Pasticceria decongelata? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Buongiorno avvocato Dongo,

Ho una domanda da farTi. Sappiamo che al ristorante esiste l’obbligo di indicare nella carta del menù l’origine congelata degli alimenti, ma una pasticceria che vende al dettaglio, che prepara, cuoce congela e conserva a -18 gradi Celsius, non dovrebbe parallelamente informare i clienti che stanno acquistando mignon torte o creme congelate in origine?

Esiste un riferimento normativo? Non mi sembra corretto che un consumatore acquisti una torta pensando sia fresca quando invece è stata congelata un mese prima e poi riportata a temperatura positiva.

Grazie

Maria


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Cara Maria,

le regole europee in tema di informazione al consumatore sui prodotti alimentari prescrivono di indicare, accanto alla denominazione dell’alimento, lo stato fisico in cui esso si trova. Ogni qualvolta in cui il consumatore possa altrimenti venire indotto in errore al riguardo. (1)

La denominazione dell’alimento comprende o è accompagnata da un’indicazione dello stato fisico nel quale si trova il prodotto o dello specifico trattamento che esso ha subito (ad esempio «in polvere», «ricongelato», «liofilizzato», «surgelato», «concentrato», «affumicato»), nel caso in cui l’omissione di tale informazione potrebbe indurre in errore l’acquirente.’

Il regolamento UE 1169/11, c.d. FIR (‘Food Information Regulation’) ha aggiunto alla prescrizione anzidetta l’obbligo di precisare l’eventuale derivazione del prodotto alimentare preimballato da congelato.

Nel caso di alimenti che sono stati congelati prima della vendita e sono venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione «decongelato».

Le deroghe introdotte dalla nuova norma, tuttavia, valgono quasi a superarne l’ambito operativo. Al punto da comportarne la disapplicazione, di fatto, nella gran parte dei casi che si possano prefigurare.

Tale obbligo non si applica:

a) agli ingredienti presenti nel prodotto finale;

b) agli alimenti per i quali il congelamento costituisce una fase tecnologicamente necessaria del processo di produzione;

c) agli alimenti sui quali lo scongelamento non produce effetti negativi in termini di sicurezza o qualità.’ (2)

Gli alimenti venduti sfusi o preincartati, peraltro, soggiacciono alla legislazione nazionale concorrente. In Italia, al decreto legislativo 231/17 cui ho di recente dedicato un eBook gratuito, ‘1169 pene. Notizie sui cibi, controlli e sanzioni.

Il d.lgs. 231/17, all’articolo 19 (vendita di prodotti non preimballati), dispone l’obbligo di indicare sul cartello di vendita alcune notizie essenziali designare l’alimento come «decongelato», alle condizioni ‘di cui all’Allegato VI, punto 2, del regolamento, fatti salvi i casi di deroga previsti.’ (4)

I prodotti di pasticceria decongelati, a mio avviso, devono perciò venire presentati con l’apposita dicitura ‘decongelato’. Tale indicazione deve figurare sul cartello d’informazione a essi relativo, ‘da tenere bene in vista… in prossimità dei banchi di esposizione dei prodotti stessi‘. (5)

Non si ritiene viceversa applicabile la deroga accordata a prodotti il cui ‘scongelamento non produce effetti negativi in termini di sicurezza o qualità’. (6) Poiché è invece evidente, come da Te correttamente evidenziato, la differenza sostanziale – in termini di valore percepito dal consumatore, oltreché effettivo – tra un prodotto di pasticceria fresco e uno preparato alcune settimane prima. (7)

Dario

Note

(1) Come già stabilito dalla previgente ‘direttiva etichettatura’. V. dir. 2000/13/CE e successive modifiche

(2) Cfr. reg. UE 1169/11, articolo 17 e Allegato VI, Parte A

(3) Llista ingredienti (con evidenza di quelli allergenici), modalità di conservazione per i prodotti alimentari rapidamente deperibili, data di scadenza sulle sole paste fresche (anche con ripieno), titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande con tenore di alcol superiore a 1,2% in volume, percentuale di glassatura (tara) dei prodotti congelati glassati

(4) V. d.lgs. 231/17, articolo 19.2.g

(5) Cfr. d.lgs. 231/17, articolo 19.3

(6) V. reg. UE 1169/11, Allegato VI.A.1.c

(7) Ulteriori considerazioni andrebbero pur fatte sulla registrazione dei processi di lavorazione e tracciabilità dei relativi prodotti

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