Ingredienti composti e semilavorati? Risponde l’avvocato Dario Dongo

semilavorati

Gent.mo Dario,

ormai per lavoro mi capita spesso di vedere schede tecniche o etichette di prodotti dolciari da forno cotti o da cuocere, sia preimballati che non, dove l’esplosione degli ingredienti dei semilavorati non compare, ad esempio, la margarina vegetale, la marmellata, la crema di nocciola. E’ corretto?

Ed eventuali allergeni presenti, dove vanno scritti? Tutto questo è sanzionabile?

Grazie

Francesco


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Francesco buongiorno,

I c.d. ingredienti composti – es. margarina, pangrattato, fecola di patate, ‘crema’ – devono venire sempre indicati specificandone la composizione, tra parentesi, di seguito al nome.

Sono fatte salve le sole ipotesi a seguire, le quali in ogni caso non esentano l’operatore dal dovere imperativo di citare ed evidenziare specificamente ogni allergene eventualmente contenuto nell’ingrediente composto.

L’elenco degli ingredienti previsto per gli ingredienti composti non è obbligatorio’ nei soli casi che seguono:

  1. quando la composizione dell’ingrediente composto è definita nel quadro di disposizioni vigenti dell’Unione e nella misura in cui l’ingrediente composto interviene per meno del 2% nel prodotto finito; tuttavia, tale disposizione non si applica agli additivi alimentari, fatto salvo l’articolo 20, lettere da a) a d);
  2. per gli ingredienti composti che consistono in miscele di spezie e/o di piante aromatiche che costituiscono meno del 2% del prodotto finito, ad eccezione degli additivi alimentari, fatto salvo l’articolo 20, lettere da a) a d); oppure
  3. quando l’ingrediente composto è un alimento per il quale l’elenco degli ingredienti non è richiesto dalle disposizioni dell’Unione.’ (1)

La deroga di cui alla lettera ‘a’ si applica nei casi di confetture e prodotti a base di cacao, la cui esatta composizione è invero definita da apposite regole armonizzate.

La lista ingredienti è l’area dell’etichetta – o del documento commerciale, nelle cessioni B2B – ove le predette informazioni devono venire collocate. Essa, ricordiamo, va compilata in ordine decrescente di peso, tenuto conto cioè della quantità di ciascun componente immesso in fase di preparazione dell’alimento. (2)

L’omissione e la scorrettezza delle notizie in tema di allergeni sono punite con sanzioni amministrative di varia entità. Alle quali si aggiungono le pene specificamente previste dal d.lgs. 231/17 per le violazioni del reg. UE 1169/11 (in vigore dal 9.5.2018). 

La sanzione amministrativa prevista per il difetto di citazione della presenza di ingredienti allergenici può raggiungere i 40.000 euro, ai sensi del predetto decreto. Con riserva di applicazione della legge penale. 

Il delitto che si può invece configurare è quello di commercio di sostanze alimentari nocive, punito a titolo sia di dolo (codice penale, articolo 444) che di colpa (articolo 452). Tenuto conto della pericolosità e dunque nocività dell’alimento che non rechi informazione specifica in merito alla presenza per i consumatori allergici. (3)

Un caro saluto

Dario

Note

(1) V. reg. UE 1169/11, All. VI, Parte E

(2) Cfr. reg. UE 1169/11, articoli 18-22

(3) Per la nozione di alimento a rischio, si fa richiamo al reg. CE 178/02, articolo 14

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