Ingredienti preparazione gastronomica, risponde l’avvocato Dario Dongo

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Buongiorno Avv. Dongo,

avrei un quesito, sull’etichettatura di una preparazione gastronomica venduta in mono/multiporzione alla GDO. Il prodotto è composto da ingredienti a sua volta composti che sono i seguenti:

PANNA VEGETALE (Acqua, olio di semi di palma (completamente idrogenato) 25%, umettante: sorbitolo; proteine del latte, emulsionanti: E 472b, E322 (soia), E 472e; stabilizzanti: E 460, E466, E 340, E461; aroma, colorante: E 160a); FORMAGGIO GORGONZOLA (latte 98.26%, fermenti lattici selezionati 1.5%, sale 0.21%, caglio animale 0.02%, muffe selezionate genere Penicillium 0.01%); RICOTTA PASTORIZZATA (siero di latte pastorizzato, crema di latte pastorizzata, sale, correttore di acidità: acido citrico); PAPRIKA.

In etichetta riportiamo la lista delle materie prime che utilizziamo (in ordine decrescente e senza alcun valore percentuale) e dei loro ingredienti (senza alcun valore percentuale e in ordine decrescente).

Mi chiedevo però se fosse necessario riportare nell’etichetta proprio tutti gli ingredienti che compongono le nostre materie prime o se possiamo scrivere così: 

PANNA VEGETALE (lista dei suoi ingredienti); FORMAGGIO (senza specificare la lista dei suoi ingredienti); RICOTTA (senza specificare la lista dei suoi ingredienti); PAPRIKA.

È una giusta interpretazione dell’articolo 19 del Reg. UE 1169/2011 non specificare gli ingredienti del formaggio gorgonzola e neanche della ricotta? La ricotta essendo latticino forse non rientra nell’elenco degli ingredienti che si possono omettere?

Grazie

Maria


 

Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo 

Cara Maria buongiorno,

la denominazione dell’alimento è la prima notizia da inserire in etichetta. (1) Il concetto di ‘preparazione gastronomica’ non appare congruo, per eccessiva genericità, a descrivere il prodotto in esame.

La denominazione descrittiva da utilizzare in questo caso può riferire alla presenza di uno o più ingredienti (es. ‘crema spalmabile con gorgonzola e ricotta’), la cui quantità deve perciò venire precisata. Dopo i rispettivi nomi, sulla denominazione stessa o in lista ingredienti.

La quantità dell’ingrediente caratteristico, rispetto al totale di quelli immessi in ricetta, deve altresì venire specificata laddove esso venga rappresentato graficamente (pittogramma, fotografia). Secondo la regola del c.d. QUID (Quantity of Ingredients Declaration). (2)

L’indicazione quantitativa è obbligatoria anche quando l’ingrediente è generalmente associato al prodotto, nella prospettiva del consumatore. Nonché quando ‘è essenziale per caratterizzare un alimento e distinguerlo dai prodotti con i quali potrebbe essere confuso a causa della sua denominazione o del suo aspetto’.

La lista ingredienti deve venire compilata dall’operatore seguendo alcune basilari regole di cui abbiamo offerto breve sintesi. Le deroghe sono quelle previste dal reg. UE 1169/11 agli articoli 19 e 20, oltreché in diversi Allegati.

La dicitura ‘panna vegetale’ è in ogni caso inammissibile, poiché evoca una denominazione legale (panna) al di fuori del suo contesto regolativo.

Un esemplare caso di milk sounding, da intendersi vietato anche alla luce di recente pronuncia della Corte di giustizia UE. (3)

Il gorgonzola può venire citato in elenco senza bisogno di specificarne la composizione. Poiché a tale formaggio, se pure erborinato, non sono stati ‘aggiunti ingredienti diversi dai prodotti derivati dal latte, gli enzimi alimentari e le colture di microrganismi necessari alla fabbricazione (…)’. (4) Laddove le muffe si qualificano come microrganismi.

La ricotta deve invece riportare la propria composizione, da trasferire in elenco ingredienti dell’alimento composto che la contenga. Tale latticino non può invero venire qualificato come ‘formaggio’ ed è quindi escluso dall’esenzione accordata ad alcuni di essi. (5)

Cordialmente 

Dario

Note

(1) NB: la denominazione dell’alimento è l’unica notizia soggetta a un requisito di posizionamento in etichetta. Deve infatti venire collocata nello stesso ‘spazio visivo’ ove si trova la quantità (e il tenore alcolico volumico, nelle bevande con alcol >1,2%)

(2) V. reg. UE 1169/11, articolo 22

(3) ECJ, causa C-422/16, sentenza 14.6.17. Vedasi https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/cheese-sounding-la-corte-di-giustizia-ue-conferma-il-divieto

(4) Cfr. reg. UE 1169/11, art. 19.1.d

(5) V. reg. UE 1308/13, articolo 78 e Allegato VII

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