Fesa tacchino con acqua aggiunta? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Egregio Avvocato Dongo,

Leggo sempre con interesse i Suoi articoli sulle etichette alimentari e vorrei un Suo commento su questa “fesa di tacchino” congelata di cui allego fotografia. Non mi sono molto chiare la lista degli ingredienti, la presenza dell’acqua, gli allergeni…

Molte grazie

Maria Chiara


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Gentile Maria Chiara,

l’etichetta in esame presenta in effetti una serie di gravi criticità, qui di seguito evidenziate.

Nome dell’alimento. Il prodotto viene presentato con il nome commerciale ‘fesa di tacchino metà p’, in caratteri cubitali. La denominazione legale dell’alimento – riferita in caratteri microscopici, al confronto – riferisce invece a ‘preparazione di carne con acqua aggiunta, congelata’. (1) Il richiamo al taglio anatomico è del tutto ingannevole, poiché poi la ’fesa di tacchino’ è solo uno degli ingredienti (se pure, quello primario) di un prodotto di tutt’altra natura.

Si tratta invero di un prodotto composto, ultraprocessato, con aggiunta di fibre e proteine vegetali, nonché di fecola di patate e destrosio. La sua presentazione come ‘fesa di tacchino’ costituisce dunque, ad avviso di chi scrive, una fattispecie di vendita di aliud pro alio. Degna di considerazione anche da parte della Procura della Repubblica, quale ipotesi di frode in commercio che innesca tra l’altro la responsabilità amministrativa dell’ente. (2)

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Lista ingredienti. La ‘fecola di patata’ è un ingrediente composto. Ciò comporta il dovere di specificare i suoi componenti, tra parentesi, subito dopo la sua citazione nell’elenco degli ingredienti. Con evidenza grafica alle parole chiave di eventuali ingredienti allergenici come il latte, che viene talora impiegato nella preparazione della fecola.

Allergeni. L’indicazione ‘Prodotto in uno stabilimento ove si utilizzano anche…’ è fuorilegge, del tutto inidonea a esprimere alcuna caratteristica del prodotto in quanto appunto riferita a un impianto produttivo. (3) L’informazione obbligatoria in etichetta deve invece venire sempre riferita al prodotto. Qualora l’operatore – a seguito di scrupolosa applicazione di buone prassi igieniche e HACCP – non sia in grado di escludere ipotesi di contaminazione accidentale del prodotto, deve invece usare la dicitura ‘Può contenere…’. Seguita dalla precisa indicazione dei singoli allergeni, senza riferire a categorie non previste in Allegato II al reg. UE 1169/11 (es. frutta con guscio, glutine).

Responsabilità concorrente del distributore. Le autorità di controllo dovranno inoltre considerare la responsabilità concorrente degli operatori della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e/o dei grossisti e distributori che forniscano tale prodotto al food service (ristoranti, mense e tavole calde, etc.).

Cordialmente

Dario

Note

(1) Sulla denominazione dell’alimento, si veda il reg. UE 1169/11, articolo 17 e All. VI. Si richiama anche il precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/denominazione-dell-alimento. Per una sintesi delle regole su lista degli ingredienti e calcolo dell’acqua contenuta nell’alimento, si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/lista-ingredienti-abc

(2) Cfr. codice penale, articolo 515, e d.lgs. 231/01. A tale riguardo, si veda il precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/responsabilità-amministrativa-d-impresa-nella-filiera-alimentare

(3) Si veda https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/allergeni-informazione-b2b-risponde-l-avvocato-dario-dongo

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