Legge 1407/60, confisca obbligatoria per olio non EVO? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Buongiorno Avvocato,

vorrei esporLe un quesito in merito alle irregolarità analitico/organolettiche degli oli di oliva accertate dai laboratori pubblici ufficiali. La legge 1407/1960 prescrive che gli oli presentati come extra vergine – qualora non conformi ai requisiti specifici per la designazione ‘extra’, se pure vergini in quanto ottenuti esclusivamente dalla spremitura meccanica delle olive – debbano venire ritirati dal commercio e sottoposti a confisca.

La normativa in questione non tiene peraltro conto dei regolamenti europei che consentono di destinare un olio di oliva vergine al consumo diretto, purché conforme alle relative caratteristiche (reg. CEE 2568/1991 e successive modificazioni). L’OCM unica (reg. UE 1308/2013), in particolare, stabilisce che gli oli extra vergine e vergine possono venire destinati al consumo diretto, come previsto anche dal reg. UE 29/2012 sulla commercializzazione degli oli di oliva.

Poiché la confisca provoca un danno all’operatore ben superiore alla portata della sanzione principale – oltre a sottrarre dal mercato alimenti edibili che potrebbero venire sottoposti al consumo – Le chiedo se, a Suo avviso, la norma stabilita dalla legge 1407/1960 possa venire intesa come superata dai regolamenti europei successivi. I quali, tra l’altro, avrebbero un ruolo superiore nella gerarchia delle fonti.

Molte grazie, Arturo


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Buongiorno Arturo,

la questione sollevata è molto interessante, tenuto conto dell’esigenza di contemperare gli obiettivi del controllo pubblico con l’esigenza di limitare gli sprechi alimentari.

Legge 1407/1960, norme sulla vendita degli oli di oliva

Sono trascorsi quasi trent’anni da quando iniziai a seguire i primi processi, allora in Pretura, per la legge 1407/60. (1) Spesso trovandomi a spiegare come la valutazione dei coefficienti di ossidazione (es. K-232) rilevati con analisi spettro-fotometrica non possa prescindere dalle modalità di conservazione dei campioni prelevati. (2)

Tale normativa è stata superata dai regolamenti europei da Te richiamati, per quanto attiene ai requisiti legali a cui devono rispondere le diverse categorie di degli oli d’oliva. Mantiene invece piena vigenza nella parte relativa alle sanzioni, anche a seguito della loro parziale depenalizzazione.

Il conflitto apparente di norme si risolve a favore della legge 1407/1960, nella parte (articoli 8-11) in cui essa definisce le sanzioni penali e amministrative sulla vendita di oli di oliva. Gli Stati membri infatti non hanno ceduto la sovranità proprio sulle procedure giudiziarie e amministrative e mantengono la potestà primaria in ambito sanzionatorio.

Nondimeno, in diversi casi la confisca compete all’autorità amministrativa (anziché al giudice penale) ed essa ha dovere di applicare la c.d. legge Gadda, che comporta la destinazione degli alimenti confiscati agli enti caritatevoli ove ne ricorrano i presupposti. A seguire, l’analisi di dettaglio delle norme da applicare.

Reg. UE 2017/625, controlli ufficiali e sanzioni

A riprova di quanto sopra, lo stesso regolamento UE 2017/625 sui controlli ufficiali si limita a prescrivere agli Stati membri di introdurre (o mantenere) e ‘assicurare l’attuazione’ di sanzioni ‘effettive, proporzionate e dissuasive’ (3,4). Senza tuttavia disporre alcunché circa la natura (penale e/o amministrativa, pecuniaria e magari anche detentiva) delle sanzioni stesse, la cui decisione spetta appunto ai legislatori nazionali e/o locali.

