Normativa anti spreco alimentare. Rassegna delle leggi regionali: aggiornamento.

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Normativa anti spreco alimentare, ecco una rassegna dei provvedimenti adottati da tutte le Regioni. Del tema abbiamo scritto più volte. Oltre a un’analisi della legge nazionale e della normativa europea in materia, con un focus sul caso francese, abbiamo pubblicato un anno fa una prima rassegna dei provvedimenti adottati dalle Regioni. Ecco un riepilogo del primo report e quello aggiornato a maggio 2017.

Normativa anti spreco alimentare, il bilancio al primo trimestre del 2016

È del 23 marzo 2016 la prima rassegna pubblicata da FARE – Food Agriculture Requirements delle leggi regionali, delle proposte normative in itinere o di Risoluzioni.

I provvedimenti, a seconda dei casi, contemplano i seguenti obiettivi:

– la lotta agli sprechi alimentari (Abruzzo),

– il contrasto al disagio sociale, mediante l’utilizzo di eccedenze alimentari e non (Basilicata),

– la promozione dell’attività di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari per contrastare la povertà e il disagio sociale (Calabria),

– interventi di riconversione delle eccedenze alimentari (Campania),

– la definizione di linee guida per il recupero, la distribuzione e l’utilizzo di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale (Emilia Romagna),

– le azioni per contrastare gli sprechi alimentari (Friuli Venezia Giulia),

– il recupero dei prodotti alimentari e non secondo il modello del last minute market (Lazio),

– la definizione di un ruolo, per la Regione, di regia strategica nella lotta agli sprechi alimentari (Liguria),

– la promozione dell’attività di recupero e distribuzione di prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale (Lombardia),

– la donazione di prodotti alimentari ancora commestibili ma non più commerciabili (Marche),

– la promozione d’interventi di recupero di prodotti alimentari prossimi alla scadenza (Piemonte),

– il contrasto allo spreco alimentare e il riutilizzo delle eccedenze (Puglia),

– il recupero e l’utilizzo degli sprechi alimentari (Sardegna),

– la redistribuzione delle eccedenze alimentari (Toscana),

– la promozione da parte della Regione d’iniziative contro lo spreco alimentare (Veneto).
In altre realtà regionali, come il Molise, sono stati avviati incontri-dibattiti per trattare il tema dello spreco alimentare, mentre in Umbria alcune forze politiche – a quel che è dato conoscere – avrebbero sollecitato l’approvazione di una legge, ovviamente regionale, sugli sprechi alimentari.

Normativa anti spreco alimentare, la rassegna regionale aggiornata a maggio 2017

Abruzzo. Rileva che nello Statuto della Regione, ripubblicato con modifiche il 10 gennaio 2017, è stato inserito  dall’art. 1, comma 1, della legge statutaria regionale 15 settembre 2015, n. 2 l’articolo 7-bis (“Diritto al cibo”) che recita testualmente: “1. La Regione promuove il diritto al cibo e a un’alimentazione adeguata, intesi come diritto ad avere un regolare, permanente e libero accesso a un cibo di qualità, sufficiente, sano e culturalmente appropriato, che garantisca il soddisfacimento mentale e fisico, individuale e collettivo, necessario a condurre una vita degna. 2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, la Regione contribuisce a favorire e determinare misure per il contrasto alla malnutrizione, sia nella forma di denutrizione sia di sovrappeso e obesità, per la lotta agli sprechi, in particolare alimentari, e ai cambiamenti climatici, quali aspetti fondamentali del diritto alla salute, anche nella sua specificazione di diritto a un ambiente sano e ne sostiene le attività d’informazione e sensibilizzazione”.

Basilicata. È del 10 febbraio 2016 la Deliberazione della Giunta, che, con riferimento alla legge regionale 11 agosto 2015, recante contrasto al disagio sociale, mediante l’utilizzo di eccedenze alimentari e non, ne ha approvato le Linee Guida attuative. Queste si prefiggono di definire gli orientamenti generali per la definizione delle azioni da porre in essere per raggiungere gli scopi previsti dalla richiamata legge regionale n. 26/2015.

Il sistema regionale di recupero delle eccedenze alimentari (piano) deve svilupparsi dal punto di vista del sistema coordinato di sviluppo orizzontale tra operatori, e sulla base della correlazione e della condivisione del maggior numero d’informazioni con riferimento ai soggetti beneficiari e donatori.

