Olio di soia epossidato nei MOCA, rischio allergeni? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Caro Dario buongiorno,

sottopongo alla tua attenzione la dichiarazione di conformità di un film in pvc in cui viene dichiarata la presenza di olio di soia epossidato. Ho perplessità in merito al potenziale rischio di migrazione di tale componente nell’alimento.

L’Allegato II del reg. UE 1169/11 in effetti indica, tra le sostanze allergenizzanti, ‘soia e prodotti a base di soia, tranne olio e grasso di soia raffinato (e i prodotti derivati, nella misura in cui la trasformazione che hanno subito è suscettibile di elevare il livello di allergenicità valutato dall’Autorità per il prodotto di base da cui sono derivati)‘.

L’olio epossidato di soia rientra in questa categoria?

Molte grazie, Isabella


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Cara Isabella buongiorno,

il rischio di migrazione dell’olio di soia epossidato dai MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) ai cibi che vi entrino a contatto è effettivamente concreto (Choi et al., 2018). In particolare su alimenti grassi o anfipatici (anfifilici). (1)

Olio di soia epossidato

L’allergenicità dell’olio di semi di soia epossidato non può venire esclusa a priori. Un rapporto esterno di EFSA (Bassan et al., 2012. V. nota 2) riporta un caso di asma occupazionale e una reazione broncospasmotica in seguito a inalazione di vapori di film PVC trattati con tale sostanza (7-8 % oxirane oxygen, CAS 8013-07-8, substance ID 6).

Lo studio da ultimo citato riporta d’altra parte l’assenza di reazioni allergiche a esito di test in vivo su porcellini d’india. E tuttavia considera l’olio epossidato, a livello metabolico, alla pari di un olio di semi convenzionale. (3) Senza tuttavia riferire all’eventuale residuazione di proteine nell’olio oggetto di sperimentazione.

Olio di soia, allergenicità

I semi di soia sono a tutt’oggi classificati come allergeni, sulla base di letteratura scientifica consolidata. La loro presenza in alimenti e bevande, anche solo in tracce o in forma modificata, è perciò soggetta a obbligo d’indicazione specifica in etichetta ai sensi del reg. UE 1169/11, articoli 9.1.c e 21.

L’olio di semi di soia – allorché raffinato secondo le buone prassi di settore (definite da Fediol, a livello europeo) – non è associato a reazioni allergiche, nei test di provocazione alimentare. Nella misura in cui il processo di raffinazione ne abbatta il livello di proteine, al di sotto del LOD (limit of detection). Esso è perciò escluso dal dovere di informazione specifica in etichetta, ai sensi dell’Allegato II al reg. UE 1169/11.

Conclusioni

Alla luce di quanto sopra, il rischio di allergenicità del materiale in esame potrebbe venire escluso nell’ipotesi in cui, a prescindere dal trattamento di epossidazione, l’olio di soia sia stato raffinato in modo da eliminare i residui di proteine.

Si suggerisce pertanto di chiedere apposita garanzia scritta al fornitore, eseguire un’analisi prima dell’accettazione del materiale e inquadrare il (pur probabilmente remoto) rischio nell’ambito del proprio sistema di autocontrollo.

Un caro saluto

Dario

Note

(1) Choi, M.S., Rehman, S.U., Kim, H. et al. Migration of epoxidized soybean oil from polyvinyl chloride/polyvinylidene chloride food packaging wraps into food simulants. Environ Sci Pollut Res 25, 5033–5039 (2018). https://doi.org/10.1007/s11356-017-0951-9

(2) Arianna Bassan, Elena Fioravanzo, Manuela Pavan, Antonio Conto (2012). Reports on toxicokinetics, toxicity and allergenicity data on substances to be evaluated as acceptable previous cargoes for edible fats and oils (NP/EFSA/CONTAM/2011/01). EFSA Supporting Publications Volume 9, Number 12 274E. External scientific report, https://doi.org/10.2903/sp.efsa.2012.EN-274

(3) Gli acidi grassi risultano tuttavia poco assorbiti a livello gastrointestinale e possono permanere nel colon per periodi prolungati, con rischio di incidenza di cancro al colon