Biologico, d.lgs. 20/18. Controlli, certificazioni e sanzioni

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Biologico, aggiornamento delle norme italiane su controllicertificazioni e sanzioni. Breve analisi a seguire.

Biologico, il d.lgs. 20/18. Introduzione 

Il d.lgs. 21.3.18 n. 20 reca ‘Disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica.’ (1)

Il decreto legislativo si articola in tre parti:

1) principi generali,

2) disposizioni per l’armonizzazione, la razionalizzazione e la regolazione del sistema di controlli e certificazione delle attività inerenti i prodotti ottenuti secondo il metodo di agricoltura biologica,

3) regime sanzionatorio. 

Obblighi degli operatori e inadempienze 

Gli operatori devono notificare l’avvio della loro attività e assoggettarla al sistema di controllo, prima di immettere sul mercato prodotti presentati come biologici o in conversione al biologico. 

Al fine di acquisire e mantenere lo status di certificazione, essi devono altresì:

a) redigere e aggiornare un documento recante la descrizione completa dell’attività, del sito e dell’unità produttiva,

b) redigere e aggiornare il documento ove sono descritte le misure idonee a garantire (a livello di unità, sito e attività) il rispetto delle norme di produzione biologica e prevenire i rischi di contaminazione,

c) eseguire le misure adottate dall’organismo di controllo, anche se successive al recesso o all’esclusione dell’operatore per fatti anteriori all’esclusione o al recesso,

d) in caso di soppressione delle indicazioni ‘bio’, informare per iscritto gli acquirenti del prodotto circa l’avvenuta soppressione delle indicazioni dalle produzioni,

e) astenersi dal presentare nuova domanda di notifica, in caso di esclusione, nei due anni successivi all’adozione della misura di esclusione (fatti salvi i soli casi di esclusione per morosità),

f) annotare tutte le operazioni che attengono a produzione e commercializzazione dei prodotti biologici, o in conversione. Su  registri appositi o, in alternativa, su registri già utilizzati in adempimento di altre prescrizioni normative (purché essi contengano le informazioni previste dalla normativa UE e nazionale per il settore biologico),

g) adottare un sistema che consenta la rintracciabilità e tracciabilità dei prodotti biologici in tutte le fasi di produzione, preparazione e distribuzione, (2)

h) comunicare preventivamente all’organismo di controllo le modalità di tenuta dei registri contabili e di quelli relativi alla tracciabilità,

i) mettere a disposizione i registri di cui alla precedente lettera ‘f’ all’organismo di controllo ed alle autorità di cui all’articolo 3;

l) comunicare periodicamente all’organismo di controllo la natura e la quantità di prodotto biologico, o in conversione, immesso sul mercato, 

m) comunicare tempestivamente all’organismo di controllo i reclami ricevuti dai clienti,

n) comunicare tempestivamente all’organismo di controllo l’esito dei controlli svolti dalle autorità competenti, in caso di contestazioni di non conformità.

I documenti di cui alle precedenti lettere ‘a’ e ‘b’ sono formalizzati in un elaborato tecnico redatto ai sensi del reg. CE 889/08, articolo 63 (piano di gestione dei prodotti biologici o relazione tecnica).

L’accertamento di inadempienze può comportare le conseguenze di cui a seguire, a carico degli operatori:

A) Infrazione. L’Organismo di Controllo (OdC) può applicare la sospensione della certificazione, per una o più attività, ovvero l’esclusione dell’operatore dal sistema di controllo. La sospensione comporta il divieto per l’operatore di commercializzare i prodotti con indicazioni riferite al metodo di produzione biologica. L’esclusione si traduce invece nel ritiro della certificazione e la cancellazione del nome dell’operatore dall’elenco degli operatori biologici.

B) Irregolarità. L’OdC – previa diffida, in caso di irregolarità sanabili – può provvedere alla soppressione delle indicazioni biologiche, in proporzione all’importanza del requisito violato e alla natura e alle circostanze particolari delle attività irregolari. La soppressione comporta il divieto per l’operatore di riportare le indicazioni relative al metodo di produzione biologica, in etichettatura e pubblicità dell’intera partita o dell’intero ciclo di produzione ove è stata riscontrata l’irregolarità.

C) Inosservanza. L’OdC in tale caso procede a una diffida scritta, con invito dell’operatore a correggere la non conformità in tempi definiti e predisporre le opportune azioni correttive affinché essa non si ripeta. Nel caso di mancata ottemperanza alla diffida, l’OdC reitera una diffida definitiva scritta, assegnando un termine per l’adempimento. Con l’avvertenza che, in caso di omesso adeguamento, è applicata la soppressione delle indicazioni biologiche.

Sanzioni a carico degli operatori

Si configurano due categorie di violazioni, e le sanzioni che ad esse corrispondono. In relazione a:

A) designazione, presentazione e uso commerciale del logo biologico e delle relative diciture (art. 10),

B) metodo di produzione e dunque gestione del sistema (art. 11).

A) Sanzioni relative al modello comunicativo

Salvo che il fatto costituisca reato, si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie di cui in seguito.

- Impiego di diciture, termini o simboli tali da indurre in errore il consumatore sulla conformità del prodotto o dei suoi ingredienti alle regole UE (in etichetta, marchi commerciali, e più in generale l’informazione ai consumatori, anche tramite internet o sui documenti di accompagnamento), sanzione da € 7.000 euro a 18.000.

Utilizzo irregolare di diciture relative alla produzione biologica (in etichettatura, presentazione e pubblicità, ovvero sui documenti commerciali, pena da 1.000 euro a 3.000 euro.

Ricorso non conforme al logo ‘bio’ UE (in etichetta, presentazione e pubblicità dei prodotti), sanzione da € 600 euro a 1.800.

B) Sanzioni relative al modello organizzativo

Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui a seguire sono altresì irrogate con riserva di applicazione della legge penale. 

Gli operatori esclusi o receduti dal sistema di controllo che non provvedano a ritirare le merci o a comunicare ai propri clienti la soppressione dei requisiti ‘bio’ nei tempi previsti dalla normativa europea e nazionale sono soggetti a una pena da 10.000 a 20.000 euro.

Chiunque non consenta o impedisca le verifiche dell’OdC è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 euro a 18.000 euro.

Il destinatario di un provvedimento definitivo di sospensione della certificazione biologica (al di fuori del solo caso sospensione causata da morosità) è punito con la sanzione da 6.000 a 18.000 euro.

Il destinatario di un provvedimento definitivo di esclusione dal sistema biologico (con esclusione della sola ipotesi di morosità) soggiace alla pena da 10.000 a 30.000 euro.

Donato Ferrucci e Dario Dongo

Note

(1) In GU 21.3.18, Serie generale, n. 67

(2) Ai sensi del reg. CE 178/02, articolo 18

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