Meno olio nelle conserve? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Caro Dario buongiorno,

la R&D del nostro gruppo sta lavorando alla riduzione delle quantità di olio nelle conserve, privilegiando l’extravergine d’oliva rispetto ad altri (oliva raffinato, girasole, semi). 

Ho consultato i Tuoi articoli sui claim nutrizionali comparativi relativi ai grassi e al sale e vorrei capire come ci si può muovere per evidenziare la riduzione delle quantità dell’ingrediente olio, al di fuori del campo di applicazione del regolamento (CE) n. 1924/06 (Nutrition & Health Claims).

Molte grazie

Gabriella


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Cara Gabriella buongiorno,

ogni tipo di pubblicità comparativa, secondo regole generali e specifiche, deve basarsi sulla precisa identificazione di un termine di paragone. Nel caso che ci occupa, il confronto deve venire riferito alla media dei prodotti più venduti sul territorio nazionale, con riguardo alla categoria merceologica di riferimento (a prescindere dai formati delle confezioni). 

L’analisi di mercato può basarsi sui rapporti aggiornati di Nielsen, Symphony IRI o altri istituti di ricerca. Una volta identificate le referenze più vendute sul mercato nazionale, si può procedere alla verifica delle quantità di olio presenti in ciascuna di esse. Mediante esame delle etichette, laddove le quantità siano ivi riportate, altrimenti attraverso analisi di laboratorio. 

I criteri adottati per l’analisi comparativa – indagine di mercato, esame dei prodotti identificati, elaborazione di una media utilizzata quale termine di paragone – dovranno venire esposti nel dettaglio sul sito web aziendale. Al quale va fatto esplicito richiamo in etichetta e pubblicità del prodotto recante claim comparativo.

Va annotato che molti operatori evidenziano la presenza (e così anche la quantità) di olio extravergine d’oliva proprio per promuovere la qualità delle conserve così realizzate rispetto ad altre ove il prodotto è immerso in oli di minor valore. 

Laddove si intenda esprimere il concetto ulteriore di ‘meno olio extravergine d’oliva’ e ‘più... (prodotto)’, in alternativa a una comparazione si può quindi utilizzare un messaggio del tipo ‘con un filo di olio extravergine d’oliva’. Se il processo di produzione a sua volta presenta caratteristiche distintive, è senz’altro utile descriverlo con una narrativa chiara e trasparente, che il consumatore saprà ben apprezzare. (1)

Buona giornata 

Dario

Note

(1) Su chiarezza e trasparenza dell’informazione al consumatore, al di là dei criteri indicati dal reg. UE 1169/11 (articoli 7 e 36) è utile richiamare la rassegna delle pronunce dell’AGCM (c.d. Antitrust). Si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/antitrust-rassegna-alimentare

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