Mozzarella sfusa? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Egregio avvocato Dongo,

la nostra catena di supermercati è interessata alla vendita di burrata e stracciatella, ove possibile anche di mozzarella sfusa. Ci è stato tuttavia riferito che la normativa italiana prevede l’obbligo di preconfezionamento all’origine alla vendita dei formaggi freschi a pasta filata.

Il ministero delle Attività Produttive in effetti, nella propria circolare 10 novembre 2003 n. 168, alla lettera ‘n’, richiama che ‘i formaggi freschi a pasta filata destinati al consumatore devono essere posti in vendita preconfezionati’ all’origine, ai sensi del decreto legislativo 109/1992 (articolo 23)

Molte grazie, Cristiana


Risponde l’avvocato Dario Dongo, PhD in diritto alimentare internazionale

Cara Cristiana,

la vendita al consumatore finale di mozzarella sfusa è stata in effetti vietata, in Italia, per oltre due decadi. La situazione è tuttavia cambiata.

Mozzarella sfusa, lo storico divieto in Italia

Il decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 109 – nel recepire in Italia la prima Food Labelling Directive 1979/112/EEC e sue successive modifiche – aveva introdotto, come era d’uso, alcune norme nazionali di specifico interesse dei settori produttivi. Tra queste, il divieto di vendita dei formaggi freschi a pasta filata allo stato sfuso.

Soltanto i caseifici con annesso esercizio di vendita potevano commercializzare al dettaglio la mozzarella sfusa. E l’ex ministero dell’Industria, nella circolare 168/2003, aveva tra l’altro precisato che tale divieto non poteva venire eluso aggiungendo alla mozzarella sfusa ‘un po’ d’olio e/o qualche oliva’.

Food Information Regulation

Food Information Regulation (EU) No 1169/11 ha introdotto una riforma strutturale nella disciplina europea di etichettatura, presentazione e pubblicità. Non tanto nel contenuto delle prescrizioni – sostanzialmente invariate rispetto all’ultima Food Labelling Directive 2000/13/EC consolidata – quanto nell’approccio sistemico.

L’informazione al consumatore è infatti ora soggetta a regole uniformi:

– le disposizioni nazionali preesistenti che contenevano norme ulteriori rispetto alle regole UE dovevano venire notificate dagli Stati membri interessati alla Commissione europea prima dell’applicazione del FIR, a pena della loro decadenza;

– gli Stati membri sono altresì tenuti a notificare a Bruxelles ogni progetto di norma tecnica nazionale in materia di informazione al consumatore, ai sensi del regolamento stesso ovvero del Technical Regulations Information System, TRIS Directive (EU) 2015/1535.

Italia, abrogazione della normativa previgente

Il decreto legislativo 231/2017 – che ha introdotto in Italia un apposito regime sanzionatorio per le violazioni del Food Information Regulation (EU) No 1169/11 – ha abrogato in via definitiva il previgente decreto legislativo 109/1992 in materia di ‘etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari’.

Il governo italiano di allora non ha notificato a Bruxelles alcuna delle norme contenute nel predetto decreto legislativo, le quali perciò hanno perso definitivamente efficacia. Il maldestro tentativo di restituire applicazione ad alcune di tali norme attraverso una circolare ministeriale è a sua volta inefficace. (1)

Mozzarella sfusa, via libera alla vendita

L’obbligo di vendita dei formaggi a pasta filata previo preconfezionamento, in Italia, è quindi decaduto con l’entrata in vigore del regolamento (UE) 1169/11 e il difetto di notifica alla Commissione Europea, nei tempi ivi stabiliti, della normativa che in Italia vi preesisteva.

Le circolari ministeriali non possono ovviamente supplire, né produrre alcun effetto nei confronti degli amministrati. La mozzarella – sia essa di bufala o di latte vaccino (fior di latte),  così come la burrata e la stracciatella – può quindi venire venduta sfusa.

Cordialmente

Dario

Note

(1) Dario Dongo. Legislative decree 231/17, uncertain repeals. FT (Food Times). 23 April 2018



Translate »