Il legislatore europeo ha inoltre precisato che le sanzioni pecuniarie debbano comunque risultare più onerose rispetto all’illecito vantaggio (anche in termini di risparmio, su materie prime e/o processi) che l’operatore possa conseguire mediante la violazione – con ‘pratiche fraudolente o ingannevoli’ – delle normative che ricadono nell’esteso campo di applicazione del reg. UE 2017/625. (4)

Commercializzazione di olio vergine come extra vergine di oliva, illecito amministrativo o penale?

L’autorità che riscontri, a seguito di analisi, la non-conformità di un olio extra vergine di oliva ai requisiti chimico-fisici e/o organolettici per esso stabiliti, può procedere a seconda dei casi a:

1) contestare l’illecito amministrativo di cui al combinato disposto degli articoli 5 e 8 della legge 1407/60. Applicando la sanzione amministrativa pecuniaria di € 400 per quintale o frazione di quintale, diminuita a metà se il fatto è di lieve entità. ‘Se il fatto è commesso dal produttore diretto [non anche dall’imbottigliatore o distributore, ndr] che abbia venduto modeste quantità del suo prodotto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 1.500’ (legge 1407/1960, articolo 8),

2) denunciare la notizia di reato (es. delitti di frode di cui agli articoli 515-517-bis codice penale) alla Procura della Repubblica competente per territorio. (5) Laddove si abbia fondato motivo di sospettare l’esistenza dei suoi requisiti oggettivi – la vendita (anche solo nella fase anteriore, nel delitto tentato), di un prodotto di valore inferiore rispetto a quello esposto – e soggettivi (coscienza e volontarietà del fatto, anche nei toni più sfumati del dolo eventuale, cioè di consapevole accettazione del rischio). (6)

Confisca amministrativa e destino delle merci in beneficenza

Nella prima ipotesi sopra citata – vale a dire, di illecito amministrativo – la confisca a cui l’autorità competente deve procedere è in tutta evidenza una confisca amministrativa, soggetta ai criteri di cui alla legge 689/81, articolo 20.5. In questa sola ipotesi la legge 1407/1960 deve perciò intendersi superata nella parte in cui, all’articolo 11, richiama l’applicazione del codice penale (articoli 240 e 518).

A seguito della depenalizzazione del reato contravvenzionale di cui all’articolo 8, intervenuta nel 2011, (7) è infatti venuta meno la notizia di reato a esso relativa e così anche la competenza del giudice penale.

In questa ipotesi l’autorità amministrativa competente (ICQRF) deve perciò applicare il DPR 29.7.82 n. 571, art. 15.6 (come modificato dalla c.d. legge 166/16, c.d. legge Gadda, all’articolo 6) di cui a seguire. (8,9).

Legge Gadda, destinazione degli alimenti confiscati agli enti caritatevoli

Qualora siano stati confiscati prodotti alimentari idonei al consumo umano o animale, l’autorità (…) comma ne dispone la cessione gratuita a enti pubblici ovvero a enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, compresi i soggetti di cui all’art. 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460’. (10)

A condizione che ‘gli alimenti che presentano irregolarità di etichettatura’ riportino comunque informazioni conformi per quanto attiene ‘alla data di
scadenza o alle sostanze o prodotti che provocano allergie e intolleranze’. (11)

Confisca penale, ipotesi di inapplicabilità della legge Gadda

Le disposizioni che precedono non si applicano quando competente a conoscere della violazione amministrativa sia il giudice penale ai sensi dell’art. 24 della legge. [12] In tal caso, salvo quanto diversamente stabilito dalla legge, si osservano per il sequestro e la confisca le norme del codice di procedura penale’ (DPR 571/82, articolo 18.1).

Di conseguenza, nel solo caso in cui l’illecito amministrativo sia connesso a una notizia di reato e la sanzione amministrativa non sia stata definita mediante pagamento in misura ridotta, il giudice penale può disporre la confisca dei beni applicando le norme stabilite dal codice penale e di procedura penale. E al ricorrere di tali ipotesi la legge Gadda non ha previsto il destino degli alimenti commestibili agli enti caritatevoli (es. Banco Alimentare).

