Codici di lotto sulla bolla di trasporto? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Gentile avvocato Dongo,
un’autorità di controllo ha prescritto all’esercizio della grande distribuzione per cui lavoro di fare inserire dai propri fornitori i codici di lotto sulla bolla di trasporto, per la rintracciabilità.
Per ora ci è stato dato solo un avvertimento informale, ma prima di cambiare le procedure interne e le relazioni con i fornitori vorrei conoscere il Suo parere al riguardo.
Molte grazie

Patrizia


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Cara Patrizia buongiorno,

il regolamento CE 178/02, c.d. General Food Law, prescrive a ogni operatore delle filiere agroalimentare e mangimistica il dovere di registrare le informazioni di base relative a ogni consegna – in ingresso come in uscita – di alimenti, mangimi, loro ingredienti e sostanze destinate a entrare a farvi parte (articolo 18). Tale obbligo è stato successivamente esteso a materiali e oggetti destinati a entrare a contatto con gli alimenti, attraverso il regolamento CE 1935/04.

La rintracciabilità prescritta in relazione alla generalità dei prodotti si qualifica come una ‘obbligazione di risultato’, poiché ciascun operatore deve essere in grado di comunicare alle autorità di controllo le notizie essenziali in merito a:

– quali merci sono state ricevute in quale data,

– quali merci sono state consegnate in quale data.

Il reg. CE 178/02, viceversa, non definisce:
– né i mezzi a cui si debba ricorrere per procedere alla registrazione dei flussi materiali. I quali possono così variare, dalla semplice conservazione dei documenti contabili e di trasporto, file Excel, Access o Pdf, fino a ERP quali AS400 o SAP,
– né il livello di dettaglio delle informazioni da registrare.

Ciascun operatore – in ragione della complessità della propria organizzazione e di altri elementi (1) – può quindi liberamente decidere se registrare, ad esempio, la consegna (come è prassi sui prodotti sfusi), piuttosto che la descrizione più o meno accurata dei beni e il numero delle unità di vendita, o addirittura i singoli lotti di prodotti consegnati.

È facoltativa, di conseguenza, anche la c.d. rintracciabilità interna.

Prescrizioni ulteriori sono previste soltanto per la generalità degli alimenti di origine animale (non anche i c.d. alimenti composti) e singole categorie di prodotti oggetto di apposite normative verticali. (2) Fatta salva l’opportunità di mettere a punto, su base volontaria, sistemi di tracciabilità più avanzati.

Alla luce di quanto sopra, la ipotetica prescrizione di inserire i codici di lotto sulla generalità dei prodotti alimentari sul documento di trasporto (DDT), c.d. bolla di consegna, risulta del tutto priva di fondamento giuridico.

Cordialmente

Dario

Note

(1) Es. complessità ed estensione territoriale della filiera, rischiosità intrinseca della categoria di alimento, valutazione complessiva del rischio di sicurezza alimentare

(2) Cfr. reg. UE 931/11, relativo ai requisiti di rintracciabilità fissati dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio per gli alimenti di origine animale.

Si ricorda inoltre che il reg. UE 1169/11 prescrive di riportare sull’imballo esterno nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore, denominazione dell’alimento, quantità netta, TMC o data di scadenza, condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego ove applicabili. Si veda https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/notizie-obbligatorie-sull-imballo-esterno-questioni-plastica-trasparente-ed-export

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