Origine carni usate come ingredienti di altri prodotti? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Egregio avvocato Dongo buongiorno,

Vorrei capire se l’etichettatura di origine delle carni suine comporta l’obbligo di citare la provenienza delle carni anche nei casi in cui gli insaccati siano utilizzati come ingredienti di altri prodotti (es. prodotti di gastronomia, sughi).

Molte grazie

Carlo


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Caro Carlo buongiorno,

la questione va affrontata avendo riguardo non alla normativa nazionale, quanto piuttosto a quella europea.

Origine carni suine in Italia, DM 6.8.20

Il decreto ministeriale 6.8.20 si è limitato a introdurre l’obbligo di indicare l’origine delle carni suine su tre categorie di prodotti:

– carni (fresche, congelate e surgelate, ivi comprese quelle macinate),
– preparazioni di carne (es. hamburger, salsicce fresche, lombate, arrosti),
– prodotti a base di carne (es. prosciutti, salumi).

L’etichettatura d’origine obbligatoria (dei Paesi di nascita, allevamento e macellazione del suino) è tuttavia esclusa nei casi di:

– alimenti venduti sfusi o preincartati, vale a dire alla quasi totalità delle carni fresche,
– prodotti IGP (Indicazione Geografica Protetta), che caratterizzano molte produzioni tradizionali in Italia (dallo speck dell’Alto Adige al cotechino di Modena, la porchetta di Ariccia, etc.),
– cibi serviti dalle collettività (ristoranti, trattorie, fast-food). I quali rappresentavano, prima del lockdown da Covid-19, il 50% dei consumi di carni in Italia.

L’indicazione dell’origine delle carni e loro derivati, qualora utilizzati come ingredienti di altri prodotti, non è in ogni caso prevista dal decreto interministeriale 6.8.20. (2)

Origine ingrediente primario, reg. UE 2018/775

Rimane da valutare, caso per caso, l’applicabilità del reg. UE 2018/775. Tale regolamento, si ricorda, prescrive di indicare la diversa origine o provenienza degli ingredienti primari, laddove:

– l’ingrediente primario abbia origine o provenienza diversa dal Paese di origine (cioè Paese di ultima trasformazione sostanziale) del prodotto,

– l’etichetta riferisca, anche solo attraverso l’indicazione della sede dello stabilimento ovvero un logo (es. tricolore), a un’indicazione geografica (es. Made in Italy, salsa italiana).

Cordialmente

Dario

Note

(1) Il Consorzio Italia Zootecnia, con il supporto di GIFT (Great Italian Food Trade), si batte da anni, invano, per ottenere l’indicazione obbligatoria di origine delle carni al ristorante. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/origine-carni-al-ristorante-la-proposta-di-decreto-legge-del-consorzio-italia-zootecnica

(2) Lo è invece in Francia, già dal 2016 (v. https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/in-francia-scatta-la-indicazione-della-provenienza-di-latte-e-carni-presenti-come-ingredienti-negli-alimenti). L’esempio francese è importante anche per quanto attiene l’indicazione di origine obbligatoria delle carni di ogni specie, al ristorante (v. https://www.greatitalianfoodtrade.it/ristorazione/origine-di-tutte-le-carni-al-ristorante-la-lezione-francese)