Buona giornata

Dario

Note

(1) Legge 13.11.1960, n. 1407. Norme per la classificazione e vendita degli olii di oliva. Testo aggiornato al 19.2.11 su https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1960;1407

(2) Vale a dire che anche un olio extra vergine di oliva – qualora la bottiglia oggetto di campionamento sia stata prelevata in un luogo esposto a fonti di luce e/o di calore – può risultare ossidato e apparire privo delle proprietà chimico/fisiche e organolettiche stabilite per la designazione ‘extra vergine’.
Di conseguenza, in ipotesi di dubbio sulle modalità di conservazione dell’olio campionato – dopo la sua consegna da parte del produttore – è opportuno prelevare altri campioni (conservati al riparo da luce e calore) e procedere alla loro analisi, prima di contestare eventuali difformità rispetto ai requisiti di legge. Ove del caso, ricercando altre unità dello stesso lotto presso lo stesso sito del produttore. Poiché altrimenti si configura il rischio di sanzionare operatori onesti e ligi alle normative applicabili

(3) Dario Dongo, Giulia Torre. Controlli pubblici ufficiali, al via il regolamento UE 2017/625. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.12.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/controlli-pubblici-ufficiali-al-via-il-regolamento-ue-2017-625

(4) Regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l’applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari. V. articolo 139. Testo consolidato al 14.11.19 su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32017R0625

(5) Ai sensi del codice di procedura penale, articolo 331

(6) L’illecito amministrativo si può configurare, ad esempio, nel caso di non-conformità lievi rispetto ai requisiti di prodotto, su singoli lotti o partite di oli in ogni caso vergini. La notizia di reato appare invece doverosa quando si rilevino difformità che mostrano la presenza di oli deodorati o lampanti, piuttosto che la ricorrenza delle violazioni

(7) L’articolo 8 della legge 1407/1969, nel testo originario (che ha avuto vigenza dal 17.12.60 al 5.3.11), della sanzionava infatti le violazioni di cui all’articolo 5 della legge stessa con un reato contravvenzionale (multa di lire 200.000 per ogni quintale o frazione di quintale di olio e reclusione fino ad un anno. Pene raddoppiate nei casi di particolare gravità, diminuite fino alla metà se il fatto era di lieve entità. Con la sola ammenda, fino a 300.000 lire, se il fatto era stato commesso dal produttore che aveva venduto modiche quantità del suo prodotto)

(8) DPR 29.7.82, n. 571. Norme per l’attuazione degli articoli 15, ultimo comma, e 17, penultimo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale.
Testo aggiornato al 29.12.17 su https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1982-07-29;571

(9) Legge 19.8.2016, n. 166 (c.d. legge Gadda). Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarieta’ sociale e per la limitazione degli sprechi. Testo aggiornato al 19.5.20 su https://bit.ly/3zK8FNk

(10) Il D.Lgs. 3.7.17, n. 117, art. 104.2, ha disposto che ‘Le disposizioni del titolo X, salvo quanto previsto dal comma 1, si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore a decorrere dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea di cui all’articolo 101, comma 10, e, comunque, non prima del periodo di imposta successivo di operatività del predetto Registro’

(11) Legge Gadda (legge 116/16, articolo 3.4. Cessione gratuita delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale

(12) Legge 24.11.81 n. 689. Modifiche al sistema penale. Art. 24 (Connessione obiettiva con un reato). ‘Qualora l’esistenza di un reato dipenda dall’accertamento di una violazione non costituente reato, e per questa non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il giudice penale competente a conoscere del reato è pure competente a decidere sulla predetta violazione e ad applicare con la sentenza di condanna la sanzione stabilita dalla legge per la violazione stessa.’ Testo aggiornato al 4.9.18 https://bit.ly/3wJNTvf