  coadiuvanti  tecnologici. In etichetta dei prodotti alimentari preimballati (o preconfezionati) e preincartati, ovvero sui menù o in registri di pronta disponibilità agli avventori per quanto attiene ai cibi serviti dalle collettività (bar, ristoranti e altri pubblici esercizi, mense,  cateringtake-away, etc.).

L’informazione obbligatoria  deve essere specifica, vale a dire precisamente riferita ai singoli allergeni (e non anche a loro categorie, es. ‘frutta a guscio’, o componenti, es. glutine) presenti anche solo a causa di possibile contaminazione accidentale – da riferire mediante dicitura ‘può contenere’  – in ciascun prodotto venduto o servito. Con evidenza grafica della (sola) parola-chiave che identifica l’allergene, affinché i consumatori allergici possano verificare ‘in un colpo d’occhio’ la sicurezza dell’alimento rispetto alle loro vulnerabilità.

In difetto di consenso scientifico  sulle soglie di contaminazione al di sotto delle quali si possa escludere una reazione allergica patologica da parte dei consumatori allergici, non è prevista alcuna deroga e deve intendersi vietato ogni riferimento alla possibilità di escludere l’informazione obbligatoria specifica o di riferire alla possibile presenza di sole ‘tracce’  di allergeni. Poiché di fatto bastano poche molecole di allergene a innescare un’allergia, esso va sempre indicato con modalità univoche, chiare e trasparenti.

Cordialmente

Dario

Note

(1) Si vedano anche al proposito le Linee Guida pubblicate dalla Commissione europea nel 2017, su  https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/allergeni-linee-guida