Calabria. È ancora in corso il procedimento legislativo della proposta di legge n. 27/X, d’iniziativa del consigliere regionale Nicolò, licenziata nella seduta del 16 gennaio 2016.

La Regione, nell’ambito delle politiche di solidarietà sociale e al fine di tutelare le fasce più deboli della popolazione, promuoverà l’attività di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari a favore delle persone in stato di povertà o di grave disagio sociale.

Per eccedenze alimentari: s’intendono i prodotti agro-alimentari invenduti e destinati all’eliminazione dal circuito alimentare, perfettamente commestibili; i prodotti agricoli non raccolti, perfettamente commestibili; i pasti non serviti dagli esercizi di ristorazione e di somministrazione collettiva, perfettamente commestibili; le derrate alimentari in perfetto stato di conservazione non idonee alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura o per motivi similari nonché per prossimità della data di scadenza, perfettamente commestibili.

Campania. Il 10 maggio 2017 è stata presentata una proposta di legge, da parte di consiglieri regionale del M5S, per prevenire, limitare e contrastare lo spreco alimentare in Campania. La proposta raccoglie le indicazioni della legge nazionale n. 166 del 19 agosto 2016 concernente la donazione e le distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale. Nel progetto normativo sono individuati e introdotti criteri premiali nei bandi rivolti ad imprese e servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera che garantiscono i più ridotti volumi di spreco alimentare e per quelle amministrazioni che aderiscano a questo nuovo modello. La Regione è chiamata a predisporre linee guida per le imprese e le attività commerciali, le associazioni e gli enti locali per la condivisione di buone pratiche per la riduzione degli sprechi anche con la stipulazione di accordi o protocolli per favorire comportamenti responsabili come la distribuzione a fine di giornata degli alimenti invenduti e l’uso da parte degli operatori della ristorazione di contenitori riutilizzabili realizzati in materiale  riciclabile, idonei a consentire ai clienti l’asporto dei propri avanzi di cibo. Si prevede altresì il recupero delle eccedenze alimentari, non idonee al consumo umano per il sostegno vitale di animali o per la produzione di compost di qualità attraverso l’auto compostaggio o il compostaggio di comunità con metodo aerobico.

Emilia-Romagna. Si segnala il comunicato stampa pubblicato nel portale della Regione, che informa sullo studio realizzato nell’ambito del Programma regionale d’intervento.

Si tratta di un’indagine dell’Unione Nazionale Consumatori dal titolo “Alimentazione: sai evitare gli sprechi?”. Nel documento sono contenuti dati sul cibo che finisce più di frequente nella spazzatura (in testa la verdura), sulla lista della spesa, considerata un buon metodo per risparmiare ed evitare lo spreco alimentare, sul comportamento dei consumatori riguardo alle offerte speciali, sul controllo della data di scadenza dei prodotti, su quelli andati a male, sul comportamento adottato sugli avanzi del pranzo o della cena.
Friuli-Venezia Giulia. Il 17 gennaio 2017 è stata presentata da cinque consiglieri regionali del M5S la proposta di legge n. 181, che si prefigge un primo adeguamento e prima applicazione operativa in ambito regionale delle disposizioni della legge nazionale 19 agosto 2016, n. 166 (Disposizioni concernenti la donazione e le distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi). La proposta di legge reca “Misure in materia di riduzione dello spreco alimentare e farmaceutica”.

Con tale provvedimento la Regione promuove misure ed interventi integrati volti a predisporre un sistema di strumenti conoscitivi ed operativi per il contrasto allo spreco alimentare e farmaceutico, al fine di:) ridurre l’impatto ambientale causato dai rifiuti alimentari e da farmaci scaduti attraverso il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze, in chiave di realizzazione di un’economia circolare che recuperi i beni non consumati e li ridistribuisca in un’ottica solidale; coordinare l’attività di tutti i portatori di interessi coinvolti nella distribuzione alimentare; promuovere la creazione e la diffusione di modelli di partenariato attraverso la promozione di accordi di collaborazione tra le aziende del settore alimentare e i soggetti donatari; coordinare l’attività di controllo delle diverse fasi di contrasto allo spreco, anche in collaborazione delle Aziende per l’assistenza sanitaria; promuovere l’utilizzo trasparente delle eccedenze recuperate anche tramite la loro tracciabilità; promuovere l’accesso ad una quantità di cibo sicuro, sano e nutriente, sufficiente a soddisfare le necessità alimentari personali.

