Fipronil nelle uova

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Fipronil, uova strapazzate nei comunicati del Ministero della Salute

La frode alimentare che ha condotto alla contaminazione da Fipronil di uova e relativi ovoprodotti, come si è visto, è originata in Olanda ed è stata gestita in contrasto con le regole europee.

Le autorità olandesi e quelle belghe hanno dolosamente ritardato di un mese la doverosa informazione dell’esecutivo di Bruxelles – che ha primaria competenza nel coordinamento del ‘food crisis management’ transnazionale – e dei membri nazionali della rete europea per la gestione del rischio di sicurezza alimentare.

Fipronil, i ritardi dell’Esecutivo UE

La Commissione europea ha sottovalutato una crisi che ha compromesso la fiducia dei consumatori in almeno 15 Paesi membri. Al punto di convocare una riunione solo il 26 settembre 2017, oltre due mesi dopo la ricezione della notizia. Con un ritardo inammissibile, a maggior ragione in quanto non si è proceduto a una compiuta analisi del rischio per la salute dei milioni di consumatori coinvolti, tra i quali inevitabilmente figurano categorie vulnerabili come i bambini.

Il Ministero della Salute italiano – che sempre ci premuriamo di lodare per la straordinaria efficacia dei sistemi nazionali di controllo ufficiale sulle filiere alimentare e zootecnica – non sembra peraltro avere gestito la comunicazione sul caso Fipronil in modo consono. Le uova contaminate dall’antiparassitario, a quanto pare, non dovrebbero avere raggiunto il nostro territorio. Al di fuori di una sola partita, che risulta essere stata sequestrata prima di raggiungere il livello dei consumatori finali.

In apparenza, il comunicato stampa pubblicato l’11 agosto 2017 dal Ministero della Salute appare dunque corretto, nel rassicurare i consumatori italiani in merito all’assenza di rischi. A ben vedere però, ci si trova in una situazione di crisi pan-europea nella quale si ha già notizia di triangolazione internazionale e fraudolenta della sostanza che ne costituisce causa. Di conseguenza, non è dato escludere completamente l’avvenuto impiego di Fipronil – anche inconsapevole – da parte di agricoltori e allevatori italiani.

Il Ministero della Salute ha perciò stabilito un piano di campionamenti e analisi (1) su 575 centri di imballaggio uova, 36 stabilimenti di trasformazione (ovoprodotti), carni di pollame (in particolare, di galline ovaiole) e prodotti composto di trasformazione delle uova (es. maionese, prodotti da forno, pasta fresca all’uovo, etc.). Vedi ALLEGATO. Tale piano, inviato agli Assessorati alla Sanità di Regioni e Province autonome, oltreché agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), appare coerente alle notizie finora raccolte.

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Residuano alcuni margini di incertezza che si spera abbiano ricevuto idonea considerazione:

premesso che la presenza di Fipronil nelle uova è stata causata dall’impiego di sostanze quale il DEGA 16 addizionato illecitamente con il Fipronil (2) per il trattamento di disinfezione di allevamenti di galline ovaiole in Olanda, (3)

– come lo stesso Ministero riconosce, ‘non si può escludere che trattamenti analoghi possano essere avvenuti anche negli allevamenti italiani, atteso che le Autorità Belghe avevano inizialmente indicato che il prodotto DEGA 16 addizionato con il Fipronil sarebbe stato commercializzato anche in Italia, per smentire successivamente indicando che non ci sono evidenze di tale commercializzazione in Italia‘, (4)

– l’analisi della sostanza in questione non è immediata, in attesa di metodi accreditati e strumenti che ad oggi potrebbero essere nella sola disponibilità dell’IZS dell’Abruzzo e Molise. (5)

L’intempestiva trasmissione del piano di campionamento ai Servizi Veterinari delle Regioni e Province Autonome, alla vigilia del weekend di Ferragosto, potrà quindi valere a rinviare l’analisi del rischio – e la gestione di eventuali problemi – di alcuni giorni o settimane. Ma se qualcosa dovesse ‘andare storto’, la crisi potrebbe venire aggravata dalla smentita di un comunicato stampa trionfalistico nel quale l’Italia si chiamava fuori dalla frode mitteleuropea. Sarà meglio invece procedere a un’attendibile analisi del rischio per i consumatori – da condividere, ove possibile, con gli altri Stati membri – ed evitare di perdere altre preziose ore.

Dario Dongo

Note

(1) V. Allegata Nota Min. Sal. 11.8.17
(2) Il Fipronil è una sostanza biocida utilizzata come antiparassitario nei cani e gatti, ma non autorizzata negli animali in produzione alimentare
(3) A seguito dei trattamenti disinfestanti, ‘presumibilmente eseguiti nei capannoni prima dell’ingresso degli animali, il fipronil è rimasto nell’ambiente e nella lettiera comportando la contaminazione degli animali per ingestione‘ (cfr. Nota sub 1)
(4) V. Nota Min. Sal. 11.8.11
(5) Idem c.s.

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