Condizioni d’uso del termine superfood in etichetta, risponde l’avvocato Dario Dongo

Caro Dario buongiorno,

Vorrei inserire la dicitura superfood sulla etichetta di una composta a base di bacche di goji coltivate in Italia con metodo di produzione biologico. Mi è stato però riferito che l’EFSA nel 2007 avrebbe forse vietato l’utilizzo di questa indicazione. Ti risulta possibile? Quali regole bisogna seguire?

Molte grazie

Pier Carlo


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Pier Carlo buongiorno,

i giornali spesso confondono il ruolo di EFSA – European Food Safety Authority, autorità indipendente istituita dal General Food Law per la valutazione scientifica dei rischi nella filiera alimentare (1) – con quello della Commissione Europea, che ha invece il compito di coordinare la gestione del rischio, oltre al potere di iniziativa legislativa e varie altre funzioni assimilabili a quelle di un esecutivo (entro i limiti di cessione di sovranità degli Stati membri definiti nel Trattato).

La Commissione europea in effetti, in una propria pubblicazione dedicata agli alimenti funzionali, ricordava l’importanza di basare ogni eventuale suggerimento su possibili benefici per la salute su prove scientifiche generalmente riconosciute. (2)

Superfood, indicazione generica sulla salute

Il termine superfood – allorché utilizzato in etichetta, pubblicità o altra informazione commerciale relativa a un alimento – può risultare idoneo, in determinati contesti, a suggerire che il consumo del prodotto possa apportare benefici alla salute. Tale dicitura volontaria è quindi soggetta ai requisiti generali di lealtà dell’informazione di cui al reg. UE 1169/11 (articolo 36) e può venire al contempo qualificata come indicazione relativa alla salute, perciò soggetta all’applicazione del regolamento NHC (Nutrition and Health Claims, reg. CE 1924/06).

L’espressione ‘super-alimento è peraltro generica, in antitesi a indicazioni sulla salute che riferiscano a benefici specifici legati a organi e funzioni. Si applica perciò la regola stabilita per le indicazioni generiche sulla salute, come chiarito dalla Corte di Giustizia UE. (3) ‘Il riferimento a benefici generali e non specifici della sostanza nutritiva o dell’alimento per la buona salute complessiva o per il benessere derivante dallo stato di salute è consentito soltanto se accompagnato da un’indicazione specifica sulla salute inclusa negli elenchi di cui agli articoli 13 o 14’ (reg. CE 1924/06, articolo 10.3).

Superfood, condizioni di utilizzo

Gli alimenti funzionali – a cui vengono riferiti i concetti di nutraceutica e superfood – sono tuttora privi di una definizione scientifica idonea a ricomprendere la loro varietà. (4) Nondimeno, ogni qualvolta si faccia riferimento a proprietà benefiche indefinite dei prodotti è indispensabile circostanziare l’informazione al consumatore. Avuto riguardo sia al divieto di fornire informazioni ambigue (reg. UE 1169/11, art. 36), sia alla norma richiamata nel precedente paragrafo.

Perché il prodotto viene designato come superfood? Non è sufficiente, si noti bene, che esso contenga ingredienti generalmente associati alla salute, come cereali integrali, quinoa, frutti rossi, etc. (5) Bisogna invece riferire in etichetta a un health claim autorizzato in UE, o quantomeno a un claim nutrizionale coerente ai requisiti di cui in Allegato al regolamento NHC. La gran parte delle indicazioni sulla salute ammesse dal reg. UE 432/12 attengono invero alla presenza in quantità significativa di nutrienti (es. proteine, carboidrati complessi, fibre alimentari), vitamine e minerali. (6)

Benefici specifici associati ai c.d. botanicals

La Corte di Giustizia UE – la cui interpretazione del diritto europeo, si ricorda, ha valore ufficiale – ha chiarito che le indicazioni sulla salute relative a prodotti e/o ingredienti vegetali, loro estratti e derivati possano venire utilizzate, sotto la responsabilità dell’operatore, a condizione di essere ‘scientificamente corroborate, tenendo conto del complesso dei dati scientifici disponibili e valutando gli elementi di prova’. (7)

Di conseguenza, quando il beneficio per la salute indicato in etichetta sia riferito alle piante – per indispensabile coerenza al regime applicato ai farmaci tradizionali di origine vegetale (dir. 2004/24/CE) – diversi livelli di evidenza scientifica possono sostanziare un health claim. Non soltanto studi clinici in doppio cieco contro placebo su individui sani ma anche, a esempio, studi randomizzati su pazienti ovvero studi osservazionali su ampi gruppi di popolazione. Purché, ovviamente, consolidati e coerenti.

