Carni suine, provenienza e origine? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Avvocato Dongo salve, 

Le scrivo per avere chiarezza su una questione di etichettatura delle carni. È possibile indicare “origine: Italia” su un prodotto di carne suina che in Italia è stato solamente sezionato, o si tratta di una violazione del regolamento UE 1337/2013?

Grazie

Adriano


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, PhD in diritto alimentare europeo

Caro Adriano buongiorno,

La normativa di riferimento è proprio il reg. UE 1337/2013, ‘che fissa le modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili’.

L’etichettatura d’origine è prescritta sulle carni vendute tal quali (fresche, congelate o surgelate), se pure macinate, e ai loro tagli. Con una deroga ingiustificata – se pure prevista dal regolamento – a favore delle preparazioni a base di carne (es. hamburger realizzati con carni fresche d’ignota origine e altri ingredienti) e delle carni lavorate (salumi).

L’etichetta delle carni suine, avicole e ovo-caprine deve riportare, ai sensi dell’articolo 5 del regolamento in esame, le due notizie:

- ‘Allevato in…(nome dello Stato membro o del Paese terzo)’,

- ‘Macellato in…(nome dello Stato membro o del Paese terzo)’.

La dicitura ‘Origine … (Stato membro o Paese terzo)’ può venire applicata – anche in alternativa alle due precedenti (‘Allevato in…’ e ‘Macellato in…’) nell’esclusiva ipotesi in cui l’animale sia effettivamente nato, allevato e macellato in un unico territorio nazionale. 

L’indicazione ‘Origine Italia’ sull’etichetta di una carne deve perciò significare che essa deriva da animali italiani, allevati e macellati nel nostro Paese. Senza se e senza ma.

Tracciabilità. L’operatore ha dovere di dimostrare la veridicità delle informazioni fornite, alle autorità competenti che ne facciano richiesta, mediante i registri di tracciabilità. I quali devono garantire l’esatta ‘correlazione tra il codice della partita che identifica la carne fornita al consumatore o a una collettività e la relativa partita, o le partite, di carne da cui è costituita la confezione o la partita etichettata’ (reg. UE 1337/2013, articolo 3.2).

Cordialmente

Dario

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