‘Senza glutine… può contenere grano’? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Gentilissimo Avvocato Dongo,

l’etichetta di un burro di arachidi ‘gluten-free’, ‘senza glutine’, riporta a margine della lista ingredienti che ‘nello stesso stabilimento vengono utilizzati anche cereali contenenti glutine’, tra i quali figura anche il grano.

Sempre grato di un Suo chiarimento sulle regole di etichettatura, cordiali saluti, Mattia


Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare internazionale

Caro Mattia,

l’etichetta in esame è semplicemente disastrosa. Ecco perché.

1) ‘Prodotto in uno stabilimento dove (…)

Food Information Regulation (EU) No 1169/11 prescrive, tra le informazioni obbligatorie da riportare in etichetta, la lista ingredienti dell’alimento. Con evidenza grafica delle parole-chiave che identificano gli allergeni e obbligo di loro ripetizione quando essi siano o possano risultare presenti in più ingredienti e/o additivi e/o aromi.

Le notizie sulla presenza o lavorazione di allergeni all’interno del sito produttivo sono viceversa inammissibili sotto due profili:

– violazione dei doveri di fornire ai consumatori informazioni chiare, comprensibili e non ambigue sulla natura e la composizione del prodotto (reg. UE 1169/11, articoli 7.1.a, 36)

– inidoneità del sistema di autocontrollo (PRPs, HACCP), in violazione del Food Hygiene 1 Regulation (EC) No 852/04 come riformato dal Reg. (EU) No 2021/382.

2) PAL (Precautionary Allergens Labelling)

L’operatore responsabile dell’informazione al consumatore può invece inserire in etichetta, a margine della lista ingredienti, la sola dicitura ‘può contenere (…)’, seguita dai nomi specifici degli allergeni identificati e non anche da categorie prive di significato giuridico (es. frutta con guscio, cereali contenenti glutine).

Tale dicitura può venire adottato solo quando l’operatore – a esito della puntuale applicazione di PRPs (Pre-Requisites Programs) e HACCP (Hazard Analysis on Critical Control Points) – prenda atto dell’impossibilità di prevenire e controllare il rischio di ‘cross-contamination’. (1)

3) ‘Senza glutine… può contenere grano’?

Il conflitto apparente tra le diciture ‘senza glutine’ e ‘può contenere grano’ si risolve considerando quanto segue:

– la dicitura ‘può contenere grano’ (o avena, segale, orzo) ha il preciso scopo di indicare ai consumatori allergici a tale matrice che l’alimento non è sicuro per il consumo da parte loro,

– l’indicazione volontaria ’senza glutine’ o ‘gluten-free’ viceversa indica che l’alimento può venire consumato da pazienti celiaci in quanto il tenore di glutine sia inferiore a 20 ppm. (2)

4) Valutazione del rischio, il vuoto europeo

La valutazione del rischio di sicurezza alimentare su prodotti oggetto di contaminazione incrociata è indispensabile, in fase di autocontrollo ma soprattutto nei contesti di ‘crisis management’. Un tenore di glutine <20 ppm, piuttosto che di 10 ppm, potrebbe non essere in grado di innescare una reazione allergica neppure in quello 1% dei consumatori allergici la cui sensibilità è molto spiccata.

Un metodo scientifico per l’analisi di questo tipo di rischi, Vital 3.0, è stato sviluppato da un autorevole gruppo internazionale di ricerca sulle ‘food allergies’, sotto l’egida di ‘Allergens Bureau’. Ed è stato riconosciuto come efficace e sicuro sia dagli esperti della Task Force FAO-WHO sulle allergie alimentari, sia dalle autorità di diversi Stati del pianeta, anche in UE. La Commissione europea non si è però ancora degnata di affrontare tale questione, come invece sollecitato da chi scrive. (3)

5) Etichetta da rifare

L’etichetta in esame presenta diverse non conformità ed espone sia l’operatore del settore alimentare, sia il retailer, sempre responsabile in solido – a rischi di contestazioni nelle sedi amministrativa ma anche penale e civile, nel caso in cui alcun consumatore allergico ingannato da tali illecite diciture possa subire una reazione anafilattica. È perciò necessario:

– eliminare dall’etichetta la dicitura ‘prodotto in uno stabilimento dove (…)’,

– adeguare i manuali dei PRPs (Pre-Requisites Programs) e lo HACCP (Hazard Analysis on Critical Control Points),

– seguire e documentare un’appropriata analisi dei rischi di contaminazione accidentale con gli allergeni precisamente indicati in Allegato II al reg. UE 1169/11,

– aggiornare la lista ingredienti inserendo, ove del caso, la dicitura ‘può contenere’ seguita dai nomi dei singoli allergeni dei quali non si possa escludere il rischio di contaminazione accidentale.

6) Post scriptum

NB: mai riferire a ‘tracce di’ allergeni, poiché tale dicitura, priva di alcuna nozione giuridica, può a sua volta indurre in errore il consumatore allergico suggerendo che il prodotto possa essere per lui sicuro. (4)

Altri casi interessanti, già trattati in precedenza sul sito di FARE (Food and Agriculture Requirements), riguardano i suggerimenti sull’assenza di latte o lattosio, e gli alimenti presentati come ‘vegani’ (5,6).

Cordialmente

Dario

Note

(1) Cereali contenenti glutine, PAL, risponde l’avvocato Dario Dongo. FARE (Food and Agriculture Requirements). 16.7.22

(2) Dario Dongo. Claim ‘senza glutine’, non ammesse le diciture similari. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.1.21

(3) Dario Dongo. Allergeni e RASFF, blackout europeo. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.7.22

(4) Può contenere tracce di… allergeni? Indizio di crimine. FARE (Food and Agriculture Requirements). 11.8.17

(5) Senza latte aggiunto, può contenere latte? Risponde l’avvocato Dario Dongo. FARE (Food and Agriculture Requirements). 4.4.18

(6) Alimento vegano, può contenere tracce di uova o latte? Risponde l’avvocato Dario Dongo. FARE (Food and Agriculture Requirements). 28.9.17



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