Idroponica, insetti e carne artificiale. Quali prospettive? Risponde l’avvocato Dario Dongo

Caro Dario,

ho trovato molto interessante la tua trattazione all’incontro elettorale del 17 maggio a Ravenna dei temi della produzione agricola e delle sue trappole. Mi ha scioccata la faccenda delle 20 mutazioni come soglia per l’anarchia genetica… sono battaglie importanti da fare a Bruxelles e Strasburgo e mi auguro proprio che questa cosa non entri in vigore.

Alcune questioni sono rimaste fuori e mi piacerebbe conoscere il tuo parere “laico” in merito a:

– colture idroponiche in modalità industriale

– farine a base di insetti

– carne artificiale.

Cosa ne pensi?

Grazie per l’attenzione,

Elisa


Cara Elisa,

Ti rispondo per punti:

1) Colture idroponiche in modalità industriale

Le piante crescono naturalmente sul suolo, nutrendosi dei suoi elementi non solo minerali ma anche dei microrganismi che ne costituiscono patrimonio essenziale, prezioso anche per il microbioma intestinale quando si applichi il sistema biologico, come abbiamo visto.

Trovo insensato coltivare piante in acqua con aggiunta di nutrienti, in genere di sintesi, a maggior ragione ove ciò non sia necessario come nel nostro Paese ove invece abbondano i terreni abbandonati.

2) Farine a base di insetti

Gli insetti vengono consumati da tempo immemore, tuttora da almeno 1,5 miliardi di persone (v. es. Messico). Non appartengono peraltro alla nostra cultura alimentare, al di fuori delle lumache e del casu marsu o formaggi simili, ed è altamente improbabile che le farine di insetti possano avere successo in Italia. Anche solo per il fatto che i loro costi di produzione sono elevati, il triplo della carne di un pollo bio.

3) Carne artificiale

La finanza ha investito parecchio sull’agricoltura cellulare ma la produzione di cellule di carne o pesce su scala industriale è tuttora impossibile poiché estremamente costosa (circa 10.000 €/kg) e non ‘scalabile’ rispetto alla produzione in laboratorio. Il futuro prossimo nella produzione di proteine alternative a quelle di origine animale risiede invece nelle micoproteine e nelle microalghe.

Insetti e agricoltura cellulare sono per ora soltanto ‘falsi nemici’. Utili a offuscare i problemi reali della nostra agricoltura.

Dario Dongo



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