In particolare quanto all’utilizzo di eccedenze alimentari, per sostenere le fasce di popolazione più povere o più esposte al rischio di impoverimento, la Regione promuove la diffusione di iniziative di recupero dei prodotti alimentari prossimi alla scadenza, al fine di ridurre lo spreco e di favorire lo sviluppo di una rete di solidarietà tra enti, imprese ed associazioni no profit.

Per le descritte finalità è consentita la cessione a titolo gratuito dei prodotti alimentari e le operazioni di raccolta, ritiro e distribuzione a domicilio o per il tramite di mense sono svolte sotto la responsabilità di chi effettua le attività medesime.

Dette iniziative sono adottate prioritariamente per i prodotti delle filiere agroalimentari regionali. Inoltre le Aziende per l’assistenza sanitaria regionali metteranno a disposizione dei soggetti donatari le risorse umane e strumentali per la formazione degli operatori in tema di Consiglio regionale in tema di mantenimento dei requisiti igienico-sanitari dei prodotti alimentari fino al momento della cessione.

Lazio. Si segnala la deliberazione della Giunta regionale del 4 agosto 2016, sul “Programma Generale delle iniziative a vantaggio dei consumatori di cui all’art. 148, comma 1 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 denominato: Regione Lazio per il cittadino consumatore”.

Il programma prevede una serie d’interventi, uno dei quali intitolato “Agricoltura di prossimità: la filiera corta, lo spreco alimentare, i mercati”.

Obiettivi: informazione e promozione del sistema agro-alimentare di qualità, delle filiere corte, attraverso il modello alimentare e culturale della tradizione del Lazio, nel rispetto del principio del processo produttivo etico e sostenibile; promozione dell’educazione al consumo nei confronti delle nuove generazioni, affrontando le tematiche legate alla lotta allo spreco alimentare, al recupero dei cibi non consumati nelle mense scolastiche e all’alimentazione sostenibile.

Liguria. Non si registrano novità rispetto alla situazione rilevata lo scorso 2016. È stato fatto osservare che la Regione dovrebbe assumere un ruolo di regia strategica nella lotta agli sprechi alimentari. La Liguria nella classifica delle Regioni, che gettano via cibo ancora commestibile, è seconda in Italia. Si veda il Rapporto 2016.

Lombardia. Va menzionata la legge regionale 6 novembre 2015, n. 34: legge di riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo. In particolare la Regione: sostiene e promuove politiche di contrasto alla povertà alimentare e assume quale obiettivo di lungo periodo la riduzione degli sprechi alimentari del cinquanta per cento entro il 2025, secondo le modalità e gli ambiti di sua competenza; introduce norme e sostiene politiche volte a promuovere i sistemi agroalimentari locali e sostenibili che garantiscono, tra gli altri, la riduzione dello spreco e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari da parte di soggetti pubblici e privati.

Ai fini della legge regionale 34/2015 si intende per: spreco alimentare, il determinarsi di pratiche dettate da leggi e normative, regolamenti, abitudini, logiche produttive, commerciali o organizzative, che generino eccedenze alimentari ancora utilizzabili per il consumo umano, per l’alimentazione animale o destinabili ad usi alternativi quali la produzione di beni o energia ma che diventano rifiuti alimentari;  eccedenze alimentari, gli alimenti, di cui al regolamento (CE) n. 178/20021 prodotti a qualsiasi stadio della filiera agroalimentare che non siano stati raccolti, venduti, acquistati, somministrati e le derrate alimentari, di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 4602, destinate in via prioritaria all’utilizzo umano; alimenti, l’insieme degli alimenti di cui al citato regolamento (CE) n. 178/2002 che non sono esclusi dal circuito commerciale.

