Regolatore di umidità vicino all’osso per cani? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Gentile Avvocato,

ho avviato l’importazione di uno snack per cani, un osso di pelle bovina da 200g confezionato in una busta di plastica trasparente. All’interno della busta si trova anche una bustina di color alluminio che contiene ossido di ferro, un regolatore di umidità con funzione antimuffa. Sulla bustina alluminata è precisato “Rimuovere prima dell’utilizzo. Non ingerire”.

Le autorità però si sono rifiutate di sdoganare il prodotto e mi hanno imposto di ri-etichettare le buste di plastica trasparenti, scrivendo “rimuovere la bustina di deossidante prima dell’utilizzo”. Non è valso a nulla esibire i certificati che attestavano la natura dell’ossido di ferro, del tutto privo di qualsiasi tossicità.

Il funzionario ha motivato la sua prescrizione con il “principio di precauzione” e ha anche prospettato l’applicazione delle regole sui MOCA. Le chiedo di fornirmi una delucidazione in merito, ringraziandola anticipatamente per il suo riscontro.

(lettera firmata)


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Il provvedimento adottato dall’autorità di controllo, sulla base delle informazioni ricevute, appare del tutto privo di fondamento giuridico. Per due essenziali ragioni:

1) l’ossido di ferro è una sostanza notoriamente innocua. L’impiego della polvere rossastra del celebre minerale, addirittura, è ammesso in entrambi i settori alimentare e mangimistico:

- nell’alimentare, l’additivo E1 è comunemente utilizzato con funzione colorante (e così autorizzato dal reg. UE 1129/11),

- nei mangimi, tale sostanza è a sua volta ammessa (ai sensi della dir. 70/524/CE),

2) l’etichettatura dei mangimi, nel cui ambito anche il pet food si inquadra, è priva di norme specifiche applicabili alla fattispecie,

3) il principio di precauzione può giustificare l’adozione di misure prudenziali (di tipo prescrittivo o inibitorio), in via transitoria, al ricorrere di due condizioni:

- esistenza o fondato timore (sulla base di elementi indiziari concreti) di una situazione di rischio,

- incertezza scientifica o ‘vacuum legis’.

Nel caso in esame tuttavia, non ricorre alcuna delle condizioni dette. (1)

Ben diverso sarebbe il caso in cui il produttore avesse deciso di impiegare, quale regolatore d’umidità, gel di silicio ovvero miscele chimiche potenzialmente pericolose. (2) In tale ipotesi l’autorità avrebbe potuto legittimamente prescrivere un apposito ‘warning’ sull’imballo esterno della confezione. Al preciso scopo di ammonire il consumatore in via preventiva rispetto al potenziale pericolo per la salute dell’animale, in ipotesi di suo contatto con tali sostanze a seguito di rottura del sacchetto che le contiene.

La paventata applicazione della normativa sui MOCA induce infine a riflettere sulla buona fede del funzionario. Atteso che tale normativa, come lo stesso acronimo indica, è riferita ai Materiali e Oggetti destinati al Contatto con gli Alimenti. (3) Ed è utile evidenziare come il funzionario pubblico, nel disapplicare le regole e arrecare ingiusto danno (ivi compresi ingiustificati oneri di ri-etichettatura), a Lei o ad altri, si esponga a una gravissima responsabilità.

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento (…) intenzionalmente (…) arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità’. (4)

Dario Dongo

Note

(1) Per approfondimenti sul tema, si fa richiamo all’ebook gratuito ‘Sicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-norme-volontarie-libro-dario-dongo/

(2) Le normative europee di essenziale riferimento per le sostanze chimiche pericolose sono:

- reg. CE 1272/08, ‘relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele’ e

- reg. UE 649/12, ‘sull’esportazione e importazione di sostanze chimiche pericolose’.

Gli alimenti e mangimi, loro ingredienti e additivi sono peraltro esclusi dal campo di applicazione di entrambi i regolamenti

(3) Cfr. reg. CE 1935/05 e successive modifiche

(4) Cfr. codice penale, articolo 323 (Abuso d’ufficio)

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