Acciughe, bisogna specificare ‘pesce’? Risponde l’avvocato Dario Dongo

acciughe

Caro Dario buongiorno,

Ti sottopongo il caso di una confezione di ‘acciughe sott’olio’ il cui nome viene riportato in etichetta sia nella denominazione di vendita, sia nell’elenco degli ingredienti.

Un funzionario addetto ai controlli ufficiali ha ammonito informalmente l’operatore circa l’obbligo di precisare ‘pesce’, dopo il nome della specie, nella lista ingredienti.

È stata ipotizzato, altrimenti, il rischio di un’eventuale azione correttiva. Lieto di conoscere la Tua opinione al riguardo, Ti ringrazio come sempre

Emanuele


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Emanuele buongiorno,

già nelle prime linee guida sull’applicazione della ‘direttiva allergeni’ (dir. 2003/89/CE) la Commissione europea – in accordo con gli Stati membri, allora riuniti in SCOFACH (Standing Committee for the Food Chain and Animal Health) – aveva chiarito che il nome generico dell’allergene non deve venire precisato allorché la sua identità e/o presenza sia di facile comprensione, nella denominazione specifica dell’alimento, al consumatore medio. (1) Insistemmo molto su tale aspetto, in rappresentanza dell’industria italiana ed europea, portando gli esempi di yogurt, burro, panna (oltre a orzo solubile, cereali in fiocchi, etc.).

Reg. UE 1169/11, ipotesi di omissione del nome dell’allergene qualora evidente nella denominazione dell’alimento

Il reg. UE 1169/11, c.d. Food Information Regulation, riprende il concetto sopra esposto all’articolo 21 (Etichettatura di alcune sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze).

Nei casi in cui la denominazione dell’alimento fa chiaramente riferimento alla sostanza o al prodotto in questione, le indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera c) [evidenziazione degli allergeni di cui in Allegato II al reg. UE 1169/11, ndr] non sono richieste’. (2)

Denominazione dell’alimento e obbligo di precisazione del nome generico dell’allergene

L’unica ipotesi nella quale è obbligatorio a precisare la natura del prodotto è quella in cui la sua denominazione (sia essa legale o usuale) non risulti di immediata comprensione per i consumatori sul mercato ove l’alimento è commercializzato.

È il caso, ad esempio, di un raschera commercializzato in una Regione diversa dal Piemonte. Il nome usuale di tale formaggio è infatti poco noto al di fuori del Piemonte, sebbene i consumatori potrebbero intuirne la natura, per l’apparenza e la collocazione in prossimità di altri caci nel banco frigo del supermercato.

Nell’esempio citato, è doveroso inserire in etichetta una denominazione descrittiva che al contempo assolve l’obbligo di informazione specifica sulla presenza dell’allergene, la quale è implicita nella parola ‘formaggio’ (senza bisogno di specificare ‘latte’, ai sensi del reg. UE 1169/11, articolo 21.1).

Acciughe’ o ‘acciughe (pesce)’?

Nel caso dei prodotti ittici, la precisazione ‘pesce’ può risultare opportuna nel caso di alimenti trasformati che contengano pesci negletti, cioè specie sottoutilizzate, non comuni. Quale potrebbe essere un alimento ready-to-eat a base di melù o busbana bruna.

Le acciughe o alici, le sarde, il tonno e lo sgombro, polpi e moscardini, seppie e calamari sono invece specie ittiche molto diffuse. Non si configura pertanto il rischio che alcun consumatore medio possa confondere la effettiva natura del prodotto. Né di conseguenza l’obbligo di precisare che si tratta di pesci.

Fish sounding? Rischio escluso

Il rischio di fish sounding è del resto escluso, poiché l’OCM pesca (reg. UE 1379/13) e il suo regolamento di attuazione (reg. UE 1420/13) offrono una disciplina specifica delle varie denominazioni commerciali. La tutela del pesce autentico rispetto alle sue imitazioni di diversa natura è dunque tutelata al pari del latte e derivati, in quel caso rispetto al rischio di milk o cheese sounding. (3)

Un caro saluto e a presto

Dario

(1) V. Comunicazione della Commissione 13.7.17, riguardante la fornitura di informazioni su sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze figuranti nell’allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52017XC1213%2801%29

(2) Reg. UE 1169/11, articolo 21.1, ultimo capoverso. Sulla denominazione dell’alimento v. precedente articolo https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/denominazione-dell-alimento_1

(3) ECJ, sentenza 14.6.17. V. https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/cheese-sounding-la-corte-di-giustizia-ue-conferma-il-divieto

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