Quanto al contrasto allo spreco alimentare la Regione promuove e sostiene programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere i soggetti della filiera agroalimentare e i consumatori consapevoli degli sprechi alimentari e dei conseguenti impatti ambientali, economici e sociali, nonché per fornire indicazioni per un acquisto sostenibile, e per la conservazione, preparazione e smaltimento finale degli alimenti; promuove la riduzione progressiva degli sprechi alimentari mediante la sensibilizzazione e la formazione degli addetti pubblici e privati, sia dei donatori di alimenti sia dei soggetti beneficiari, la cui attività implichi la gestione di eccedenze alimentari, anche in collaborazione con le Aziende di Tutela della Salute; realizza azioni e sostiene campagne di comunicazione locale volte alla riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera agroalimentare; nell’ambito delle regole di aggiudicazione contenute nei bandi propri e delle società del sistema regionale rivolti a imprese e servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, attribuisce un criterio premiale alle imprese in grado di garantire i più ridotti volumi di spreco alimentare; promuove lo sviluppo dei sistemi agroalimentari locali e sostenibili giacché capaci di garantire una significativa riduzione di tali sprechi.

Infine la Regione introduce premialità per gli operatori del settore alimentare inclusi quelli della ristorazione sanitaria, scolastica e assistenziale e per tutti gli operatori pubblici e privati della filiera agroalimentare che donano alimenti o cedono gratuitamente eccedenze alimentari o che operano dal punto di vista della riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera agroalimentare.

Ancora: la Regione sostiene, incentiva e favorisce le iniziative di organizzazioni pubbliche e private che recuperano, a livello locale, i prodotti non raccolti, rimasti invenduti o scartati lungo l’intera filiera agroalimentare per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini di sotto la soglia di povertà o comunque in grave difficoltà economica.

Marche. Il 27 maggio 2016 è stata presentata dai consiglieri Busilacchi (PD) e altri la proposta di legge regionale n. 67 dal titolo: “Interventi di economia solidale, lotte agli sprechi e primi interventi di prevenzione di produzione di rifiuti”. La Regione è chiamata a promuovere la realizzazione d’interventi di economia solidale e di lotta agli sprechi alimentari e non, per diffondere un nuovo modello di sviluppo basato su un’economia circolare e solidale.

Per la riduzione dello spreco alimentare, la Regione: nell’ambito delle regole di aggiudicazione contenute nei propri bandi e delle società del sistema regionale rivolti a imprese e servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, attribuisce un criterio premiale alle imprese che garantiscono i più ridotti volumi di spreco alimentare o il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari e non a favore delle persone in stato di povertà o di grave disagio sociale o di associazioni che gestiscono mense per disagiati; fornisce indirizzi agli enti locali affinché nei propri bandi rivolti a imprese e servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, gli stessi attribuiscano un criterio premiale alle imprese che garantiscono i più ridotti volumi di spreco alimentare e/o il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari e non a favore delle persone in stato di povertà o di grave disagio sociale o di associazioni che gestiscono mense per disagiati; favorisce accordi con l’Associazione nazionale Pro-Loco Italia e altri organismi analoghi, al fine di ridurre gli sprechi alimentari in occasione delle sagre regionali; promuove accordi di collaborazione tra le aziende del settore alimentare, della grande distribuzione alimentare e della ristorazione collettiva per la cessione di generi alimentari ancora commestibili anche di concerto con le associazioni che offrono assistenza ai disagiati; promuove protocolli d’intesa tra le imprese donatrici e i soggetti attuatori riceventi ai fini della redazione di prassi igieniche idonee.

La proposta di legge definisce eccedenze alimentari gli alimenti di cui al Regolamento (CE) n. 178/2002 (v. nota n. 1) che sono prodotti in qualsiasi stadio della filiera agroalimentare e che non sono immessi nei circuiti commerciali, o non sono acquistati o distribuiti o somministrati o consumati, le derrate alimentari di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (richiamato in nota n. 2).

Si tratta in ogni caso di prodotti agro-alimentari invenduti del circuito alimentare; prodotti agro-alimentari in perfetto stato di conservazione non idonei alla commercializzazione, o invenduti, per carenza o errori di etichettatura, o per motivi similari, e perfettamente commestibili; i pasti non serviti dagli esercizi di ristorazione e di somministrazione collettiva.

Molise. A maggio 2017 non si registrano novità apprezzabili rispetto a due anni addietro. Si veda il Rapporto 2016.

