Olio di palma: ultime notizie dal Palazzo

incendi-palma

Nell’esercizio dell’attività di controllo e d’indirizzo esercitata dal Parlamento nel corso di questa legislatura nei confronti del Governo a proposito dell’olio di palma sono stati, al 23 novembre 2016, quarantatré gli atti, conclusi o in corso di esame, presentati da esponenti di vari gruppi parlamentari a favore o contrari al consumo di quest’olio di origine vegetale1.

In tutti questi documenti sono diverse le materie trattate. Senza la pretesa di essere esaustivi: agricoltura (politica agricola nazionale e comune, prodotti, terreni, sostegno agricolo, piccole e medie aziende oli vegetali), economia, (politica alimentare, distribuzione commerciale, produzione di beni e servizi, importazione, tutela del consumatore), energia (rinnovabile, alternativa, idrocarburi), ambiente (protezione, qualità, biodiversità, desertificazione, disboscamento, gestione rifiuti, incendi, effetto serra), diritto (disciplina comunitaria, etichettatura), sanità (rischio sanitario, sicurezza alimentare), diritti umani (condizioni e organizzazione del lavoro, popolazioni autoctone), ricerca, pubblicità.

L’ultimo di questi atti è d’iniziativa di Mirko Busto, del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, cofirmata da altri undici deputati dello stesso Movimento: la numero C4-14783, presentata e annunciata alla Camera il 14 novembre 2016.

L’interrogazione è stata rivolta ai Ministri della Salute (delegato a rispondere), dell’Ambiente e del MIPAAF.

Il parlamentare interrogante in premessa al quesito rivolto al Governo si rifà alla pubblicità della Ferrero, multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari, “contenente l’indicazione della provenienza sostenibile dell’olio di palma impiegato nei propri prodotti che tramite notizie parziali e non corrispondenti alla realtà, finiscono, di fatto, per indurre in errore il consumatore sulla proprietà e la natura del prodotto”.

È di tutta evidenza che Mirko Busto, oltre a conoscere approfonditamente e documentatamente la materia, sa bene dell’esistenza e dell’attività dell’Unione Italiana “Olio di palma sostenibile”.

L’Unione informa cosa sia l’olio di palma, l’olio vegetale più usato al mondo, la sua provenienza, i settori di utilizzo nel nostro Paese (bioenergetico, zootecnico, oleo-chimico, farmaceutico, per il 79%) e alimentare (per il restante ventuno). Le aziende alimentari utilizzano l’olio di palma, perché ha sapore e fragranza neutri, non si ossida, evita l’uso dei conservanti, sostituisce i grassi vegetali idrogenati, è un ingrediente versatile, resiste al calore. Inoltre non fa male alla salute e non è nemico dell’ambiente.

Che più?

Questa la replica del parlamentare del Movimento 5 Stelle. Quanto all’ambiente: “La maggior parte delle piantagioni di palma da olio sono state sviluppate incendiando le foreste, con conseguente danno ambientale e climatico. La loro espansione continua inoltre a dipendere dal drenaggio della torba, rendendola un potente fattore di moltiplicazione incontrollata d’incendi. Le emissioni prodotte da tali incendi e dal degrado della torba hanno reso l’Indonesia il terzo Paese per emissioni di gas serra, con effetti mondiali a cascata.

Quanto alla salute Busto cita espressamente più studi scientifici sui rischi dell’olio di palma per la salute umana, tra cui:

- uno dell’Organizzazione mondiale della sanità, che “dimostra come i principali acidi grassi comportino un aumento del livello di colesterolo nel sangue, favorendo malattie cardiovascolari”;

- uno del Center for Science in the Public Interest, che “conferma il fatto che l’olio di palma aumenti i fattori di rischio cardiovascolare, poiché l’acido palmitico è uno dei grassi saturi che più aumenta il rischio di coronaropatie”;

- numerosi studi che dimostrano che “l’acido palmitico infiamma le membrane cellulari, induce l’aterosclerosi e ha un ruolo chiave nella produzione di un fattore necrotico che è all’origine di tumori”;

- uno dell’American Heart Association che suggerisce di “limitarne l’uso per le persone che devono ridurre il livello di colesterolo”;

- uno dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare: nell’olio di palma sono contenute tre sostanze tossiche, “di cui una genotossica e cancerogena, il glicidiolo, formatesi durante la raffinazione degli oli vegetali”.

Il parlamentare interrogante ricorda altresì la recente “diffida del Codacons all’Istituto superiore di sanità in base a rilevazioni discordanti e contrastanti sulla valutazione dell’olio di palma e l’invito della stessa associazione all’Istituto superiore di sanità, all’EFSA e al Ministero della salute, a stimolare una sospensione della campagna pubblicitaria sino a quando non verranno forniti chiarimenti, con certificazione dei criteri di valutazione di sicurezza, e venga redatto un nuovo parere, aggiornato all’anno corrente, che faccia immediatamente chiarezza sulla vicenda”.

La premessa dell’interrogazione parlamentare evoca nel finale la posizione favorevole all’olio di palma assunta dal viceministro delle politiche agricole, Andrea Olivero, durante il convegno organizzato a Milano il 27 ottobre 2016 dalla Ferrero sulla questione “olio di palma”, di cui il rappresentante del Governo che, fattosi paladino dell’alimento oggetto di dibattito, “in tale sede ha espresso una contrarietà alla campagna contro l’olio di palma definita di demonizzazione, volta, tra l’altro, a favorire questo o quel Paese” (quali?).

Finalmente la domanda rivolta all’Esecutivo:

  • quali risposte il Governo intenda dare all’istanza del Codacons2 di cui in premessa;

  • quale sia la posizione del Governo rispetto alle dichiarazioni del vice-Ministro Olivero;

  • e quali iniziative intenda intraprendere per avviare una valutazione scientifica nazionale sull’olio di palma, ai fini della tutela della salute e dell’ambiente”.

Ovviamente il designato a rispondere, il Ministro della Salute, se e quando risponderà, potrà – forse – disattendere il parere del MIPAF, espresso dal suo vice Ministro.

Bruno Nobile

Note

2 Il Codacons – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – è una delle associazioni consumeristiche maggiormente rappresentative sul piano nazionale per il volume di attività prodotto, es fa parte di numerose Commissioni consultive della Pubblica Amministrazione.

Comments are closed