- 19/08/2025
- Postato da: Marta
- Categoria: Domande e risposte
Caro Dario,
Ti sottopongo il caso delle passate di pomodoro che riportano in etichetta il marchio ‘Vegan’. È legittimo riferire questa notizia ‘distintiva’, tenuto conto che tutte le conserve di pomodoro contengono esclusivamente ingredienti di origine vegetale?
Molte grazie, Antonio
Risponde l’avvocato Dario Dongo, Ph.D. in diritto alimentare europeo
Caro Antonio,
l’esposizione in etichetta e pubblicità di marchi di certificazione viene spesso sottovalutata, sia dagli operatori responsabili dell’informazione al consumatore sui prodotti alimentari, sia dalle autorità designate ai controlli pubblici ufficiali. È quindi opportuno richiamare le regole europee vigenti.
Informazione al consumatore sui prodotti alimentari e marchi di certificazione
Food Information Regulation (EU) No 1169/11, FIR, ‘stabilisce le basi che garantiscono un elevato livello di protezione dei consumatori in materia di informazioni sugli alimenti’ e ‘definisce in modo generale i principi, i requisiti e le responsabilità che disciplinano le informazioni sugli alimenti e, in particolare, l’etichettatura degli alimenti’ (articolo 1 – Oggetto e ambito di applicazione).
Le definizioni fornite dal predetto regolamento comprendono:
- «informazioni sugli alimenti»: ‘le informazioni concernenti un alimento e messe a disposizione del consumatore finale mediante un’etichetta, altri materiali di accompagnamento o qualunque altro mezzo, compresi gli strumenti della tecnologia moderna o la comunicazione verbale‘;
- «etichetta»: ‘qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna detto imballaggio o contenitore’ (articolo 2, Definizioni, paragrafo 2, lettere ‘a’).
I marchi di certificazione – al pari dei marchi commerciali e di ogni altro segno, immagine e rappresentazione grafica – sono quindi soggetti alle disposizioni contenute nel regolamento (UE) n. 1169/11. L’analisi della loro legittimità deve considerare, in particolare, i criteri generali a presidio della lealtà delle pratiche d’informazione.
Pratiche leali d’informazione
‘Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare:
a) per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in particolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione;
b) attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede;
c) suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive (…)’; (reg. UE 1169/11, articolo 7, Pratiche leali d’informazione, paragrafo 1).
Gli operatori responsabili di etichettatura e pubblicità devono inoltre garantire che le informazioni sugli alimenti:
- siano ‘precise, chiare e facilmente comprensibili per il consumatore’ (reg. UE 1169/11, articolo 7.2);
- non siano ‘ambigue né confuse per il consumatore’ (reg. UE 1169/11, articolo 36.2.b).
Marchio ‘Vegan’ fuorilegge? Conclusioni
Ogni operatore è libero di sottoporre la propria organizzazione, i suoi processi e prodotti alla certificazione di standard e altri schemi o procedure. L’esposizione di marchi, diciture e rappresentazioni grafiche relative a tali certificazioni nell’informazione commerciale relativa agli alimenti – ivi inclusi i siti web e i social network riferibili all’operatore e/o ai suoi prodotti, nonché le piattaforme di vendita online – è invece soggetta alle regole sopra richiamate.
La compatibilità con la dieta vegana è una caratteristica comune a tutte le conserve di pomodoro in quanto tali. È perciò vietato vantare tale prerogativa in etichetta e/o pubblicità di alcun prodotto che appartenga a questa e altre categorie di alimenti prive di varianti con prodotti di origine animale. Tale vanto confligge infatti con le disposizioni sopra richiamate, nonché con quelle della Unfair Commercial Practices Directive 2005/29/EC che vieta la pubblicità ingannevole di qualsivoglia bene e servizio.
Cordialmente
Dario
Note
- Directive 2005/29/EC of the European Parliament and of the Council of 11 May 2005 concerning unfair business-to-consumer commercial practices in the internal market and amending Council Directive 84/450/EEC, Directives 97/7/EC, 98/27/EC and 2002/65/EC of the European Parliament and of the Council and Regulation (EC) No 2006/2004 of the European Parliament and of the Council (Unfair Commercial Practices Directive). Consolidated text: 28/05/2022 http://data.europa.eu/eli/dir/2005/29/2022-05-28
- Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers, amending Regulations (EC) No 1924/2006 and (EC) No 1925/2006 of the European Parliament and of the Council, and repealing Commission Directive 87/250/EEC, Council Directive 90/496/EEC, Commission Directive 1999/10/EC, Directive 2000/13/EC of the European Parliament and of the Council, Commission Directives 2002/67/EC and 2008/5/EC and Commission Regulation (EC) No 608/2004. Consolidated text: 01/04/2025 http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01