Piemonte. Stando al comunicato della Giunta regionale del 1° dicembre 2016 la Regione Piemonte è stata tra i vincitori della quarta edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, promosso dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con Ministero dell’Ambiente e progetto Reduce.

La motivazione per la quale è stata assegnata la menzione di merito della categoria amministrazioni ed enti pubblici è la seguente:

“Un riconoscimento all’approccio innovativo adottato da un’amministrazione pubblica nella lotta agli sprechi alimentari e alla capacità di coniugare, grazie ad uno sguardo sistemico dell’intera filiera, azioni di educazione in ottica prevenzione e recupero, quali elementi fondanti della lotta allo spreco alimentare. Fulcro dell’azione il portale web (Una Buona Occasione) che permette di trovare informazioni generali sullo spreco, condividere buone pratiche, aver accesso a percorsi educativi e di diffondere valori etici promuovendo educazione alimentare e ambientale”.

Puglia. È recentissima la legge regionale del 18 maggio 2017, n. 13, di nove articoli, dal titolo: “Recupero e riutilizzo di eccedenze, sprechi alimentari e prodotti farmaceutici”. Secondo l’articolo 1 la Regione per tutelare le fasce più deboli della popolazione e incoraggiare la riduzione degli sprechi, riconosce, valorizza e promuove l’attività di solidarietà e beneficenza finalizzata al recupero e alla redistribuzione delle eccedenze alimentari e dei prodotti farmaceutici in favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale.

La stessa Regione valorizza e promuove altresì le azioni finalizzate al recupero e alla redistribuzione degli sprechi alimentari da destinare al consumo umano e animale.

Gli interventi e gli obiettivi della legge mirano a sensibilizzare le comunità locali e il sistema economico regionale per un pieno recepimento delle finalità di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 1663 al fine di: ridurre l’impatto ambientale causato dai rifiuti alimentari e dai farmaci scaduti, attraverso il recupero e la redistribuzione delle eccedenze e la riduzione della quantità dei rifiuti, in chiave di realizzazione di un’economia circolare che recuperi i beni non consumati e li redistribuisca un’ottica solidale; contribuire alle attività d’informazione e sensibilizzazione degli operatori del settore alimentare e farmaceutico e dei consumatori; coordinare l’attività di tutti i portatori d’interessi coinvolti nella distribuzione alimentare e farmaceutica; promuovere la creazione e la diffusione di modelli di partenariato attraverso la promozione di accordi di collaborazione tra gli operatori del settore alimentare e farmaceutico e i soggetti donatori; coordinare le attività di controllo delle diverse fasi di contrasto allo spreco, anche in collaborazione con le aziende sanitarie, per assicurare il mantenimento dei requisiti d’igiene e sicurezza del prodotto; promuovere l’utilizzo trasparente delle eccedenze alimentari e dei prodotti farmaceutici, anche tramite la loro tracciabilità, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 16 della citata legge 166/20164.

Per il successivo articolo sono considerate eccedenze alimentari: le derrate alimentari in perfetto stato di conservazione non idonee alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, nonché per prossimità alla data di scadenza, e le eccedenze alimentari invendute dalla grande distribuzione, ma perfettamente commestibili; i prodotti agro-alimentari invenduti e destinati all’eliminazione del circuito alimentare; i prodotti agricoli non commercializzati da imprenditori agricoli singoli o associati, da organizzazioni di produttori, da associazioni di organizzazioni di produttori agricoli, per crisi o ritiri dal mercato; i pasti non serviti dagli esercizi di ristorazione e della somministrazione collettiva, perfettamente commestibili; gli alimenti confiscati idonei al consumo umano e animale.

Sono considerati sprechi alimentari i prodotti riconducibili alle tipologie sopra elencate ancora commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano o animale e che, in assenza di un possibile uso alternativo, sono destinati a essere smaltiti. In base all’articolo 3 sono indicati i soggetti attuatori dei quali la Regione si avvale per il raggiungimento delle finalità di cui all’articolo 1.

L’articolo 4 attiene alla costituzione del Tavolo regionale di coordinamento per la lotta allo spreco alimentare. Per perseguire gli intenti della legge, l’articolo 5 specifica quali sono gli interventi previsti.