Superfood, modalità d’informazione

La comunicazione sulla ‘salubrità’ di un alimento – nel rispetto del Food Information Regulation, del Nutrition and Health Claims Regulation e del Codice del Consumo (d.lgs. 206/05) – dev’essere chiara al consumatore medio nel suo significato intrinseco. Vale a dire che l’indicazione generica superfood deve venire accompagnata da un riferimento preciso, se pure sintetico, in etichetta. L’informazione più approfondita può poi venire offerta su un sito web a cui fare richiamo in etichetta stessa, con un link e/o un QR Code.

Si devono in ogni caso rispettare le condizioni e i requisiti generali di cui agli articoli 3 e 5 del reg. UE 1924/06. A tale ultimo proposito, nel caso di utilizzo di ingredienti vegetali con nota azione antiossidante quali sono le bacche di goji, si raccomanda di sostanziare le indicazioni a ciò riferite mediante test periodici di laboratorio su campioni delle unità di vendita. Per verificare i tenori effettivi dei composti fenolici ovvero condurre analisi dei livelli ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity). (8)

Trasparenza e disclaimer

L’interpretazione offerta dalla European Court of Justice (ECJ) sul reg. CE 1924/06 – per quanto attiene ai livelli di evidenza scientifica richiesta per validare gli health claim relativi ai botanicals – ricorda, sotto alcuni aspetti, il regime consolidato in USA (9,10). Laddove le indicazioni sulla salute ‘qualificate’ (qualified health claims) – se pure non sostenute da un livello di dimostrazione scientifica in linea con lo standard di ‘Significant Scientific Agreement’ – possono venire utilizzate con un apposito disclaimer. (11)

Il disclaimer – che in USA vale anche quale clausola di manleva, rispetto a possibili azioni di classe (class action) – ha il significato di garantire l’effettiva trasparenza dell’informazione al consumatore. Con un approccio socratico che riflette la difficoltà di dimostrare un rapporto causale esatto tra il consumo di un alimento o di una sostanza e un beneficio specifico per la salute, a sua volta non semplice da stimare come rilevante nell’ambito della c.d. omeostasi (lo ‘star bene’).

Si raccomanda perciò di considerare l’uso di espressioni quali ‘può contribuire/favorire/promuovere’ quando – com’è spesso occorre – non sia disponibile una dimostrazione certa in merito a un possibile effetto benefico per la salute. La reputazione di un operatore serio vale ben più del rischio di una contestazione d’illecito amministrativo o penale.

Cordialmente

Dario

Note

(1) Reg. CE 178/02, Capo III – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (articoli 22-49). Per approfondimenti si richiama l’ebookSicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-e-norme-volontarie-il-nuovo-libro-di-dario-dongo

(2) European Commission, DG Research, Unit E-3 (2010). Functional foods. ISBN 978-92-79-14239-0, doi: 10.2777/82512. https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/238407ee-0301-4309-9fac-e180e33a3f89

(3) Dario Dongo, Alessandra Mei. Indicazioni generiche sulla salute, chiarimenti dalla Corte di Giustizia. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.2.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/superfood-crescente-interesse-e-possibili-rischi-esotici

(4) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Nutraceutica. Uno, nessuno e centomila. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.7.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/nutraceutica-uno-nessuno-e-centomila

(5) Marta Strinati, Dario Dongo. Superfood, crescente interesse e possibili rischi esotici. GIFT (Great Italian Food Trade). 5.12.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/superfood-crescente-interesse-e-possibili-rischi-esotici

(6) Reg. UE 432/2012, relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini. Ultima modifica intervenuta con reg. UE 2021/686

(7) Dario Dongo. Health claims sui botanicals, la Corte di Giustizia fa chiarezza. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.10.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/health-claims-sui-botanicals-la-corte-di-giustizia-fa-chiarezza

(8) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Il livello ORAC, indice di misura del potere antiossidante degli alimenti. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.12.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/il-livello-orac-indice-di-misura-del-potere-antiossidante-degli-alimenti

(9) FDA (2018). Label Claims for Conventional Foods and Dietary Supplements. Food and Drug Administration, US Government. https://www.fda.gov/food/food-labeling-nutrition/label-claims-conventional-foods-and-dietary-supplements

(10) Dario Dongo. Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, via libera in USA. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.12.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/acido-oleico-e-prevenzione-malattie-coronariche-via-libera-in-usa

(11) Es. ‘L’evidenza scientifica suggerisce, ma non dimostra, che la sostanza X può ridurre il fattore di rischio di malattia Y