Dichiarazioni di fatto in etichetta? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Caro Dario,
alcune imprese riportano in etichetta – sotto la dichiarazione nutrizionale ma fuori dalla tabella – il valore di licopene presente nella passata di pomodoro (non impiegando alcuna indicazione nutrizionale o sulla salute).
Per altri prodotti, come i nettari di frutta, viene invece riportato il valore dei polifenoli (con impiego di un’indicazione sulla salute relativamente alla Vitamina C e al suo contributo alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo).
Cosa ne pensi?
Grazie
Alessio


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Alessio buongiorno,

La sola dichiarazione di fatto, relativa al valore di una sostanza contenuta nel prodotto alimentare, può ritenersi in linea di massima ammissibile. Al ricorrere delle condizioni che seguono:

– il dato deve trovare conferma in analisi da condurre sulla base di un apposito protocollo di campionamento. L’operatore responsabile deve inoltre registrare e conservare gli esiti delle analisi eseguite periodicamente su campioni rappresentativi del prodotto,

– il valore esposto deve risultare presente, in particolare, entro l’intero corso della shelf-life dichiarata per l’alimento,

– l’esposizione del dato deve venire collocata al di fuori della dichiarazione nutrizionale, se pure in sua prossimità,

– sono fatte salve le dichiarazioni espressamente vietate (es. acidi trans-grassi, colesterolo),

– ogni claim nutrizionale e relativo alla salute deve in ogni caso rispettare le condizioni e i requisiti previsti dagli appositi regolamenti europei, (1)

– la comunicazione non deve in ogni caso risultare ambigua o fuorviante, tenuto conto del complesso delle notizie fornite al consumatore on- e off-label. (2)

Gli esempi riportati, al ricorrere delle condizioni di cui sopra, possono considerarsi in linea di massima ammissibili. La semplice citazione del dato analitico relativo alla presenza di una sostanza – come pure la ripetizione del valore di un nutriente già esposto in tabella nutrizionale – va infatti intesa come dichiarazione di fatto, di per sé non censurabile. (3)

Tali considerazioni valgono per le dichiarazioni di fatto sul contenuto di licopenepolifenoli e altri composti fenolici naturalmente presenti nell’alimento, acido oleico e altre sostanze. Come pure a singoli nutrienti esposti nella dichiarazione nutrizionale, quali ad esempio i carboidrati, i grassi, le proteine e le fibre alimentari. (4)

Qualora vitamine, minerali o altre sostanze siano state invece aggiunte agli alimenti, ipotesi di c.d. fortificazione, la loro produzione e commercializzazione è poi soggetta alla disciplina contenuta nel reg. CE 1925/06 e successive modifiche. (5)

L’analisi di legittimità e non ingannevolezza va sempre e comunque eseguita caso per caso. Si devono considerare le normative verticali eventualmente applicabili, linee guida o pronunce interpretative delle autorità preposte. Oltre a eseguire una valutazione del complesso delle notizie offerte, tenuto conto di diciture e parole utilizzate, misure dei caratteri (anche a raffronto con altre diciture), colori ed evidenze grafiche, posizionamento, eventuale utilizzo di simboli o altre raffigurazioni.

Bisogna mettersi nella prospettiva del consumatore medio, confrontandosi anche con altre persone di diverse estrazioni culturali, età e attitudini. Per provare a comprendere se il messaggio risulti effettivamente chiaro, comprensibile e non in grado di indurre in confusione il suo destinatario finale. Considerando altresì soluzioni alternative, con l’obiettivo primario di garantire la trasparenza dell’informazione. Ed è questo uno dei lavori più appassionanti di chi scrive, con una piccola dose di marketing creativo sempre ispirato alla legalità e correttezza. (6)
Un caro saluto,
Dario

Note
(1) V. reg. CE 1924/06 e successive modifiche, c.d. NHC (Nutrition & Health Claims Regulation), reg. UE 432/12 e successivi. Per approfondimenti e regimi sanzionatori si veda l’ebook gratuito ‘1169 Pene. Reg. UE 1169/11. Notizie sui cibi, controlli e sanzioni’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/1169-pene-e-book-gratuito-su-delitti-e-sanzioni-nel-food
(2) Cfr. reg. UE 1169/11, articolo 36. Si ricorda al proposito l’ampiezza del campo di applicazione del ‘Food Information Regulation’ (reg. UE 1169/11, articolo 1). Che comprende ogni informazione commerciale relativa al prodotto alimentare, rivolta al consumatore ma anche ad altri operatori economici, con qualsiasi mezzo (ivi compresi gli espositori sui punti vendita, la documentazione commerciale, i siti web e i social network). Si vedano anche i precedenti articoli https://foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/semilavorati-per-prodotti-da-forno-informazione-b2b-parere-dell-avvocato-dario-dongohttps://foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/allergeni-informazione-b2b-risponde-l-avvocato-dario-dongohttps://foodagriculturerequirements.com/approfondimenti_1/nutrition-health-claims-informazione-b2b-piovono-pietre-dall-avvocatura-generale-presso-la-corte-di-giustizia
(3) In tal senso si richiamano le Linee Guida di Federalimentare sull’utilizzo di Nutrition & Health Claims, a suo tempo approvate dal dr. Silvio Borrello (allora Direttore Generale Sicurezza Alimentare e Nutrizione, ora Capo Dipartimento al Ministero della Salute)
(4) Solo a condizione che l’esposizione dei valori non venga accompagnata da alcuna parola o commento (es. ‘solo’, ‘ben’, etc.). Potendosi configurare, in tali casi, un suggerimento sia pure implicito di virtù nutrizionali e/o salutistiche dell’alimento, che si qualificano come nutrition claim e/o health claim (v. relative definizioni in reg. CE 1924/06, articolo 2)
(5) Cfr. reg. CE 1925/06, sull’aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti. L’immissione sul mercato italiano dei prodotti addizionati di vitamine, minerali e altre sostanze in particolare è soggetta a preventiva notifica al Ministero della Salute, utilizzando apposito formato digitale. V. http://www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_8_0.jsp?lingua=italiano&label=servizionline&idMat=APINF&idAmb=AD&idSrv=ADNN&flag=P
(6) Ulteriori spunti, in relazione al ‘free from’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/free-from-in-etichetta-l-abc