L’articolo 6 disciplina la riduzione della tariffa concernente la tassa sui rifiuti. Secondo le modalità indicate all’articolo 7, per ridurre gli sprechi alimentari, sono previsti accordi con il settore della ristorazione. Con cosiddetta clausola valutativa, di cui all’articolo 8, il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge e ne valuta i risultati ottenuti. Da ultimo la norma finanziaria (articolo 9).

Sardegna. Nulla di nuovo, sul versante legislativo, da segnalare. Si veda il Rapporto 2016.

Sicilia. Allo stato la situazione si presenta statica, peraltro in una Regione in cui lo sbarco di migranti è sempre all’ordine del giorno. Si veda il Rapporto 2016.

Toscana. La Toscana si è già dotata d’una legge contro lo spreco alimentare (legge regione Toscana, n.32/2009) richiamata nella prima nota sull’argomento di cui si è detto all’inizio. Si veda il Rapporto 2016.

Trentino-Alto Adige. Nulla di nuovo da segnalare nelle due province autonome. Si veda il Rapporto 2016.

Umbria. È in corso l’esame abbinato di due proposte di legge regionale sullo spreco alimentare: “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari per la limitazione degli sprechi” presentata da (Fratelli d’Italia) e “Promozione delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e non e di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale” dei consiglieri Casciari (PD) e Rometti (PSI). È stata costituita una sottocommissione, composta dai tre firmatari, per redigere un unico testo da coordinare con la legge nazionale in materia.

Il primo dei due provvedimenti persegue l’obiettivo di far riconoscere l’accesso al cibo come un diritto fondamentale e dimezzare gli sprechi entro il 2025, ispirandosi alla Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio 2015. A tali fini vanno sostenute politiche atte a ridurre lo spreco e a ridistribuire le eccedenze alimentari da parte di soggetti pubblici e privati, verso le categorie più bisognose.

Soggetti donatori: tutti gli operatori del settore alimentare (commercio, ristorazione o produzione), le imprese registrate o riconosciute in materia di sicurezza alimentare, che cederanno gratuitamente i prodotti scartati dalla catena agroalimentare, non più vendibili per motivi economici, estetici o perché vicini alla data di scadenza. Per la distribuzione dei prodotti, la Regione si avvale di vari soggetti attuatori, a cominciare dalle strutture pubbliche. La Regione concederà contributi e premialità per i soggetti impegnati nell’attività di recupero e distribuzione, delle eccedenze alimentari, in favore di persone in stato di povertà, di grave disagio sociale o d’indigenza. È prevista, inoltre, l’istituzione della Consulta regionale per la promozione del diritto al cibo.

La seconda proposta di legge persegue l’obiettivo di mettere a sistema le buone pratiche e comportamenti responsabili che nel tempo si sono sviluppati riguardo alla raccolta delle eccedenze, alimentari e non, e la loro distribuzione alle fasce più vulnerabili della popolazione. Azioni che hanno visto coinvolte un numero crescente di istituzioni locali, associazioni di volontariato, terzo settore e imprese di tutta la Regione. Si prevede altresì la promozione di interventi per consolidare la rete di sussidiarietà e a sensibilizzare i cittadini rispetto ai temi del consumo sostenibile e della riduzione degli sprechi. I principi ispiratori sono quelli propri dell’economia circolare.

Valle d’Aosta. A parte qualche iniziativa localista per sensibilizzare l’opinione pubblica al tema dello spreco alimentare, non si registrano tuttavia proposte di legge per disciplinare la materia.

Veneto. Con legge regionale n. 11 del 26 maggio 2011 (“Interventi per combattere la povertà e il disagio sociale attraverso la redistribuzione delle eccedenze alimentari”) la Regione Veneto nell’ambito delle politiche di solidarietà sociale, riconosce, valorizza e promuove l’attività svolta per il recupero delle eccedenze alimentari e per la loro redistribuzione a chi assiste persone in stato di grave disagio sociale e d’indigenza.

Alla legge statale 166/2016, richiamata alla nota 3, si ispira la Deliberazione della Giunta regionale del 25 novembre n. 1862 recante “Interventi per combattere la povertà e il disagio sociale attraverso la redistribuzione delle eccedenze alimentari L. R. 26 maggio 2011, n.11. Finanziamento empori della solidarietà”.

Bruno Nobile

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