Decreto origine latte, dove sta la cagliata? Risponde l’avvocato Dario Dongo

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Buonasera Avvocato Dongo,

la disturbo per un suo parere, se possibile, riguardo alla modalità di inserimento dell’origine del latte sull’etichetta di un formaggio a pasta filata trasformato in Italia e fatto per l’80% con latte italiano e 20% con cagliata di paesi UE.

Preciso che in etichetta non è inserita la cagliata come ingrediente (altro dubbio da risolvere!), pertanto mi chiedevo quale dicitura fosse più corretta (Origine del latte: UE o  Italia o altro?)

Ci terrei davvero tanto ad un suo parere! Ho avuto la fortuna di conoscerla ad un convegno e da allora, quando posso, seguo i suoi interventi sul Fatto Alimentare. e su Greatitalianfoodtrade.it

La ringrazio anticipatamente

Paola


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare

Cara Paola buonasera,

Il decreto origine latte è in effetti meno chiaro di quanto potrebbe apparire a prima vista, e le contraddittorie circolari dei due dicasteri (Sviluppo Economico e Politiche Agricole) non sono di aiuto.

Circa il ‘Paese di mungitura’, nel caso in esame, si deve sicuramente indicare ‘latte di Paesi UE’. Poiché la materia prima lattea proviene sia dall’Italia (per quanto attiene al latte crudo), sia da altri Stati membri (con riguardo al latte impiegato nella produzione della cagliata).

Quanto al ‘Paese di trasformazione’, il criterio-guida è quello previsto dal Codice doganale UE, secondo il quale ‘si considerano prodotti originari di un paese (…):
a) i prodotti interamente ottenuti in tale paese (…);
b) i prodotti ottenuti in tale paese (…) e nella cui fabbricazione siano stati utilizzati prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che questi prodotti abbiano subito lavorazioni o trasformazioni sufficienti (…).’ (1)

L’accordo WTO sulle regole d’origine, a sua volta, identifica l’origine dei prodotti – qualora realizzati in più territori nazionali – nel Paese ove ha avuto luogo l’ultima trasformazione sostanziale.

Il ‘Paese di trasformazione’ è quindi l’Italia, nel caso descritto, poiché ivi si localizza la lavorazione di latte e cagliata da cui deriva un diverso prodotto, il formaggio a pasta filata appunto. Una diversa interpretazione potrebbe venire censurata dalla Commissione o dalla Corte di Giustizia UE, considerato che i regolamenti UE hanno un rango superiore addirittura alle leggi costituzionali italiane, nella gerarchia delle fonti.

Origine del latte: Paesi UE è una formula di sintesi, che può venire impiegata in alternativa alle due diciture di cui sopra.

La cagliata, secondo interpretazione amministrativa e giurisprudenza consolidata, può venire omessa dall’elenco degli ingredienti. Dal mio umile punto di vista gli operatori dovrebbero citarla espressamente, in omaggio al principio di trasparenza cui dovrebbe venire improntata l’informazione al consumatore.

A maggior ragione in quanto il valore percepito di un formaggio prodotto con cagliata è diverso rispetto a quello realizzato a partire da latte fresco. Ma la normativa vigente non lo prescrive, e il governo italiano non ha avuto il coraggio di innovarla in tal senso.

Un caro saluto

Dario

Note

(1) Reg. UE 2446/15, articolo 59. Sono fatte salve le lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui al successivo articolo 62. Tra le quali, ad esempio, ‘la mondatura, la macinatura parziale o totale, la pulitura e la brillatura di cereali e riso’. Le ‘operazioni per colorare o aromatizzare lo zucchero o formare zollette di zucchero; la molitura parziale o totale dello zucchero’. O ‘la sbucciatura, la snocciolatura e la sgusciatura di frutta, frutta a guscio e verdura‘.

(2) ‘rules of origin should provide for the country to be determined as the origin of a particular good to be either the country where the good has been wholly obtained or, when more than one country is concerned in the production of the good, the country where the last substantial transformation has been carried out’ (WTO Agreement on Rules of Origin, su https://www.wto.org/english/docs_e/legal_e/22-roo.pdf)

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