Bottarga, tariffa doganale ed etichettatura

bottarga grattugiata e a fette

La bottarga di muggine e quella di tonno sono iscritte tra i 193 Prodotti Alimentari Tipici (PAT), nel registro pubblicato dalla Regione Sardegna, Assessorato dell’Agricoltura e della riforma agro-pastorale, ai sensi del d.lgs. 173/98 e del D.M. 350/99.

I processi di lavorazione, accuratamente descritti in bibliografia, si distinguono rispetto ad altre preparazioni a base di uova di pesce per le fasi di salatura, pressatura e stagionatura. Le quali caratterizzano, appunto, tali prodotti.

Su tali premesse, entrambi i tipi di bottarga sono da sempre classificati nell’ambito delle semiconserve, perciò esentati dai requisiti specifici di etichettatura che il reg. UE 1379/13 (c.d. OCM pesca e acquacoltura) ha introdotto su alcuni prodotti ittici e di acquacoltura. (1)

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, a seguito di recenti dibattiti, ha pubblicato in data 22.12.17 una circolare atta a chiarire come la bottarga sia esclusa dalle categorie di prodotti soggetti agli oneri specifici di etichettatura previsti dall’OCM pesca. (2)

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a sua volta interpellata sull’argomento, in data 1.2.18 ha confermato la correttezza dell’inquadramento della bottarga nella voce NC 1604 del Regolamento (UE) n. 1925/2017 della Commissione, che modifica l’allegato I del Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune.

In proposito, tenuto conto di quanto stabilito nel suddetto Regolamento nonché delle Note Esplicative al Sistema Armonizzato relativamente al prodotto in questione, si ritiene che il prodotto alimentare denominato Bottarga che si contraddistingue per essere ottenuto dalla sacca ovarica di taluni pesci, cefalo e tonno più tradizionalmente, che viene estratta dal pesce femmina e facendo attenzione a non romperla, è lavata per eliminarne le impurità e poi sottoposta a salatura (ricoperta con sale marino, avendo cura di rivoltare quotidianamente le sacche e di sostituire periodicamente il sale), pressatura e stagionatura”, rientri nella voce 1604 e classificabile alla sottovoce 16043200 – Succedanei del caviale.’ 

La FAO (Food and Agriculture Organization) e la FDA (Food & Drug Administration, USA) a loro volta inquadrano la bottarga tra le preparazioni alimentari classificabili come Sostituti del caviale.

Alla luce di quanto sopra, appare lecito affermare senza ombra di dubbio che la bottarga sia soggetta al solo regime generale di etichettatura degli alimenti di cui al regolamento UE 1169/11, c.d. Food Information Regulation. Escludendosi, viceversa, ogni ipotesi di soggezione ai requisiti supplementari di etichettatura e tracciabilità previsti dal regolamento UE 1379/13.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. reg. UE 1379/13, Allegato I, lettere ‘a’, ‘b’, ‘c’, ‘e’. Si veda al proposito il precedente articolo, pubblicato su https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/etichette-prodotti-ittici-e-bottarga-risponde-l-avvocato-dario-dongo

(2) V. Circolare MiPAAF 22.12.17, ‘sugli adempimenti in materia di etichettatura della bottarga. Chiarimenti sull’ambito di applicazione dell’art. 35 del Reg.(UE) 1379/2013 e del Reg.(UE) 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori

(3) Agenzia Dogane e Monopoli, Direzione Centrale Legislazione e Procedure Doganali, Ufficio Tariffa Doganale, dazi e regimi dei prodotti agricoli, ‘Richiesta chiarimenti in merito alla classificazione del prodotto denominato bottarga’, 1.2.18, Prot. 13076\RU

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