Stato fisico e QUID dell’ingrediente in etichetta, risponde l’avvocato Dario Dongo

Avvocato Dongo buongiorno,

Le chiedo un chiarimento sull’indicazione in etichetta dello stato fisico e il QUID di un ingrediente, nella lista ingredienti di un prodotto finito.

Mi riferisco in particolare a un lievito madre che mantiene la sua piena vitalità nello stato fisico in polvere, grazie a tecnologie innovative.

Molte grazie

Enrica


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo

Cara Enrica buongiorno,

il caso in esame merita un approfondimento, per meglio comprendere l’applicazione del reg. UE 1169/11 (Food Information Regulation, FIR) su un prodotto a tutt’oggi privo di una disciplina specifica armonizzata.

Lievito madre, denominazione dell’alimento

Il lievito madre è attualmente privo, come accennato, di una denominazione legale. (1) Vale a dire che le sue composizione e caratteristiche non sono definite in regolamenti o direttive UE, né in leggi italiane o atti equipollenti.

La denominazione usuale e/o descrittiva dell’alimento può dunque venire utilizzata, a condizione che essa non sia in grado di indurre il consumatore in errore circa le caratteristiche dell’alimento (natura e identità, proprietà, composizione). (2)

Lista ingredienti

L’elenco degli ingredienti reca un’intestazione o è preceduto da un’adeguata indicazione che consiste nella parola «ingredienti» o la comprende. L’elenco comprende tutti gli ingredienti dell’alimento, in ordine decrescente di peso, così come registrati al momento del loro uso nella fabbricazione dell’alimento’ (reg. UE 1169/11, art. 18). (3)

La designazione degli ingredienti segue le regole generali previste per la denominazione dell’alimento, con obbligo di precisare la composizione degli ingredienti composti ed evidenziare l’eventuale presenza di allergeni. Oltre alle norme specifiche di cui in Allegati VI e VII al regolamento (UE) n. 1169/11.

Stato fisico dell’alimento

La denominazione dell’alimento comprende o è accompagnata da un’indicazione dello stato fisico nel quale si trova il prodotto o dello specifico trattamento che esso ha subito (ad esempio «in polvere», «ricongelato», «liofilizzato», «surgelato», «concentrato», «affumicato»), nel caso in cui l’omissione di tale informazione potrebbe indurre in errore l’acquirente’ (reg. UE 1169/11, Allegato VI.A.1).

L’obbligo di precisare lo stato fisico dell’alimento è quindi un corollario del principio generale di lealtà dell’informazione di cui agli articoli 7 e 36 del reg. UE 1169/11:

– essenziale a garantire che il consumatore non venga ingannato in merito al valore del prodotto, come si è visto nel caso della pasticceria decongelata, (4,5)

– superfluo allorché lo stato fisico dell’alimento, ovvero dell’ingrediente, non abbia rilevo in termini di diverso valore né di modalità d’impiego.

QUID

Il QUID (Quantitative Ingredient Declaration) deve venire riferito accanto al nome dell’ingrediente ‘caratterizzante’ per esporre subito dopo il suo nome – nella denominazione dell’alimento o in lista ingredienti – la quantità precisamente utilizzata rispetto al totale degli ingredienti immessi nella formula (o ricetta) del prodotto alimentare. (6)

La quantità degli ingredienti utilizzati sotto forma concentrata o disidratata e ricostituiti durante la fabbricazione può essere indicata sulla base della loro proporzione ponderale così come registrata prima della loro concentrazione o disidratazione’ (reg. UE 1169/11, All. VIII, punto 4.c).

Conclusioni

Nel caso in esame, l’ingrediente deve venire designato in elenco degli ingredienti come ‘lievito madre’, seguito dall’esposizione tra parentesi dei suoi ingredienti. Così ‘lievito madre (frumento, acqua)’. Lo stato fisico ‘in polvere’ deve venire riferito soltanto allorché il lievito madre venga venduto tal quale. Non anche laddove esso venga impiegato quale ingrediente di altri alimenti (es. prodotti da forno). (7)

La quantità dell’ingrediente va indicata ogni qualvolta dell’alimento che lo contiene riferisca in etichetta o pubblicità a ‘lievito madre’, ‘pasta madre’, ‘lievitazione naturale’ o simili. In questi casi, il QUID da indicare corrisponde all’ingrediente ricostituito con acqua, secondo le proporzioni indicate dal fornitore o comunque utilizzate e immesse nella ricetta dell’alimento.

Cordialmente

Dario

Note

(1) Dario Dongo. Denominazione dell’alimento. FARE (Food and Agriculture Requirements). 19.8.17, https://foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/denominazione-dell-alimento_1

(2) V. reg. UE 1169/11, art. 7.1.a

(3) Dario Dongo. Lista ingredienti, ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.3.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/lista-ingredienti-abc

(4) Pasticceria decongelata? Risponde l’avvocato Dario Dongo. FARE (Food and Agriculture Requirements). 16.10.18, https://foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/pasticceria-decongelata-risponde-l-avvocato-dario-dongo

(5) Lo stato ‘decongelato’ di un alimento non destinato a ulteriori trattamenti (es. cottura) deve in ogni caso venire riferito, per evitare che l’acquirente possa ricongelare il prodotto esponendolo a rischi di contaminazioni microbiologiche

(6) Dario Dongo. Ingredienti composti e QUID in etichetta, inganni diffusi. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.6.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/ingredienti-composti-e-quid-in-etichetta-inganni-diffusi

(7) La dicitura ‘in polvere’ deve venire evitata, nel caso specifico, proprio per evitare che il consumatore possa confondere il ‘lievito madre’ – che si caratterizza per la prevalenza elevata di cellule viventi – con un ordinario ‘lievito in polvere’. Tale ultima dicitura viene infatti generalmente associata a un prodotto di tutt’altra natura, oltreché di minor valore.